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Lavavetri e sfruttamento minori a Roma. Santori (PDL): presentata mozione per contrastare il fenomeno

“L’esercizio delle attività illecite di lavavetri e accattonaggio di minori è un fenomeno che negli ultimi mesi si sta evolvendo parallelamente allo sviluppo di alcune zone di Roma e ha subito un ulteriore incremento con l’avvento dell’estate” - dichiara in una notaFabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma che, insieme ai consiglieri comunali Dario Rossin, Ludovico Todini e Domenico Naccari, ha presentato una mozione rivolta al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, affinché valuti l’opportunità di adottare un’ordinanza diretta ad inibire, su tutto il territorio comunale, l’esercizio delle attività abusive di parcheggiatore e lavavetri, con la richiesta di maggiorazione della sanzione edittale laddove si palesi lo sfruttamento dei minori o si pratichino tali esercizi in prossimità di luoghi con alta affluenza di pubblico o destinati ad un pubblico servizio.

“Nonostante i diversi interventi di controllo del territorio che hanno contraddistinto la giunta Alemanno, i semafori della città risultano ancora essere popolati da lavavetri e accattoni, spesso minorenni, che pretendono denaro, creano caos e aggravi di traffico attentando, in alcune occasioni, la quiete e la sicurezza pubblica, – incalza Santori. Concordiamo con la delegata alle Pari Opportunità del Municipio II, Daniela Chiappetti, riguardo l’urgente necessità di adozione dell’ordinanza contro i lavavetri abusivi e l’accattonaggio di minori in tutte le zone maggiormente interessate dai fenomeni, alla luce degli ultimi gravi episodi di tentata violenza sessuale perpetrata al semaforo di piazza Gondar, dove una giornalista è stata aggredita e molestata da un lavavetri romeno, nonostante avesse comunque provveduto al pagamento di un servizio illecito e non richiesto”.

“A questo punto il problema, dopo i gravi fatti di ieri – conclude Santori – non riguarda più soltanto il pagamento di un vero e proprio pizzo o l’esasperazione della cittadinanza per la paura delle ritorsioni in caso di rifiuto, o esclusivamente un problema di decoro della città, ma ora è necessario fare i conti con atti di delinquenza di maggiore rilevanza”.

MOZIONE
PREMESSO

che attraverso l’art. 2 della Costituzione l’ordinamento giuridico italiano “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”, tra cui sono senz’altro ricompresi quelli posti a tutela dell’infanzia;

che l’art. 629 del Codice Penale punisce il reato di estorsione così statuendo: “chiunque mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare o ad omettere qualche cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 5 a 10 anni e con la multa da € 516 a € 2.065 (...)”;

che l’art. 635 del Codice Penale per il reato di danneggiamento stabilisce che: “chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa con la reclusione fino a un anno e con la multa fino a € 409”

che l’art. 671 del Codice Penale punisce l’impiego di minori nell’accattonaggio stabilendo che: “chiunque si vale, per mendicare, di una persona minore degli anni 14 o, comunque, non imputabile, la quale sia sottoposta alla sua autorità o affidata alla sua custodia o vigilanza, ovvero permette che tale persona mendichi, o che altri se ne valga per mendicare, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno. Qualora il fatto sia commesso dal genitore o dal tutore, la condanna importa la sospensione dell’esercizio della potestà dei genitori o dall’ufficio di tutore”;

che l’art. 7 del D. Lgs. N. 285 del 30.04.1992 (“Nuovo Codice della Strada”) stabilisce i criteri relativi alla collocazione e al funzionamento delle aree di parcheggio, anche a pagamento, all’interno delle zone cittadine;

che l’art 7 comma 15 bis del D. Lgs. N. 285 del 1992 così statuisce “salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente,anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 709 a € 2.850. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite”;

che il 25.08.2007 il Sindaco del Comune di Firenze ha adottato un’ordinanza con oggetto: “Divieto di esercizio del mestiere girovago di lavavetri”, la quale proibiva, sino al 30.10.2007 l’esercizio del mestiere girovago di “lavavetri” su tutto il territorio comunale sia sulla carreggiata che fuori di essa e che puniva l’inosservanza di tale disposizione ai sensi dell’art. 650 c.p. (“inosservanza dei provvedimenti di Autorità”) e con il sequestro “delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell’attività e della merce.”;

che il 29.08.2007 il Comandante del GSSU della Polizia Municipale di Roma fu incaricato di coordinare l’azione del Comune nelle seguenti materie: commercio abusivo su aree pubbliche, mendicità dei minori, attività di parcheggiatori e guardiamacchine, schiamazzi molesti, attività di lavavetri;

che il 13.09.2007 il Comandante del GSSU della Polizia Municipale di Roma ha adottato delle “disposizioni di servizio per il personale operante, in attività di prevenzione e repressione” inerenti le materie di cui al precedente punto;

che numerosi sono stati gl’interventi dei vari gruppi della polizia municipale volti ad arginare il fenomeno;

che presso il territorio del Comune di Roma, specialmente nelle aree pubbliche densamente popolate, numerosi soggetti esercitano le mansioni di parcheggiatori e di lavavetri;

che le associazioni di volontariato cattolico hanno manifestato la propria contrarietà all’emanazione di un’ordinanza contro il rovistaggio e la mendicità molesta adducendo una giusta preoccupazione per la tutela della salute e dell’igiene pubblica ma allo stesso tempo chiedendo al sindaco di Roma di trovare delle opportunità a chi rovista nei cassonetti per mangiare e dunque per vivere;

CONSIDERATO

che la presenza d’individui esercenti l’attività abusiva di parcheggiatore determina un grave senso d’insicurezza nei confronti della cittadinanza che usufruisce delle aree di sosta abusivamente presenziate;

che laddove vengano esercitate le attività di parcheggiatore abusivo e di lavavetri si verificano aggravi di traffico e, sovente, congestionamenti della viabilità;

che il pagamento per il “servizio” fornito dal lavavetri o dal parcheggiatore abusivo è spesso reso per il timore di ritorsioni sulla propria persona o vettura da parte di chi lo richieda;

che tali mansioni sono, nella maggior parte dei casi, svolte da extracomunitari privi del permesso di soggiorno o da soggetti in evidente stato di ebbrezza provocato dall’utilizzo sostanze alcoliche o stupefacenti;

che nell’esercizio di tali attività i soggetti in questione sono soliti suddividere le aree pubbliche di circolazione o parcheggio in zone, l’invasione delle quali, da parte di altra persona esercente la stessa professione, comporta il rischio di risse ed altri episodi di violenza;

che sovente tali attività sono svolte da minori;

che sovente il parcheggiatore abusivo esegue la propria attività o in aree già tariffate regolarmente, con ciò comportando un aggravio economico sulla somma che gli automobilisti sono obbligati a corrispondere, o in zone in cui è possibile la sosta gratuita, in ciò contravvenendo alle disposizioni comunali, o, addirittura, in siti nei quali lo stazionamento è vietato, esponendo, in tal modo, i conducenti al rischio di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada;

che l’attività di parcheggiatore abusivo, poiché garantisce la protezione della vettura dietro pagamento di una somma di denaro, solitamente prestabilita, costituisce una situazione di fatto simile a quella prevista dal Codice Penale per il reato di estorsione, differenziandosene solamente per il difetto di una minaccia espressa, dato che la coazione morale opera a livello implicito come timore di una ritorsione sul proprio mezzo;

che spesso il parcheggiatore abusivo, esercitando la propria attività presso aree a servizio di teatri, cinema, discoteche notturne, stadi, ospedali o altre strutture nelle quali la presenza del pubblico è limitata a determinati orari definiti e circoscritti, approfitta della momentanea assenza dei proprietari per danneggiare le auto e commettere furti all’interno delle stesse;

che sussiste un’indicativa coincidenza tra i casi di mancato pagamento e quelli di danneggiamenti subiti;

che talvolta i lavavetri e i parcheggiatori abusivi, a fronte del mancato pagamento, si rivolgono in modo irriguardoso nei confronti dei conducenti dei veicoli;

che, nonostante le denunce ricevute sulla presenza di tali soggetti, numerosi agenti della Polizia Municipale hanno fatto presente alla cittadinanza di non poter agire in assenza di una minaccia esplicita;

VISTO

che il fenomeno è in evoluzione parallelamente allo sviluppo e alla rivalutazione di alcune zone di Roma e che ha subito un ulteriore incremento con l’avvento dell’estate;

che trattasi di un problema difficilmente arginabile allo stato della normativa attuale, la quale non costituisce, evidentemente, un deterrente sufficiente a ridurne la diffusione;

che i residenti hanno più volte manifestato il loro disagio, per il fatto di non potersi più sentire padroni della propria città, trovandosi, in queste situazioni, a dover sottostare alla logica della paura;

che le istituzioni di un paese democratico, qual è l’Italia, non possono assolutamente accettare l’indiscriminato sfruttamento dei minori in attività che ne mettano a repentaglio la salute e la dignità;

che la Commissione consiliare speciale Politiche per la Sicurezza Urbana del Comune di Roma ha affrontato le questioni relative ai parcheggiatori abusivi e lavavetri presenti in città su sollecitazione della cittadinanza, la quale, con continue segnalazioni, lamenta una situazione di completo caos determinata da un aumento indiscriminato di questi soggetti;

che la Commissione consiliare speciale Politiche per la Sicurezza Urbana del Comune di Roma ha deciso all’unanimità di rappresentare al Sindaco di Roma in sede di Consiglio comunale le questioni relative ai parcheggiatori abusivi e lavavetri presenti in città;

che è in corso una consultazione, voluta dal sindaco Alemanno, al fine di coinvolgere le associazioni di volontariato cattoliche e per verificare che tali provvedimenti non abbiano conseguenze sociali negative.

IL CONSIGLIO COMUNALE
IMPEGNA IL SINDACO DI ROMA

Affinché adotti un’ordinanza diretta ad inibire, su tutto il territorio comunale, l’esercizio delle attività abusive di parcheggiatore e lavavetri, la quale preveda, tra le altre cose, una maggiorazione della sanzione edittale laddove la mansione sia svolta mediante lo sfruttamento di soggetti minori o in prossimità di luoghi con alta affluenza di pubblico o destinati ad un pubblico servizio;

Affinché si rivolga al Prefetto di Roma per manifestare l’esigenza di rendere prioritario l’intervento di contrasto a tali fenomeni e allo stesso tempo monitorare tali provvedimenti affinchè non abbiano conseguenze sociali negative;

A velocizzare l’iter di istituzione di un numero verde, come previsto dal Patto per Roma Sicura, in collaborazione con gli sportelli sicurezza nei municipi realizzati con i progetti finanziati dalla Legge Regionale 15/2001, che permetta alla cittadinanza di segnalare la presenza di parcheggiatori abusivi e lavavetri, affinché venga garantito l’intervento immediato della Polizia Municipale presso i luoghi segnalati.

On. Fabrizio Santori
On. Dario Rossin
On. Ludovico Todini
On. Domenico Naccari

15 / 07 / 2009





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