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Pagamento TFR: termini e omissioni

E' spesso possibile che, per motivi di varia natura, il lavoratore si trovi a dover porre fine a un rapporto di lavoro. Capita che sia il datore di lavoro ad effettuare il licenziamento che può riguardare un singolo lavoratore oppure più di uno; nell'ultimo caso si parla di licenziamento collettivo, che si verifica soprattutto nelle situazioni in cui un'azienda si trova in particolari periodi di difficoltà economiche o produttive.

Può essere anche il lavoratore stesso a decidere di lasciare il posto di lavoro per andare a lavorare presso un datore di lavoro che magari gli offre condizioni salariali più vantaggiose rispetto alle precedenti o per altri motivi di carattere pratico e/o personale; il dipendente in questo caso dovrà presentare la sua lettera di dimissioni.

Quando un rapporto lavorativo finisce è necessario sempre dare il dovuto preavviso, sia che si tratti di licenziamento sia che ci si trovi di fronte ad un caso di dimissioni. Ai sensi dell'articolo 2120 del Codice Civile è inoltre obbligatorio effettuare il calcolo e il dovuto pagamento del TFR, acronimo del Trattamento di fine rapporto, detto anche liquidazione o buonuscita.

TFR e licenziamenti

La parola è l'acronimo del trattamento di fine rapporto, definito anche come buona uscita o liquidazione, e rappresenta la somma di denaro che il datore di lavoro deve elargire al suo ex dipendente quando il rapporto di lavoro tra i due, per cause varie, giunge al termine.

Ai sensi dell'articolo 2120 del Codice Civile, che delinea le modalità del trattamento di fine rapporto stesso, va erogato in qualunque circostanza e qualunque sia la causa della cessazione del rapporto di lavoro. Va infatti elargito sia nei casi di dimissioni che nei casi di licenziamento individuale o collettivo.

Come si calcola il TFR

L'ammontare del trattamento viene definito in base all'accumulo di ore e giorni lavorativi maturati durante tutto il periodo di lavoro stesso.

Il calcolo del TFR è dunque uguale, ma mai superiore, all'ammontare della retribuzione che spetta al lavoratore per l'anno in questione divisa per 13,5. L'importo è ridotto nei casi di frazioni di mese uguali o superiori a 15 giorni.

Opzioni di destinazione del TFR lavoro

Ai fini dell'accumulo e dell'ammontare del TFR finale, il lavoratore può destinare lo stesso a fini pensionistici, in modo tale che esso vada ad aggiungersi a un fondo pensione, costituendo una previdenza complementare.

L'ex dipendente può in alternativa lasciarlo maturare all'interno dell'azienda stessa e riscuoterlo quando si verificherà la cessazione dell'attività lavorativa.

Come riscuotere il TFR

Nei casi di fine rapporto di lavoro, il lavoratore può riscuotere la somma in modi diversi. Può decidere di esigerlo tutto o riscattare una quota o tutta la somma presso il fondo previdenziale.

Il dipendente può anche decidere il trasferire la forma previdenziale precedente a un'altra complementare e che può servirgli anche per un eventuale futuro lavoro. Può infine decidere di bloccare la posizione che ha accumulato durante gli anni senza esigere una contribuzione aggiuntiva.

Vincoli fra TFR e cessione del quinto

Coloro che hanno fatto richiesta di prestito tramite cessione del quinto dalla busta paga, si vedono vincolare per l'intera durata del contratto il proprio trattamento di fine rapporto. Si tratta proprio dell'unica garanzia sul prestito, necessaria per fare in modo che la società finanziaria o istituto di credito possano avere una base solida da cui raccogliere le rate di rimborso nei peggiori casi possibile, ovvero per il licenziamento del dipendente o per altri motivi più gravi. In questo modo, la banca o chi per lei riesce a tutelare i propri interessi.

La garanzia che si applica su di esso vale naturalmente fino al termine del rapporto di prestito, prevista dal contratto effettuato con la finanziaria. Se il dipendente dovesse richiedere anticipi sul tfr durante il periodo, il datore di lavoro è obbligato a rifiutare il versamento degli stessi. Tutte queste misure cautelari sono fondamentali per evitare situazioni di adempimento. Nel caso di morte del dipendente, l'azione sul tfr viene meno in quanto in fase di stipula del prestito entra in gioco anche una assicurazione sulla vita di chi ha fatto richiesta.
Per questo motivo, nel momento in cui viene fatta la domanda di finanziamento tramite cessione, il tfr diventa il principale strumento per favorire l'esito positivo della trattativa: più alta sarà la somma che si è riusciti a mettere da parte, e maggiore sarà la somma che può venire concessa dall'istituto che finanzia.

Qualora la somma del tfr sia abbastanza cospicua, e supera la copertura necessaria ad estinguere il prestito, sarà possibile richiedere al datore di lavoro un anticipo, al netto della parte da restituire.

Termini di pagamento del TFR

Il pagamento del TFR, trattamento di fine rapporto è dunque obbligatorio ed è costituito dall'ammontare del denaro accumulato durante gli anni lavorativi, calcolato mediante somma di ogni anno di lavoro a un valore equivalente alla retribuzione dell'anno in corso divisa per un coefficiente pari a 13.5.

Il pagamento del TFR deve essere elargito obbligatoriamente al lavoratore non appena si verifica la cessazione del rapporto di lavoro stesso rispettando inoltre i termini previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di categoria.

Il pagamento del TFR per il settore terziario ha ad esempio come termine 30 giorni dalla fine del rapporto lavorativo, mentre quello relativo alla categoria del commercio prevede la corresponsione entro 45 giorni.

Mancato pagamento TFR

Nei casi di mancato pagamento del TFR il datore di lavoro dovrà prima possibile elargire la somma che spetta all'ex dipendente con l'aggiunta di tutti gli interessi calcolati fino al momento dell'effettivo pagamento.

Quando non è stato effettuato il pagamento del TFR, il lavoratore ha diritto ad inoltrare una lettera di sollecito ai fini del pagamento stesso; nel caso in cui il datore di lavoro non paghi il TFR si potrà successivamente procedere ad azioni legali vere e proprie.

È stato infine istituito il Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto che si sostituisce al datore di lavoro nei casi di impossibilità e mancato pagamento del TFR; i pagamenti vengono effettuati entro 60 giorni dall'invio della richiesta da parte del lavoratore.



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