Anticipo TFR: diamo uno sguardo a come cambiano le regole

Molto spesso il lavoratore deve far fronte alla fine del rapporto lavorativo che lo ha tenuto, per un periodo più o meno lungo, alle dipendenze di un datore di lavoro. Quando si verifica una circostanza di questo tipo, le cause possono essere di diversa natura e sono da imputarsi, a seconda dei casi o al datore di lavoro oppure al lavoratore stesso.

Se è il datore di lavoro a decidere di porre fine al rapporto di lavoro, si parla di licenziamento; le forme di licenziamento possono essere di natura individuale, se riguardano un singolo dipendente, oppure collettive, nei casi in cui nascono all'interno di un'impresa problemi di natura economica o di produzione. Se è invece il lavoratore a scegliere di lasciare il proprio posto di lavoro, per problemi personali, di salute o perché ha trovato condizioni lavorative e salariale più vantaggiose in un altro luogo, si parla di dimissione

La fine di un rapporto di lavoro comporta, per entrambe le soluzioni, la compilazione di una lettera di preavviso da consegnare a chi di competenza e soprattutto il calcolo e la riscossione del TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto, detto anche liquidazione oppure buonuscita.

Anticipo TFR: cos'è

Oltre all'erogazione del TFR classico, che si effettua nei casi di fine rapporto lavorativo, ci sono alcune situazioni per le quali è possibile richiedere l'anticipo del TFR. Controlla qui per conoscere cosa cambia con la nuova legge di stabilità 2014.

L'anticipo del TFR non può ovviamente essere concesso sempre; esistono infatti casi specifici per i quali è possibile effettuare tale richiesta anticipata. L'anticipo del TFR può inoltre essere richiesto da tutte le tipologie di lavoratori, sia pubblici che privati.

Il TFR è regolato e disciplinato dalla legge italiana ai sensi dell'articolo 2120 del Codice Civile; il 31 dicembre di ogni anno si effettua invece la rivalutazione del TFR, considerandolo dal 31 dicembre dell'anno precedente, ai sensi del comma quattro del sopracitato articolo 2120 del Codice Civile italiano.

Quando è possibile

Uno dei casi in cui è possibile ottenere l'anticipo del TFR è quando si desidera acquistare la prima casa; è altresì possibile per affrontare le spese necessarie al sostentamento quando si verifica un congedo parentale o si devono compiere alcuni periodi di formazione. Un’altra condizione per la quale vale questo acconto è la decurtazione o l’estinzione di mutuo a patto che quest’ultimo sia destinato per l’acquisto della prima casa per se stessi e che non sia stata già chiesta questa somma per la compravendita originaria.

L'anticipo del TFR va rilasciato anche quando il lavoratore necessita di denaro per sostenere determinate e importanti cure di natura medica e debba eventualmente affrontare anche un periodo di ricovero ospedaliero. Ci sono altresì anche altri casi specifici che possono portare il dipendente a ricevere questa somma di denaro: spese legali (con il lavoratore che deve essere citato come parte in causa), spese funerarie (entro il secondo grado di parentela, coniuge, o altri parenti che siano però conviventi presso lo stesso tetto familiare), sfratti che non avvengano però per motivi legati alla morosità della persona richiedente.
Tuttavia, vi sono delle circostanze per cui non è possibile richiedere l’acconto del Trattamento di Fine Rapporto: esse riguardano i dipendenti di un’impresa in crisi economica oppure i lavoratori statali o che occupino un posto pubblico.

Anticipo TFR: requisiti richiesti

L'anticipo del TFR non può superare il 70% dell'ammontare di denaro accumulato sino alla data della richiesta d'anticipo stesso. L'anticipo del TFR è inoltre possibile sono se si sono raggiunti almeno gli otto anni di anzianità lavorativa alle dipendenze di un medesimo datore di lavoro.

Quest'ultimo può concedere l'anticipo del TFR per una percentuale massima del 4%, in base al numero totale di lavoratori alle sue dipendenze. Questa percentuale è stata scelta per non privare le aziende di dimensioni ridotte di poter avere in cassa delle risorse finanziarie che sono indispensabili per il prosieguo dell’esercizio. Ovviamente questa procedura può essere richiesta dal lavoratore solo una volta in relazione al suo rapporto lavorativo.
In caso di morte del dipendente, l’acconto del Trattamento di Fine Rapporto va al coniuge (marito o moglie), ai figli, ai parenti entro il terzo grado di parentela o di secondo se sono affini. Nel caso in cui non ci fosse nessun erede, si devono seguire le leggi inerenti alla successione legittima.

Come fare la richiesta

Sul web si trovano diversi modelli fac simile su come fare la richiesta per l’acconto della somma da ricevere. Dalla parte invece del datore di lavoro c’è il fac simile del documento relativo alla liberatoria da far firmare al proprio dipendente dopo che si è giunti al saldo effettivo. Nella richiesta da fare, bisogna specificare bene i propri dati anagrafici e quelli del datore di lavoro, il non aver mai fatto domanda precedentemente di avere tale anticipo e l’anzianità di servizio. Nei documenti allegati ci devono essere tutte le informazioni che portano il dipendente a chiedere questi soldi (come per esempio l’acquisto di una casa o i certificati medici relativi alle spese sanitarie da dover sostenere). Ultimo consiglio è di non tralasciare il fatto di allegare anche il proprio documento d’identità alla richiesta scritta da dover compilare per ricevere il saldo sui soldi da dover percepire in anticipo.



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