Le Agenzie per il lavoro sono imprese private dedicate alla somministrazione di lavoro interinale, ovvero prestazioni lavorative di carattere temporaneo. Questa tipologia è stata introdotta in Italia nel 1977; la normativa per il lavoro interinale ha subito svariate modifiche sino alla cosiddetta Legge Biagi . La L. 30/2003, inoltre, è quella che autorizza proprio queste agenzie.

Gli obiettivi del servizio

L'obiettivo è quello di somministrare lavoro e far incontrare le necessità delle aziende con quelle dei lavoratori. Le attività svolte sono soprattutto legate ai compiti di intermediazione, ricerca e selezione del personale, oltre a proporre attività di supporto per la ricollocazione professionale. Tali attività sono svolte attraverso la coordinazione con la Borsa nazionale del lavoro, un database telematico che offre strumenti di analisi del mercato a privati ed enti.

Come funzionano secondo le norme del lavoro interinale

Le agenzie di somministrazione lavoro – come altresì sono chiamate queste strutture – devono ricevere l'autorizzazione dalla Regione di appartenenza e, successivamente, essere inscritte nell'Albo unico delle Agenzie per il Lavoro gestito dal Ministero.

Il loro compito è quello di ricevere le richieste dalle aziende e scegliere, fra i candidati che autonomamente hanno consegnato il proprio curriculum, le figure più idonee al profilo ricercato. La cifra del loro lavoro è data dalla loro professionalità che, a differenza dei Centri per l'Impiego (statali), è finalizzata a un guadagno. Questo non viene calcolato sulla busta paga del lavoratore proposto all'azienda, ma bensì viene concordato fra l'azienda stessa e l'agenzia.
Di seguito un elenco delle più importanti a livello italiano:

Adecco
• Manpower
• Metis
• Obiettivo lavoro
• Gi Group
• Umana
• Randsta
• Kellyservice
• Temporary

Sono le Regioni che demandano le attività di collocamento dei candidati alle agenzie. Queste ultime devono essere iscritte all'Albo unico istituito presso il Ministero del Lavoro.

Quali contratti possono fornire?

Fino al 2007, vi era una quinta categoria relativa ai contratti di somministrazione a tempo indeterminato (staff-leasing).

Quelle che rientrano nella prima sezione, cioè le aziende di somministrazione, quelle che svolgono la funzione di intermediario tra domanda ed offerta nel mercato dell'occupazione. In tali casi, un'impresa stipula un contratto con l'azienda con la quale delega quest'ultima alla ricerca del lavoratore e alla stipula del contratto (e dei suoi dettagli). Sarà quindi l'azienda per il lavoro a inviare un soggetto selezionato in base al profilo richiesto, presso l'azienda che ne necessita.

Con la legge n.247/2007, possono fornire unicamente contratti a tempo determinato, cioè che durino al massimo 12 mesi (con possibilità di proroga in alcuni casi). Alla scadenza del contratto il lavoratore è obbligato ad interrompere la sua prestazione lavorativa e qualora l'azienda richieda nuovamente una fornitura lavoro per le stesse mansioni all'agenzia per il lavoro, quest'ultima dovrà proporre un altro soggetto.

Caratteristiche del contratto di somministrazione lavoro

Quando ci si reca presso una agenzia per il lavoro (ex società di fornitura di lavoro temporaneo), il personale della filiale, dopo aver valutato attentamente il curriculum proposto, consiglia una missione presso un'azienda cliente proponendo la stipula di un contratto di somministrazione lavoro.

Il lavoratore verrà assunto dall'agenzia (società fornitrice), ma svolgerà concretamente l'attività lavorativa presso il cliente (società utilizzatrice) contattato dall'agenzia stessa. La durata del contratto di somministrazione lavoro può essere a tempo determinato o indeterminato.

Mediante un contratto di questo tipo è possibile instaurare tre tipi di rapporto lavorativo:

  • rapporto in senso stretto: tra agenzia (somministratore) e aziende clienti (utilizzatrici);
  • rapporto di lavoro subordinato: tra il lavoratore che ne fa richiesta e l'agenzia che sarà di fatto il datore di lavoro;
  • rapporto di prestazione dell'attività lavorativa: tra il lavoratore e l'azienda cliente, dove il primo è stato mandato in missione.

Elementi fondamentali

contratto di lavoro interinale

Il contratto di somministrazione lavoro deve essere redatto in forma scritta e deve contenere:

  • i motivi di carattere produttivo, tecnico, organizzativo, sostitutivo o di assunzione di lavoratori in mobilità (acasualità);
  • l'indicazione della presenza di eventuali rischi legati alla salute del lavoratore, con annesse misure di prevenzione in tal senso;
  • data di inizio e fine del contratto;
  • le mansioni da svolgere e il tipo di inquadramento all'interno dell'azienda utilizzatrice;
  • assunzione da parte dell'agenzia del pagamento diretto al lavoratore del trattamento economico e del versamento dei contributi per la pensione.

Le novità apportate dalla legge

  • Il decreto esplicita cosa intende con “parità di trattamento”. Secondo la legge, quindi, i lavoratori dipendenti hanno diritto a condizioni di lavoro e di occupazione non inferiori rispetto quelle degli altri lavoratori: si parla quindi di orari, retribuzione, ferie, malattia e così via;
  • Viene istituito l'obbligo delle aziende di informare i lavoratori dipendenti dal somministratore di eventuali posti di lavoro a tempo indeterminato vacanti;
  • È possibile stipulare contratti a tempo parziale;
  • Viene modificata anche la disciplina sanzionatoria nel caso in cui il lavoratore goda di una situazione occupazionale di qualità inferiore rispetto quella dei colleghi non somministrati.

Il limite dei 36 mesi per il lavoratore

La Riforma del Lavoro del 2012 modifica anche il divieto per l'azienda di utilizzare la forma della somministrazione del lavoro per “sforare” i 36 mesi, limite previsto per i contratti a tempo determinato oltre i quali scatta l'indeterminato. Ebbene, oggi è possibile utilizzare questa forma contrattuale, superando la soglia temporale visto che, secondo il Ministero, si tratta di modalità della flessibilità diverse e distinte.

Nel caso, invece, in cui la somministrazione avvenga prima del raggiungimento del tetto, i mesi di lavoro sotto questa modalità vengono conteggiati ai fini del limite dei 36 mesi, dopo i quali può scattare la trasformazione del contratto.
Si ricorda, comunque, che il limite viene stabilito dai vari contratti collettivi nazionali, ai quali il Ministero lascia l'ultima parola.

Soggetti

La somministrazione di lavoro prevede l'esistenza di tre soggetti:

  • il somministratore, ovvero una Agenzia per il lavoro che si stata precedentemente autorizzata dal Ministero del Lavoro; tale Agenzia stipula un contratto col lavoratore;

  • l'utilizzatore, ovvero una qualsiasi azienda pubblica, o privata, che abbia bisogno di una determinata figura professionale.

  • Il lavoratore

Contratti somministrazione di lavoro

Una volta determinati i soggetti in ballo, fra questi tre si vanno a stipulare due forme distinte di contratto: innanzitutto, il contratto di somministrazione vero e proprio, concluso fra l'utilizzatore ed il somministratore (ovvero i primi due soggetti).

Un secondo contratto invece viene concluso fra il somministratore ed il lavoratore, e si tratta del vero e proprio contratto di lavoro.

Il rapporto lavorativo viene comunque a instaurarsi tra il lavoratore ed il somministratore, ovvero l'agenzia per il lavoro la quale a norma di legge ha l'obbligo di retribuire il lavoratore in maniera consona al tipo di contratto che è stato siglato con l'azienda utilizzatrice.

Da quanto scritto finora, si evince chiaramente che la Somministrazione di lavoro è andata a sostituire il precedente rapporto denominato lavoro interinale, sempre presente nel diritto del lavoro, che era stato istituito dalla legge n° 196/1997, c.d. riforma Treu.

Nullità

E' possibile annullare la validità dei contratti di somministrazione al di fuori degli ambiti previsti dalla legge, ovvero la somministrazione deve essere regolamentata e non oggetto di contrattazione libera.

Sentenza n.2583 del 1984.





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