Concorso interno: vediamo di cosa si parla

La ricerca di un lavoro è spesso lunga e difficile. È necessario infatti munirsi di tanta pazienza e di buona volontà in primis per mettersi a cercare l'offerta di lavoro più adatta alle proprie competenze e agli studi precedentemente acquisiti.

L'operazione successiva, una volta trovato l'annuncio che fa al caso vostro, sarà poi quella di inviare telematicamente o di persona il proprio curriculum vitae e la propria lettera di presentazione e successivamente aspettare che si venga chiamati ad affrontare il tanto temuto colloquio di lavoro.

Un altro modo per trovare lavoro è inoltre anche quello di decidere di affrontare uno dei tanti concorsi interni, pubblici regionali e nazionali che vengono indetti periodicamente ogni anno per vari settori, soprattutto dedicati a lavori di pubblica amministrazione. Il concorso interno è prerogativa solitamente di chi lavora all'interno della pubblica amministrazione.

Cos'è un concorso interno

Per accedere a determinate tipologie lavorative, in questo caso per svolgere delle mansioni nell'ambito della pubblica amministrazione, è necessario superare un concorso interno. Secondo le leggi dello Stato Italiano, è fondamentalmente simile a un concorso pubblico ed è disciplinato dall'articolo 37, comma 3 della Costituzione Italiana.

Il concorso interno è dunque un metodo di selezione di personale applicato ai dipendenti appartenenti alla pubblica amministrazione. Solitamente viene attuata per gli avanzamenti di carriera di coloro che già lavorano all'interno della Pubblica amministrazione.

Le varie tipologie

Il concorso interno può essere di diverse tipologie.

Il concorso interno a progressione orizzontale consente, se superato, di poter fare carriera nello stesso settore lavorativo nel quale già si opera. Il concorso interno a progressione verticale si attua invece quando si desidera fare carriera e passare a un settore lavorativo diverso da quello che si sta svolgendo nella pubblica amministrazione.

Le categorie delle aree alle quali si può accedere attraverso un concorso interno a progressioni verticali sono le seguenti: la Categoria B, che può essere sostenuta da chi possiede un diploma professionale o superiore; la Categoria C, per chi ha un diploma di scuola superiore; la Categoria D, per coloro che sono in possesso di una Laurea.

Dibattito aperto sulla giurisdizione

C’è un dibattito aperto per quanto riguarda questo tema sulla giuridsizione in caso di controversie. La Corte di Cassazione ha diviso le competenze a seconda delle tipologia del concorso: per quelli aperti a tutti, quelli misti e quelli interni a progressione verticale la competenza è del giudice amministrativo mentre solo per quelli a progressione orizzontale la competenza è del giudice ordinario. Come detto, però, la materia è alquanto intricata e sull’argomento ancora non si è arrivati ad un’unanimità di vedute. Il dilemma è come considerare la progressione orizzontale, se dal punto di vista economica o anche giuridica. Da ciò ne consegue quindi il dibattito in atto con Cassazione e Consiglio di Stato fermi sulle loro posizioni.

I casi anomali

Purtroppo anche in questo ambito si sentono storie di truffe. Stiamo parlando della famosa storia del test dell’Ilvansi per quattro posti da ricercatori dove la prima prova (datata 2010) è stata annullata dal Consiglio di Stato che ha costretto alla ripetizione del test ma alla seconda tornata (tre anni dopo) i vincitori sono stati gli stessi della volta precedente. Quindi in due sessioni, stessi partecipanti e stessi vincitori. Un caso anomalo, che puzzava di bruciato. E infatti pare che i quattro vincitori abbiano avuto nel passato collaborazioni con i giudici dell’esame. Oltre al danno anche la beffa visto che i vincitori si sono fatti risarcire anche gli emolumenti passati tra la prima prova e la seconda prova. Questo caso ha generato un vespaio di polemiche, finendo su tutti i media nazionali, soprattutto sul web.

La differenza con i concorsi pubblici

Quando si parla di concorso interno non bisogna confonderlo con quello pubblico: infatti il primo è destinato solo ai lavoratori di un’azienda mentre i secondi sono aperti a tutti. Proprio quest’ultimi spesso sono stati nell’occhio del ciclone per aver fatto promuovere i soliti noti, tramite una raccomandazione. In Italia infatti c’è una fascia di persone, molto ampia, che ritiene inutile partecipare ai concorsi pubblici perchè non credono all’uniformità di giudizio: ossia non si parte tutti alla pari ma qualcuno sta più avanti degli altri ancor prima che cominci la prova.

Ovviamente ciò rappresenta una stortura del sistema e ne va della credibilità dell’intero Paese: purtroppo la cronaca è piena di storie di questo tipo che rappresentano delle vere e proprie truffe a danno di cittadini onesti che vedono nel concorso pubblico una possibilità per entrare nel mondo del lavoro. Ultimamente poi la situazione è diventata ancora più complicata per via della disoccupazione galoppante: il giorno della prova infatti si presentano migliaia e migliaia di candidati così che diventa sempre più difficile superare il test. Per queste ragioni, sarebbe utile più trasparenza da parte degli amministratori tramite la certificazioni di regole certe che valgano per tutti, ad eccezione di nessuno.

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