Riforma del lavoro: tra Europa, crisi e articolo 18
Crisi ed Europa, sono le due parole chiave del Premier Monti, impegnato in una riforma del lavoro di cui discute ormai da giorni. “Ormai siamo vicini al consolidamento dei conti ed alla tranquillità” riferisce “ed il pareggio del bilancio degli stessi conti sarà raggiunto nel 2013 come preannunciato dal Governo precedente”. Nella trasmissione “Che tempo che fa” Monti inizia un lungo intervento centrato sulle nuove manovre economiche, tra cui proprio la riforma del lavoro, lotta all’evasione fiscale e liberalizzazioni.
Lavoro ed Euro: più chance ai giovani, meno evasione fiscale
Il ministro Fornero ha preso parte a colloqui con molti sindacati per aprire nuove possibilità di dialogo con la parte sociale della categoria. La nuova riforma del lavoro quindi prevede una profonda trasformazione del concetto di “occupazione” e di “concorrenza”, proprio per portare ai giovani un posto di lavoro vero.
L’introduzione della questione “riforma del lavoro“ porta dunque anche ad un’analisi attenta dell’economia stessa rappresentata dall’Euro, che i cittadini italiani accusano per i rincari del costo della vita, i quali destano preoccupazioni quando si tratta di disagi dati dalla disoccupazione. “L’Euro, come moneta, non è in crisi” afferma il Presidente del Consiglio “molte volte raggiunge un valore maggiore del dollaro; la questione è che le Nazioni in crisi hanno avuto e hanno gravi squilibri nelle finanze pubbliche e nel mercato”.
In merito all’evasione fiscale, Monti persisterà sui controlli fiscali che si sono attuati a Cortina. “La ricchezza è un valore, non qualcosa di ignobile. L’italiano quando è ricco deve andarne fiero: bisogna solo applicare le tasse in modo equo alla ricchezza e alla proprietà privata dei cittadini più che benestanti, in modo che l’Italia riparta con la collaborazione di tutti”.
Rientro capitali: tra leggi elettorali e opinione pubblica
Per affrontare il duro periodo ed attuare la riforma del lavoro risollevando l’economia, il Capo del Governo si è già mobilitato per stabilire qualche negoziato con la Svizzera. A nome della Commissione Europea, il Premier è stato a Berna per discutere della tassazione del risparmio e dei suoi principi. “La Svizzera non è l’unico Paese che si occupa di rientro dei capitali e del capitale estero” afferma “ma era un punto di riferimento poiché guardava ai fondi esteri (compresi quelli italiani) con un occhio di riguardo. La politica e la fiscalizzazione in merito è cambiata, e bisogna agire di conseguenza”.
La riforma del lavoro implica inoltre così tante attenzioni che secondo il Premier non è ancora tempo di affrontare elezioni. Ora pensa a riparare i contrasti tra le opposizioni: ''Più i partiti trovano il dialogo più questo clima si trasformerà positivamente anche sulla vita del Governo e dell’Italia” dice Monti “c’è ancora molto da fare, ma non so se mi ricandiderò, poiché sono estremamente orgoglioso dei miei ministri e lavorare in questa fase mi ha un po’ provato, ma staremo a vedere” conclude Monti, con un pizzico di positività in questo critico ed inevitabile realismo.
Eleonora Tronci
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