Lavoro disabili La legislazione italiana in tema di persone con disabilità ha avuto un’evoluzione significativa con la legge 68/99 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili". La legge ha come finalità il collocamento del disabile, rispettandone le sue potenzialità lavorative senza, nel contempo, penalizzare le aspettative dell'azienda che l'assume.
Lavoro disabili: gli aventi dirittoI requisiti per usufruire della legge sul lavoro dei disabili sono 3: anagrafici, soggettivi, stato sociale. Nella prima categoria rientrano i disabili con età minima di 15 anni, purché sia assolto l'obbligo scolastico e il mantenimento del diritto sino all'età pensionabile. I parametri soggettivi prevedono che possono usufruire della legge le persone in età lavorativa affette da una o più minorazioni fisiche, psichiche, sensoriali, nonché i portatori di disabilità intellettiva, con un grado d'invalidità riconosciuta dagli Enti che seguono le varie cause invalidanti, superiore a una determinata soglia. Il requisito delle stato sociale prevede infine l'essere disoccupati (eccezion fatta per la partecipazione a concorsi pubblici). Sono esclusi dagli aventi diritto tutti coloro nei quali la commissione medica della ASL abbia accertato la perdita di ogni capacità lavorativa (situazione che non necessariamente coincide con un grado d'invalidità al 100%). I datori di lavoro sono inoltre tenuti a mantenere in servizio quei lavoratori che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, sono divenuti tali per infortunio sul lavoro o a causa di una malattia professionale. Anche i cittadini extracomunitari, regolarmente ammessi in Italia, che vengano riconosciuti disabili da uno degli enti italiani preposti al riconoscimento dell'invalidità (INAIL, ASL, Ministero del Tesoro), hanno diritto a usufruire della legge sul lavoro dei disabili, nei casi in cui l'invalidità riconosciuta sia superiore alla soglia prevista dall'articolo 1. Lavoro disabili: collocamento miratoLa legge 68/99 prevede il collocamento mirato; esso rappresenta un determinato metodo d'avviamento al lavoro dei disabili che, partendo dalla valutazione delle capacità residue, elabora un percorso personalizzato e prepara gli strumenti per una acquisizione della formazione professionale (comprese le forme di sostegno) che soddisfi la professionalità acquisita dal lavoratore disabile e le esigenze produttive. Il collocamento mirato consente dunque un'adeguata valutazione delle capacità lavorative dei disabili e il loro inserimento nel luogo adatto, mediante processi formativi e percorsi personalizzati utili a valorizzare le attitudini e le capacità dello stesso.
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