Compilazione della busta paga: gli elementi da indicare sul cedolino

Nella compilazione della busta paga, l’intestazione dei dati dell’azienda e l’intestazione dei dati del lavoratore, la posizione INPS e la posizione INAIL, dovranno essere riportati nella parte superiore o testa del documento. Dati per la compilazione della busta paga, come il rapporto di lavoro,il mese di retribuzione, la data di assunzione, il tipo di contratto lavorativo, il livello di inquadramento e la qualifica del lavoratore, la sede di lavoro, nonché il trattamento salariale e le ferie, sono elementi che andranno indicati sul cedolino, unitamente alle modalità di pagamento dello stipendio.

L’INPS (Istituto Nazionale di previdenza sociale) è l’ente che ha la funzione di erogare le pensioni, fornendo altresì le principali prestazioni a sostegno del reddito. Le buste paga sono state al centro del dibattito dell’opinione pubblica grazie al bonus fiscale approvato dal Governo Renzi che ha dato 80 euro in più mensili ai lavoratori dipendenti che hanno un guadagno tra 8 mila e 24 mila euro. La misura è stata accolta con molto entusiasmo dalla maggioranza mentre l’opposizione l’ha aspramente criticata definendola fumo negli occhi.

Dati per la compilazione del prospetto

Nel corpo del documento, per la compilazione della busta paga, si inseriscono poi gli elementi riguardanti i giorni retribuiti, i giorni lavorati (o le ore), gli scatti di anzianità, le trattenute e le competenze, oltre alle indicazioni sui contributi, come riportato nelle colonne dei vari modelli della busta. Infine, il piede del documento, va compilato inserendovi i dati previdenziali, i dati fiscali, il TFR e gli importi netti in busta.

Da cosa è composta la busta paga

La retribuzione si compone di una parte fissa e di una parte variabile.
Il minimo sindacale è la parte fissa dello stipendio, ossia la parte della retribuzione sancita da precedenti accordi sindacali e inserita nel Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro CCNL. La parte variabile è quella comprensiva di straordinari, assegni di indennità, assegni familiari, tredicesima e quattordicesima (laddove prevista) mensilità.

Riguardo i contributi, ossia parte dei soldi che vengono versati ogni mese dal dipendente e dal datore di lavoro per finanziare l'INPS, nei casi di dipendenti privati l’istituto di riferimento è l’INPS, mentre per i dipendenti pubblici è l’INPDAP. La differenza è che i contributi versati dal datore di lavoro non sono visibili sulla busta; al contrario, i contributi versati dal lavoratore sono indicati nell’apposita casella.

Altre voci della busta paga

Il lavoratore è soggetto a due tipologie di trattenute, riconducibili nei contributi che finanziano l'Inps e nell’ Irpef che va allo Stato. Vediamo nel dettaglio alcune voci utili nella compilazione della busta paga:

  • La rata addizionale comunale. L’addizionale comunale viene fissata entro il 15 dicembre di ogni anno in misura fissa, tuttavia ciascun comune può stabilirla a propria discrezione. Ecco come comprendere quale aliquota è stata applicata al vostro reddito complessivo
  • La rata addizionale regionale. Riguardo a quale regione fare riferimento per il pagamento delle addizionali, si prenderà in considerazione la regione relativa al domicilio al 31 dicembre dell’anno per cui si versa l’addizionale.

Gli 80 euro in busta paga di Renzi

E’ stato il principale atto del Governo Renzi, ossia il bonus da 80 euro mensili riversati ai lavoratori dipendenti con stipendio compreso tra 8 mila e 24 mila euro. Il bonus decresce fino ad arrivare allo zero per chi guadagna oltre 26 mila euro. C’è stata molta discussione su questa misura varata dall’esecutivo, tra chi la paragonava a un’elemosina e chi invece assegnava alle persone un surplus che nell’arco dell’anno diventavano più di 800 euro. Il Governo ha pensato a questa misura per alimentare la crescita dei consumi, frenata dalla crisi economica che non permetteva di poter eccedere in alcune spese ritenute secondarie. Purtroppo almeno per ora il bonus non ha dato riscontri oggettivi in termini di consumi però sicuramente rimane senz’altro una minima boccata d’ossigeno per quanti comunque possono permettersi una spesa in più grazie a questi 80 euro. L’obiettivo dell’esecutivo è di confermare il bonus anche per il prossimo anno, cercando addirittura di allargare la platea. Sarà necessario trovare però le risorse necessarie per finanziare quest’opera.

Il contributo di solidarietà del 2014

Lo stipendio spesso è stato oggetto di grandi dibattitti e polemiche. Ed ecco quindi che è arrivata una notizia negativa per chi lavora. L’esecutivo ha confermato che anche per tutto il 2015 gli stipendi degli statali resteranno bloccati ma emerge una nuova piccola tassa che deriva dalla riforma Fornero del 2012. Infatti, per i lavoratori dipendenti scattera il contributo di solidarietà che come riporta l’Inps sarà dello 0.50%. Si è calcolato che da una busta paga di 1500 euro lordi ciò che sarà prelevato equivarrà a 8 euro in più. Lo scatto andrà a colpire i lavoratori non coperti dalla Cig e saranno levati gli arretrati a partire dal gennaio 2014. Non proprio una misura ad hoc, anche se è stata varata due anni fa, quella annunciata dall’ente previdenziale: se si vuole riportare la crescita a dati dignitosi, bisogna incentivare il consumo attraverso stipendi decenti, non togliendo soldi dalle buste paga.

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