Lavoro per disabili: la tutela della legislazione

La legislazione italiana in tema di persone con disabilità ha avuto un’evoluzione significativa con la legge 68/99 "Norme per il diritto al lavoro dei disabili".

Chi ha diritto al lavoro

La legge 68/69 si applica:

  • Alle persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e ai portatori di handicap intellettivo che comporta una riduzione delle capacità lavorative di almeno il 45%.
  • Alle persone invalide con una percentuale superiore al 33%
  • Alle persone non vedenti o sordomute
  • Agli invalidi di guerra, civili e invalidi per servizio con minorazioni ascritte alle tabelle di cui al decreto del Presidente della Repubblica 915/1978

Nella prima categoria rientrano i disabili con età minima di 15 anni, purché sia assolto l'obbligo scolastico e il mantenimento del diritto sino all'età pensionabile.

Gli enti che riconoscono lo status di disabilità

I datori di lavoro sono inoltre tenuti a mantenere in servizio quei lavoratori che, non essendo disabili al momento dell'assunzione, sono divenuti tali per infortunio sul lavoro o a causa di una malattia professionale.

Il collocamento mirato per lavoratori disabili

Le tutele al lavoro dei disabili più importanti enunciate dalla legge sono il collocamento mirato e le quote di assunzione riservate.

La recente riforma Fornero ha modificato le quote di assunzione

Secondo la precedente disciplina, queste venivano calcolate sulla base del numero dei lavoratori. In particolar modo, se l'azienda ha da 15 a 35 dipendenti, deve assumere un lavoratore disabile; e invece si arriva a 50 lavoratori, allora i disabili devono essere due; oltre questa soglia, i dipendenti disabili devono essere il 7%.

Secondo la nuova giurisprudenza, le tranche rimangono inalterate ad eccezione di poche categorie di lavoratori quali:

  • dirigenti
  • contratti di inserimento
  • lavoratori somministrati presso l'utilizzatore
  • lavoratori assunti per attività all'estero
  • Lsu
  • lavoratori a domicilio
  • lavoratori emersi ex legge 383/2001
  • apprendisti

Molte categorie – ad esempio, i lavoratori a tempo determinato – rientrano invece nel calcolo, aumentando esponenzialmente il bacino di possibilità per i disabili.

Diritti come lavoratori

Sono molte le agevolazioni e i diritti che spettano alle persone disabili durante il proprio rapporto di lavoro. Sono varie e di diversa natura. Esse specificano i soggetti che vengono tutelati dalla legge, le tipologie di permessi di cui si può usufruire, i congedi retribuiti e non retribuiti.

Da precisare, però, che qualsiasi tipologia di permesso, in particolare quelli per l’assistenza al disabile, devono essere accertati dalla sanità. Infatti, uno dei requisisti fondamentali per richiedere un qualsiasi tipo di agevolazione, è la certificazione di grave handicap.

Quest’ultima viene effettuata presso la commissione medica della ASL di competenza del territorio. Per poter richiedere questa certificazione, è necessario inviare una richiesta, tramite un modulo apposito predisposto dalla ASL stessa.

Detto questo, passiamo ad alcune delle agevolazioni più conosciute. Come abbiamo detto, esistono diversi tipi di permessi e i soggetti che ne beneficiano sono diversi, per esempio il genitore che assiste il figlio disabile, o il lavoratore grevemente disabile, o chi assiste un familiare gravemente disabile: tutti loro hanno diritto a non essere trasferiti in una sede lavorativa diversa se non con il loro consenso; inoltre hanno diritto anche alla scelta del luogo di lavoro, precisamente alla sede di lavoro più vicina al luogo dove risiede la persona che richiede assistenza.

Abbiamo anche accennato a congedi retribuiti e non retribuiti. Questi possono essere richiesti ovviamente, per gravi motivi come la grave disabilità e/o gravi motivi familiari, che impediscono al lavoratore di potersi recare nel proprio posto di lavoro. I congedi possono essere di diverse durate, possono essere frazionati in modo da usufruirne nel modo migliore possibile e riuscire a sfruttarli al meglio.

Esistono permessi che possono essere richiesti in caso di figli disabili, soprattutto se di età inferiore ai 3 anni, ma possono essere anche richiesti permessi per figli disabili che hanno superato i diciotto anni di età.

Chi può usufruirne?

Questo tipo di permessi riguardano tutti i cittadini con un rapporto di lavoro dipendente, che sia pubblico o privato, anche quelli che hanno un contratto a tempo determinato possono usufruirne.

Le agevolazioni previste, si rivolgono a portare assistenza a figli che siano naturali, adottivi o in affidamento, parenti o affini entro il terzo grado, il proprio coniuge e se stessi.



Articolo aggiornato il

Ultimi aggiornamenti

Contatti

Per contattare la redazione del sito Arealavoro scrivere all'indirizzo email arealavoro@elamedia.it

 

Abbonati ai FEED

Enti a tutela

Tutele Lavoratori





 
www.arealavoro.org di Laura Perconti - email arealavoro@elamedia.it -