Aliquote cassa commercialisti: gli aumenti
Per un lavoratore, occuparsi di pagare i contributi per ottenere le dovute prestazioni pensionistiche e previdenziali è fondamentale. I liberi professionisti e i lavoratori autonomi devono inoltre essere iscritti a casse di previdenza speciali che gestiscono infatti tutte le dinamiche contributive legate alla previdenza stessa e all'assistenza.
C'è ad esempio l'Inarcassa, che è la cassa di previdenza per Ingegneri e Architetti, mentre per per i Commercialisti è la CNPADC ad occuparsi di previdenza ed assistenza.
Aliquote cassa commercialisti: la cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti
La CNPADC è dunque la cassa di previdenza per i commercialisti; essa, al fine di operare in modo corretto effettua anche un controllo periodico per accertarsi che tutti gli iscritti siano segnati all'Albo specifico.
È altresì necessaria oltre all'iscrizione all'Albo anche l'assegnazione di una precisa posizione giuridica che è diversa a seconda del tipo di occupazione dell'esercente. Per ottenere il dovuto trattamento pensionistico previdenziale è importante poi versare i contributi alla CNPADC e maturare quanti più anni di iscrizione alla cassa di previdenza stessa. I contributi previsti sono di carattere soggettivo e integrativo.
In caso non si possieda la partita Iva e quindi non si esercita l'attività di commercialista a tutti gli effetti è necessaria la compilazione del dovuto modulo. Come per tutti i lavori autonomi e dei liberi professionisti la ritenuta d'accoto Irpef va poi calcolata in base ai contributi versati. Recentemente ci sono state infine delle variazioni sulle aliquote della cassa commercialisti.
Aliquote cassa commercialisti: cosa è cambiato
Sono previsti degli aumenti sulle aliquote della cassa commercialisti; i dottori commercialisti dovranno infatti pagare il loro contributo soggettivo con un aumento dell'1%. Nel 2012 e 2013 l'aliquota sarà quindi pari all'11% e nel 2014 sarà del 12 %.
L'aumento delle aliquote della cassa commercialisti è stata approvata in sede ministeriale dai Ministeri dell'Economia e del Lavoro. Dall'1 gennaio 2012 è inoltre previsto un contributo integrativo del 4% e una modalità di previdenza legata all'anzianità e al tipo di aliquota versata.
Nello specifico l'aliquota definita “di computo” avrà un valore maggiore di quella di finanziamento. Viene infine eliminato il limite del 17% relativo al contributo soggettivo, mentre permane la soglia di reddito di centocinquanta mila euro.
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