I provvedimenti disciplinari del lavoro
consistono in una serie di step che il datore di lavoro può seguire per tutelare i suoi diritti e far rispettare al lavoratore gli obblighi e gli impegni presi. Tali provvedimenti disciplinari possono essere impugnati dal datore di lavoro tramite l’ammonimento scritto, la multa e la sospensione. I casi in cui il datore di lavoro può impugnare questi provvedimenti sono, ad
esempio: il non rispetto dell’orario di lavoro o del divieto di fumo, il recare danno a locali o attrezzature dell’azienda, la trasgressione di regole, l’uso improprio degli strumenti aziendali.
A seconda della
gravità del comportamento del dipendente, il datore di lavoro può impugnare diverse strade. Dai provvedimenti più “leggeri” come la lettera di richiamo si giunge fino al licenziamento disciplinare che rappresenta la massima sanzione che il datore di lavoro può richiedere qualora il dipendente compia delle infrazioni gravi.
In caso della
lettera di richiamo, anche detta ammonimento scritto, il datore di lavoro deve adottare un tono oggettivo, formale e chiaro. Le regole principali da seguire per stilare una lettera di richiamo sono:
1. Indicazione del comportamento non tollerato,
2. Richiesta di cambiamento dell’atteggiamento illegittimo,
3. Informazione circa le eventuali conseguenze giuridiche.