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Contratti con Partita Iva: quali tipologie?

Il Dlgs n. 276/2003, che include al suo interno i dettami della legge delega n. 30 del 14 febbraio 2003 (legge Biagi), prevede l'inserimento di nuovi tipi di contratti, tra i quali c'è quello con partita Iva destinato alle classi di lavoratori autonomi (cooperatori, liberi professionisti, consulenti ecc.).

Il contratto con partita Iva prevede in primis l'inserimento del lavoratore, con annessa iscrizione, alla Gestione Separata dell'Inps (il fondo pensionistico finanziato attraverso il versamento dei contributi pensionistici obbligatori); non devono però farlo tutti coloro che appartengono già ad Albi professionali.

Come si attiva la partita IVA: vediamo che tipi di problemi ci sono

La partita Iva si attiva invece previa richiesta all'Ufficio Delle Entrate del luogo in cui si intende aprirla.

Il contratto con partita Iva necessita anche dell'assicurazione dell'Inail e include il pagamento di alcuni versamenti pensionistici alla Gestione separata dell'Inps; tali contributi vengono calcolati proporzinalmente in base alle vendite e ai ricavi del lavoratore e si aggirano solitamente intorno al 23,72% .

Il lavoratore con contratto con partita Iva che si affida a una contabilità duratura e di natura ordinaria, ha bisogno, per legge, di un consulente che lo aiuterà nell'amministrare il bilancio; un nuovo lavoratore con fatturato minimo può invece optare per un regime forfettario.

La gestione separata dell'Inps prevede infine per tali tipi di contratto agevolazioni quali: rimborsi per ricoveri ospedalieri; assegni familiari; indennizzinei casi di maternità.

Quali sono le spese deducibili

Aprire una partita Iva prevede da parte dell’interessato il pagamento di alcune spese di gestione, che sono generalmente dovute alla consulenza di un commercialista, un professionista che è anche in grado di aiutarvi a imparare come poter risparmiare l’Iva relativa alle spese legate all’attività, che sarà poi deducibile da quella che invece bisogna versare allo Stato. E’importante sapere che sono deducibile solo quelle spese che sono documentate attraverso una fattura, quindi titoli d’acquisto non intestati che sono stati utilizzati per lo svolgimento della propria attività lavorativa, non possono essere detratti. Le spese che sono deducibili si possono dividere in tre categorie, che sono illustrate nell’elenco che segue.

  • Spese deducibili per intero, sono riferite ad esempio alle spese per la cancelleria, l’energia elettrica, il riscaldamento dell’ufficio e l’acqua, i testi che servono per approfondimenti o aggiornamenti professionali, spese legate al pagamento di terzi ecc.
  • Spese per i beni strumentali, vale a dire gli strumenti o gli attrezzi che servono per prestare la propria attività lavorativa, ad esempio computer, auto o furgone, arredi per l’ufficio o per il laboratorio, stampanti ecc. Queste genere si spese sono detratte in diversi anni.
  • Spese deducibili in parte, vale a dire i pedaggi autostradali che sono stai pagati per raggiungere la meta dove è stata richiesta la propria prestazione lavorativa, la benzina, i regali per i clienti, come i gadget, il modem del computer, le ricariche telefoniche del cellulare ecc.

Come compilare una fattura

Il lavoratore libero professionista per ricevere il pagamento della somma dovutagli per il suo operato deve emettere una fattura, che deve avere delle precise caratteristiche, che sono riportate nell’elenco che segue.

  • Deve essere emessa solo al termine del lavoro richiesto e deve essere approvata dal committente.
  • Deve essere emessa in duplice copia, la prima è di chi ha eseguito il lavoro, la seconda deve essere invece consegnata al committente. E’importante sapere che non è obbligatorio emettere le fatture su un formato cartaceo.
  • Devono essere numerate e seguire uno specifico ordine cronologico. La numerazione inizia dal numero uno ogni anno nuovo.
  • Deve riportare il nome, il cognome e la residenza sia del committente sia di chi ha eseguito il lavoro.
  • Deve contenere il numero della partita Iva del professionista ed eventualmente del committente, se anche questo è una società o una ditta.
  • Deve essere presente una concisa e chiara descrizione del lavoro eseguito, le informazioni per stabilire l’imponibile, compresa l’Iva e i contributi previdenziali e l’importo.


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