Calcolo retribuzione: ottieni tutte le informazioni sul tuo stipendio

Per calcolare la retribuzione del dipendente si considerano:

  • la prestazione. A seconda della “qualità” è premiata o meno. Tale premio è collegato alla retribuzione variabile, cioè la quota della retribuzione che cambia a seconda del rendimento del lavoratore (es. la prestazione oggi è premiata, domani in base al nuovo rendimento magari non lo è);
  • il confronto con il mercato legato alla sostituibilità (più o meno semplice) del lavoratore sul mercato;
  • posizione ricoperta nell’azienda, cioè il ruolo e la mansione del lavoratore.

Attenzione: non possono essere monetizzate le condizioni o i problemi personali del lavoratore.

Documenti per il calcolo della paga del personale

Ci sono due documenti in base ai quali si calcola la retribuzione del personale: Job Description e Job Profile.

La Job Description descrive la posizione all’interno dell’organizzazione aziendale, indipendentemente da chi la occupa ed include:

  • anagrafica (titolo, riporto, titolare e data)
  • scopo/finalità
  • descrizione (contesto, dimensione economica, collocazione organizzazione ed attività)
  • responsabilità, cioè gli obiettivi che il titolare della posizione dovrà raggiungere.

Job Description si basa sulla:

  • valutazione della posizione; da cui deriva la retribuzione fissa
  • valutazione della prestazione; da cui deriva la retribuzione variabile

Job Profile anaizza la valutazione potenziale, quindi lo sviluppo e le possibilità di carriera.

La Job Profile è il profilo ideale della persona che deve coprire una determinata posizione e si compone di competenze (capacità, esperienze, conoscenze).

Il calcolo del valore per retribuire un dipendente deriva dalle “3 P del personale” che sono: posizione, prestazione e potenziale.

I requisiti della retribuzione: ecco cosa deve comprendere il tuo stipendio

La retribuzione è un diritto fondamentale di ogni lavoratore che presta un’attività lavorativa presso un ente o una società. L’articolo 36 della Costituzione è dedicato ai requisiti che deve obbligatoriamente possedere la retribuzione e sono illustrati nell’elenco che segue.

  • Proporzionalità, vale a dire che l’ammontare economico del salario deve essere proporzionale alle ore lavorative svolte, alla difficoltà, complessità, responsabilità e importanza della prestazione lavorativa eseguita.
  • Sufficienza, il salario deve ammontare ad una somma di denaro adeguata a sostenere le esigenze del lavoratore e della sua famiglia.

Nel caso in cui questi requisiti non siano rispettati dal datore di lavoro nell’erogazione dello stipendio al dipendente, intervengono i sindacati, organizzazioni che si dedicano all’attuazione e alla salvaguardia dei diritti dei lavoratori. E’ importante sottolineare che la giurisprudenza considera sufficiente una retribuzione quando è uguale o supera i minimi tabellari stabiliti nei contratti collettivi.

La retribuzione minima è contenuta quindi all’interno del contratto collettivo del lavoro, ma viene spesso aggiornata in seguito ad accordi di rinnovo. L’articolo 2099 del Codice Civile stabilisce che il compenso deve essere effettuato preferibilmente sul posto di lavoro, in denaro e entro un periodo di tempo determinato, generalmente i lavoratori percepiscono lo stipendio ogni mese.

Esistono però quattro diverse tipologie di pagamenti per prestazioni di lavoro e sono illustrate di seguito.

  • La prima è detta a tempo e stabilisce che la somma dello stipendio erogato debba essere proporzionale alla prestazione lavorativa effettuata.
  • La seconda è chiamata a cottimo ed è in relazione al risultato con un singolo lavoratore o un gruppo ha realizzato. In questo caso lo stipendio sarà in parte composto dal numero di unità che sono state realizzate. I contratti collettivi non utilizzano quasi mai questo genere di retribuzione, ma concedono ai lavoratori di determinati settori di avere una maggiorazione sullo stipendio minimo. Nel caso in cui una persona stia effettuando un tirocinio la legge non permette il cottimo, perchè andrebbe a discapito del lavoratore inesperto che non è ancora in grado di produrre in modo sufficiente. E’invece considerato obbligatorio per tutti quei mestieri che devono mantenere un determinato ritmo produttivo e per i lavoratori a domicilio.
  • La terza è definita a premio e dipende dai risultati raggiunti.
  • La quarta è la partecipazione agli utili, è una forma aggiuntiva alla retribuzione ma in questo caso il lavoratore è soggetto ai rischi d’impresa.

Casi in cui lo stipendio viene pignorato

La riscossione dello stipendio è un diritto di tutti i lavoratori; in alcuni casi ciò non avviene a causa del mancato pagamento del salario o dei ritardi sul versamendo della retribuzione che spetta al lavoratore.

Per motivi di varia natura, soprattutto dovuti a debiti da parte del dipendente, si può inoltre verificare il pignoramento dello stipendio. È infatti possibile che un lavoratore si veda pignorato il proprio stipendio; sono altresì soggetti a pignoramento anche le pensioni e le indennità.

Il pignoramento dello stipendio, dei salari e delle pensioni relative ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni era regolato dagli artt. da 1 a 4 del D.P.R. Del 5 gennaio 1950 n.180. Con la Finanziaria del 2005 (legge 311/04), il pignoramento degli stipendi privati e di quelli pubblici è stato equiparato.

  • Iè previsto in caso di debiti con nei confronti dello Stato, delle Provincie, dei Comuni, delle imprese, delle aziende o di altri enti, soprattutto di natura contributiva o legati a rapporti d'impiego; in questi casi viene pignorato un quinto dello stipendio dell'impiegato o salariato.
  • È possibile anche il pignoramento di un terzo dello stipendio per crediti di natura alimentare.

Il pignoramento dello stipendio viene applicato immediatamente dal momento della notifica.

In Italia è crisi nera per gli stipendi

Nel nostro paese le piccole e medie imprese sono una risorsa preziosa per l’andamento dell’economia, ma purtroppo la crisi economica che ha colpito l’Europa negli ultimi anni ha avuto conseguenze negative in particolar modo su queste. Da alcuni recenti studi di mercato è emerso che negli ultimi sei anni sono ben 134 mila le piccole e medie imprese che hanno dovuto chiudere la propria attività.

Si tratta in particolra modo di artigiani e commercianti che a causa della crisi economica per le piccole imprese, hanno visto andare in pezzi anni di lavoro. In alcuni casi si trattava addirittura di attività che erano presenti sul territorio da anni e che venivano tramandate di generazione in generazione.

Le problematiche maggiori

crisi stipendi

Gli artigiani e i commercianti non usufruiscono neanche di nessuna forma di cassa integrazione o mobilità, quindi si ritrovano senza lavoro e molto spesso anche con numerosi debiti da saldare, che magari hanno contratto per riuscire e non chiudere l’attività, ma che purtroppo non sono serviti a molto. Alcune piccole imprese per cercare di combattere la crisi economica hanno aderito a un nuovo trend, vale a dire lo scambio di merci e servizi. Ci sono diversi siti internet, come Permute.it, che si occupano della permuta di oggetti e servizi vari, nei quali si possono trovare annunci di società che permutano ad esempio la cessione di alcuni macchinari da lavoro in cambio di prestazioni lavorative gratuite oppure un altro genere di merce, della quale hanno bisogno ma che non possono acquistare.

Il mercato della permuta è in continua evoluzione e sono sempre più numerose le persone e le aziende che vi ricorrono per ottenere ciò di cui hanno bisogno.



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