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Interdizione anticipata per maternità: quanto ne sai?

La lavoratrice madre ha per legge diritto ad essere tutelata durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino. Per la tutela della sua salute non può eseguire lavori pericolosi dall’inizio della gravidanza e fino al settimo mese di età del figlio, né lavori notturni (dalle 24 alle 6).

Interdizione e maternità

La maternità anticipata è il periodo di interdizione dal lavoro che si può richiedere in caso di problemi di salute che mettono a rischio la gravidanza, anche prima dell’astensione obbligatoria dal lavoro che va da due mesi prima la data presunta del parto sino a tre mesi dopo.

Nel periodo di congedo per maternità anticipata la lavoratrice ha diritto alla retribuzione totale senza decurtazioni. Tale periodo non interrompe l'anzianità di servizio, né il computo per la maturazione delle ferie.

I casi di interdizione

La domanda di interdizione anticipata per maternità viene accolta in alcuni casi specifici, in particolare quando i problemi di salute mettono a rischio la gravidanza ed è consigliato un periodo di riposo; quando l'ambiente di lavoro non è salubre e può mettere a rischio la gravidanza o la salute della donna e del bambino; quando le mansioni di lavoro sono pregiudizievoli per la gravidanza (es. alzare pesi, ecc.) e non è possibile spostare la lavoratrice ad altre attività.

La domanda si presenta sulla base della necessaria certificazione medica a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ed è autorizzata dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro (ispettorato del lavoro) Nazionale.

La presentazione della domanda

L’interdizione anticipata per maternità precede ovviamente nel tempo il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro e può essere chiesta dalla gestante nei mesi che la precedono.

L’istanza deve essere presentata all’Ispettorato del Lavoro presso la Direzione Provinciale competente per territorio, allegando la documentazione e la certificazione medica, direttamente dalla gestante o da terzi muniti di delega. Il servizio ispettivo del Ministero del lavoro emana un provvedimento di interdizione entro 7 giorni dalla ricezione dell'istanza della lavoratrice e lo rilascia in duplice copia, per il datore di lavoro e per la lavoratrice.

Periodo di interdizione

Il periodo di interdizione anticipata dal lavoro per maternità è indicato sul certificato medico, rilasciato da una struttura del Servizio Sanitario Nazionale, dove devono essere riportate la data presunta del parto, la data delle ultime mestruazioni, la richiesta di assoluto riposo e la patologia che mette a rischio la gravidanza.

Giorgio Brunetti

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