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Lettera di dimissioni online: modulo ed iter da seguire

Il 5 marzo 2008 è entrato in vigore il Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2008 relativo alle procedure per presentare le dimissioni volontarie. Per combattere la pratica della lettera di dimissioni in bianco firmate al momento dell’assunzione, senza apporvi alcuna data, il Governo ha decretato in merito.

Dal 5 marzo 2008, in base alla legge 188/07, le dimissioni andranno presentate online. Il lavoratore dovrà compilare un modulo online disponibile sul seguente sito del Ministero del Lavoro; saranno considerate nulle tutte le lettere di dimissioni presentate in altre forme.

La struttura del modulo online

Il modulo di dimissioni, disponibile online, è composto da:

  1. una prima sezione anagrafica che il lavoratore dovrà compilare al fine di identificarsi
  2. una parte in cui inserire gli estremi dell’azienda in cui si lavora: codice fiscale, denominazione societaria, settore, comune dell’azienda
  3. una sezione dedicata ai dati relativi al rapporto di lavoro: tipologia contrattuale, ore settimanali medie, tipo di contratto applicato e livello di inquadramento
  4. una quarta sezione che specifica i dati del datore di lavoro da cui il dipendente viene distaccato
  5. la quinta sezione è destinata alle causali delle dimissioni
  6. la sesta ed ultima parte è dedicata alla decorrenza delle dimissioni

L’iter da seguire

  • collegarsi alla sezione apposita del sito del Ministero Lavoro
  • registrarsi al sito e compilare il modulo online che verrà trasmesso al Ministero del Lavoro per via telematica. Il sistema fornisce un codice alfanumerico di identificazione del modello che attesta il giorno in cui il modulo è stato compilato e dal quale decorrono i 15 giorni entro i quali il lavoratore può consegnare la domanda di dimissioni
  • stampare e consegnare il modulo al datore di lavoro, entro 15 giorni, pena l’annullamento dell’atto di risoluzione del rapporto
  • il datore di lavoro dovrà comunicare la fine dal rapporto di lavoro entro 5 giorni dalla consegna.

Gli intermediari per compilare la lettera

Il lavoratore può adempiere autonomamente alla prassi per le dimissioni online oppure può rivolgersi a uno dei soggetti intermediari per ottenere gratuitamente il modulo. Tali soggetti sono:

  • Direzioni Provinciali del Lavoro
  • Direzione Regionale del Lavoro di Aosta
  • Ispettorati del lavoro delle Province Autonome di Trento e Bolzano
  • Servizi Uffici Provinciali del Lavoro della Regione Siciliana
  • Centri per l'Impiego
  • Comuni
  • Organizzazioni Sindacali dei lavoratori (se abilitati attraverso la Convenzione con il Ministero del Lavoro)
  • Istituti di Patronato (se abilitati attraverso la Convenzione con il Ministero del Lavoro)

Il lavoratore può rivolgersi ad uno dei suddetti soggetti intermediari indipendentemente dal luogo in cui risiede o lavora.

La legge 92/2012, la cosiddetta Riforma Fornero, ha modificato l’iter per la presentazione della lettere di dimissioni. Il percorso è ora molto più complesso e richiede l’attenzione sia del datore di lavoro che del dipendente. Tutto questo per superare la poco auspicabile pratica della lettera di dimissioni in bianco che l’azienda, anche ad inizio rapporto di lavoro, soleva fare firmare al neo assunto.

L’iter delle dimissioni

L’iter segue precise tappe, ad ognuna delle quali corrispondono altrettanto fisse scadenze:

• Il dipendente comunica la volontà di cessare il contratto (tramite la lettera di dimissioni;) oppure sia questi che il datore di lavoro definiscono la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo.

• Il datore di lavoro ha 30 giorni per invitare il dipendente a richiedere la convalida delle dimissioni presso la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) locale o presso un Centro per l’Impiego (CPI). L’ex lavoratore deve presentarsi presso questi enti per firmare una certificazione. Il datore di lavoro, in alternativa, può inserire in calce alla comunicazione di dimissioni che presenta al Centro per l’Impiego entro 5 giorni dalla cessazione del rapporto, una dichiarazione di conferma delle dimissioni. Questa modalità, prevista al comma 18 del testo di legge, implica solo una firma del dimissionario alla dichiarazione.

• Dalla ricezione dell’invito del datore, il dipendente ha 7 giorni di tempo per decidere un’opzione fra le quali

1. Sottoscrivere la conferma delle dimissioni e presentarsi presso un DTL o CPI.
2. Rifiutare l’invito. Le dimissioni saranno attive comunque allo scadere della settimana.
3. Revocare le dimissioni, ma senza poter percepire lo stipendio relativo ai giorni di assenza dal lavoro.

Una nuova legge sulle dimissioni per tutelare madri e padri

Un’altra ratio della legge è relativa alla tutela della maternità e paternità. La disposizione, infatti, sancisce che sia le dimissioni sia la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo sono sospese fino alla convalida del Ministero del Lavoro se presentate durante:

• I primi tre anni di vita del figlio
• Durante i primi tre anni dall’accoglienza di un minore adottato o affidato
• Durante i tre anni dalla comunicazione della proposta di incontro con il bambino in caso di adozione internazionale

Come scrivere una lettera di dimissioni

La lettera di dimissioni dev’essere consegnata o al proprio responsabile oppure, se presente, all’ufficio risorse umane.
Solitamente le aziende posseggono modelli di lettere,ma non esistendo formule standardizzate è possibile redigerla autonomamente (meglio se al computer).
La lettera di dimissioni ha la struttura di una lettera formale.

Deve quindi indicare in alto a destra la data e il luogo, si deve aprire con un’intestazione adatta (egregio, gentile e simili), deve esser scritta con il giusto registro.

È importante comunicare le cause della fine del rapporto di lavoro ed eventuali informazioni utili ai fini della risoluzione dello stesso (eventuali ore di formazione da inserire nel proprio profilo economico, eventuali note di credito e così vita).
Le lettere possono essere neutrali attestazioni di divergenze di interessi oppure contenere note polemiche, sebbene quest’eventualità sia da evitare visto l’iter burocratico e ufficiale della procedura.

Pietro Calafiore

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