Cassa integrazione tredicesima: a chi spetta

La cassa integrazione è uno specifico intervento dello Stato che viene richiesto dalle aziende o società che si trovano in gravi difficoltà finanziare e viene concessa per un periodo di tempo limitato. Lo scopo della cassa integrazione è di aiutare il titolare o i soci della azienda a risanare la situazione economica, in modo da evitare la chiusura dell’attività e la conseguente perdita del lavoro, di tutti coloro che avevano un impiego nell’azienda. Esistono due differenti tipologie di cassa integrazione, quella ordinaria e la cassa integrazione straordinaria.

La cassa integrazione ordinaria permette ai dipendenti di ricevere l’80% dello stipendio base, che spetta loro ogni mese. Questo genere di cassa integrazione può durare per massimo 13 settimane. Se in questo periodo la situazione economica della società non è migliorata di molto, il titolare può chiedere delle proroghe. La cassa integrazione straordinaria invece viene concessa dallo Stato in caso di ristrutturazione, dichiarazione di liquidazione coatta amministrativa, dichiarazione di fallimento ecc. E’ importante sapere che la cassa integrazione straordinaria spetta agli impiegati, ai quadri e agli operai ma purtroppo non spetta ai dipendenti che hanno contratti di formazione al lavoro, a progetto e di apprendistato.

Chi ha diritto a ricevere la cassa integrazione tredicesima

Le persone che purtroppo sono state messe in cassa integrazione e quindi ricevono uno stipendio inferiore a quello che avrebbero preso in condizioni lavorative normali, possono contare sulla cassa integrazione tredicesima. La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che spetta alle persone che hanno un contratto a tempo determinato o indeterminato. Nel caso della cassa integrazione la tredicesima mensilità sarà ovviamente di importo inferiore alla normale tredicesima, perché viene calcolata in base alla somma delle mensilità ricevute in un anno.

Nel caso in cui però i dipendenti hanno una cassa integrazione che ha ridotto in parte le ore di lavoro settimanali o mensili, hanno diritto a ricevere l’intero importo della normale tredicesima mensilità. Lo Stato o l’ente di previdenza che corrisponde la cassa integrazione pagherà al dipendente l’80% della normale tredicesima, la parte restante, quindi il 20% della somma intera, sarà pagato dal datore di lavoro. Quindi le persone che si trovano in cassa integrazione possono almeno contare sulla cassa integrazione tredicesima.

Aggiornamento 2014 sulla CIGS e tredicesima

Per quanto riguarda il nuovo anno, questi sono una serie di obblighi che legano la CIGS ad argomenti come la tredicesima in primis, le ferie e permesse e diritti particolari del lavoratore che si trova in questa condizione.

Innanzitutto, per quanto riguarda i permessi e la possibilità di farne richiesta, abbiamo diverse situazioni.

I permessi

Per quanto riguarda il congedo Matrimoniale, questo è consentito ai sensi di legge. Il congedo di tipo parentale invece può essere interrotto ed il lavoratore può entrare in CIGS. Per il congedo di tipo straordinario, siamo all'incirca sullo stesso livello del precedente. In caso di permesso per effettuare la donazione del sangue, il trattamento è completamente a carico dell'INPS.

Tredicesima

Tornando all'argomento principale di questo intervento, per il 2014 i ratei della tredicesima in questo caso particolare di cassa integrazione, sono a carico dell’INPS per la Cassa Integrazione a zero ore mentre in CIGS a rotazione sono a carico del datore di lavoro, le quote corrispondenti alle ore lavorate.

Prestiti

A livello di richieste prestiti e contributi, in queste situazioni abbiamo l'obbligo di fornire al lavoratore l'assegno per il nucleo familiare, seguendo i periodi autorizzati dalle norme del caso. Se si è fatta richiesta di prestito tramite cessione del quinto durante il periodo precedente la cassa integrazione, poiché non sarà possibile da parte del datore corrispondere le rate all'ente che ha credito nei suoi confronti, tali quote dovranno essere pagate per intero dai lavoratori.

Altri interventi

In merito alla richiesta delle ferie, e alla loro maturazione, nel caso della CI a zero ore, non viene maturato alcun giorno, mentre per quella a rotazione, si parla di ferie maturate solamente nei giorni in cui l'attività è stata compiuta normalmente e in base alle ore effettive per cui si è lavorato a pieno regime.

Se un lavoratore si infortuna o è già infortunato durante il periodo, esce di diritto dallo stato di CIGS e non vi può essere dunque inserito. Anche per le malattie, prevale la cassa se ci si ammala precedentemente alla messa in esecuzione, mentre prevale il periodo di malattia se c'è una sospensione parziale dell'attività di tipo aziendale.



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