Lavoratori esposti amianto
La legge prevede degli incentivi e dei benefici per i lavoratori esposti all'amianto, ovvero per tutti quei dipendenti costretti a lavorare in edifici costruiti con polvere d'amianto e sostanze affini quali crisotilo, crocidolite, tremolite ecc.
Una direttiva della Commissione Europea, stilata il 30 novembre 2009, impedisce in teoria l'uso dell'amianto per costruire fabbricati, nonché la sua lavorazione ed estrazione; è però ammesso tutto ciò che deriva dalla sua eliminazione.
È necessario inoltre accertare l'esposizione all'amianto prima che l'attività di costruzione abbia inizio, valutando mediante campionamenti, i rischi effettivi del lavoratore.
Bisogna controllare lo stato di salute del dipendente prima dell'esposizione e sottoporlo a visite periodiche anche dopo la chiusura dei lavori.
Sono tuttavia previste delle agevolazioni in materia di pensione per tutti i lavoratori esposti all'amianto; degli incentivi se ne occupa l'Inail, con verifiche operate dalle Consulenze Tecniche Accertamento Rischi e Prevenzione Regionali (Con.T.A.R.P.) dello stesso ente.
Un dipendente può ottenere tali benefici nei casi in cui abbia lavorato per almeno 10 anni in un luogo con una presenza di amianto pari quantomeno alle 0,1 fibre per cm³, in rapporto alle ore di lavoro.
Con la Legge del 24 novembre 2003 n° 326 è stato inoltre ridotta all' 1,25, la costante d'incremento contributivo, che prima era dell'1,5.
Tale coefficiente è valido per il calcolo della pensione ma è escluso dal valore di età, che deve essere comunque quello della maggiore anzianità contributiva.
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