Livelli contratto metalmeccanico: cosa c'Ŕ da sapere?

Continuiamo nel nostro viaggio alla scoperta dei contratti che caratterizzazono il mercato del lavoro. Il Contratto dei metalmeccanici prevede determinati livelli retributivi; la retribuzione lorda mensile per ciascun livello del CCNl metalmeccanici, con i suoi minimi tabellari, in vigore dal primo gennaio 2011 è:

  • 1° livello 1179,98
  • 2° livello 1296,48
  • 3° livello 1429,94
  • 4 ° livello 1489,99
  • 5° livello 1592,56
  • Livello superiore 1701,82
  • 6° livello 1826,39
  • 7° livello 1983,08

Tutti i livelli secondo il contratto

Diamo uno sguardo più approfondito alcuni elementi di questo contratto. I livelli del contratto metalmeccanici, in base alla suddivisione legata al tipo di lavoro svolta prevede nove categorie.

Il primo dei livelli del contratto metalmeccanici raggruppa tutti i lavoratori che svolgono attività semplici, per le quali non è richiesta una competenza specifica e determinate conoscenze professionali. La seconda categoria appartiene ai lavoratori che stanno per abilitarsi alla professione o che svolgono attività amministrative che non richiedono preparazione particolare (Guidamacchine attrezzate, Montatore, Collaudatore, Saldatore ecc.).

Lavoratori qualificati: cosa significa questa accezione?

Il terzo dei livelli del contratto metalmeccanici è quello dei lavoratori qualificati e con specifica preparazione di natura tecnica e pratica, mentre la quarta categoria comprende soprattutto i lavoratori qualificati che svolgono attività per l'esecuzione delle quali si richiedono cognizioni tecnico-pratiche legate alla tecnologia del lavoro e all'interpretazione del disegno, conseguite in istituti professionali o mediante istruzione equivalente.

Il quinto dei livelli di contratto metalmeccanici raggruppa i lavoratori che hanno ulteriori competenze rispetto a quelli di quarta categoria. La sestacategoria comprende invece i lavoratori tecnici e amministrativi che svolgono funzioni direttive con specifiche e importanti capacità professionali; essi hanno altresì potere decisionale e di autonomia.

Metalmeccanici specializzati: come si arriva a questo livello?

Il settimo dei livelli del contratto metalmeccanici prevede invece una alta specializzazione ed una elevata importanza ai fini dello sviluppo e della realizzazione degli obiettivi aziendali. L'ottava e la nona categoria sono infine quelle che prevedono il più alto grado di competenza, di capacità diretti e decisionale.

I dati sul settore

L’industria della metalmeccanica in Italia ha una particolare importanza, visto che è stata definita dagli addetti ai lavori il cuore pulsante dell’economia del nostro Paese con la sua incidenza dell’8% sul PIL (Prodotto Interno Lordo). Proprio in virtù di questo dato, la Confindustria di Padova chiede interventi e misure urgenti al Governo, come la detassazione del salario produttivo, più risorse per i settori pubblici e privati e contratti flessibili. Queste misure servirebbero e trovare la competitività perduta e riprendere un cammino di rinascita, ad oggi troppo lento. L’industria metalmeccanica vanta numeri considerevoli come il 40% del PIL dell’industria e i 30 miliardi di attivo relativo alla bilancia commerciale, il che fanno di questo comparto un simbolo da tutelare e incentivare nel futuro.

I dati occupazionali

Ma c’è d’aggiungere altro: basta digitare sui motori di ricerca la parola “crisi” associata a questo settore produttivo che si trovano notizie di licenziamenti, messa in mobilità e posti andati in fumo in tante province d’Italia. Per citare alcuni fatti, a Ravenna dal 2008 ad oggi, quindi in sei anni, sono stati bruciati 1500 posti di lavoro, la Provincia di Savona è stata duramente colpita dalla crisi economica e i sindacati sono pronti per un grande raduno a Roma per spiegare le proprie ragioni al Governo e alle istituzioni. Le cifre negative vengono confermate da Federmeccanica che traccia un bilancio alquanto allarmante su questo settore. La stagnazione, come spiega Federmeccanica, non cessa di smettere e non si intravedono all’orizzonte segni positivi che possano far superare questo momento difficile. Rispetto al periodo prima della crisi, si sono persi 31 punti su base percentuale con il 18% in meno della ricchezza che è stata prodotta. I motivi di questo declino sono la debolezza della domanda interna e l’insopportabile carico fiscale legato alle tasse da pagare. Da ciò ne consegue un calo dell’occupazione con l’1% in meno rispetto al 2013 con un trend che purtroppo non invertirà la tendenza nei prossimi mesi del 2014. Dall’inizio della crisi strutturale, sono stati persi quasi 250 mila posti di lavoro. Una voragine enorme, che l’Italia non si può più permettere.
Nonostante tutto, il vice Presidente di Federmeccanica scorge segnali positivi, come l’aumento delle esportazioni verso la Germania ma sostiene serve unità di intenti con le istituzioni e soprattutto con le banche che non versano liquidità.



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