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Lavoro occasionale: conosciamone la normativa

Il lavoro occasionale è regolamentato legittimamente dall' art. 61 del D. Lgs. 276/2003 e dall'art. 4 della legge n. 30. Il lavoro occasionale è una relazione occupazionale con il datore, senza vincoli di orario, che non può superare la durata di un mese (30 giorni); il lavoratore non dovrà altresì percepire uno stipendio annuo che vada oltre i 5.000 euro.

Rispetto al lavoro di tipo accessorio, il lavoro di questo genere prevede l'assenza di continuità e coordinamento lavorativi; non è previsto il versamento di contributi e non è indispensabile istituire la partita IVA, perché la retribuzione dipende da una ritenuta d'acconto pari al 20%.

Non è necessaria una forma scritta di contratto di lavoro occasionale.

Il datore di lavoro, per avviare un rapporto subordinato di questo tipo, non dovrà essere un imprenditore e non dovrà appartenere a istituti a scopo di lucro o ad aziende di natura familiare.

A chi è rivolto?

Il lavoro occasionale è destinato sostanzialmente: agli studenti; alle casalinghe; agli extracomunitari, con permesso di soggiorno regolare; ai pensionati; agli individui in comunità di recupero; ai disoccupati da oltre un anno; ai disabili.

Sono invece esclusi da questo genere di collaborazione: dipendenti pubblici; gli iscritti agli albi; coloro che appartengono a commissioni e ad organi di amministrazione; chi lavora presso enti sportivi legalmente riconosciuti, come il CONI.

Committenti lavoro occasionale

Nel mondo del lavoro sono presenti determinati tipi di attività particolari; le prestazioni di tipo accessorio fanno parte di questa categoria. Tali generi di lavoro sono attualmente molto quotate perché riescono a rispondere al meglio alle esigenze della produzione.

Le prestazioni di lavoro di questo genere si avvalgono di figure professionali specifiche chiamate committenti. Il committente è colui che commissiona dunque un lavoro e può essere sia una persona fisica che una persona giuridica; esso ha ovviamente potere decisionale e di spesa, soprattutto nei casi di appalti di opere pubblica.

Varie tipologie di committenti

lavoro occasionale

Secondo quanto abbiamo visto, così come è previsto a norma di legge, le proposte di tipo accessorio possono infatti essere fornite da una vasta categoria di committenti, ovvero coloro che impiegano prestatori di tale tipo di lavoro. I committenti possono essere: imprenditori agricoli; enti senza fini di lucro, imprese familiari, aziende, privati, famiglie.

Committenti sono anche gli enti locali che si occupano di lavori di giardinaggio, pulizia, manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti e tutti i soggetti le cui attività siano legate a: un prestatore di lavoro pensionato, un individuo che riceve prestazioni integrative di salario o di sostegno al reddito (cassa integrato, in mobilità, in disoccupazione ordinaria, in trattamento speciale di disoccupazione edile); uno studente al di sotto dei venticinque anni d'età.

Casi ancora più particolari

Si verificano casi di committenti pubblici, invece, solo nei lavori di solidarietà e emergenza o per manifestazioni culturali, fieristiche, caritatevoli o sportive.

Nell'arco di un anno solare è possibile svolgere attività di lavoro occasionale di tipo accessorio, anche a favore di più committenti, fino a 5000 euro netti (6.660 euro lordi) per ogni singolo committente.

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