Per ammortizzatore sociale si intendono le misure volte al sostegno economico dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro. Si tratta di strumenti a cui le aziende ricorrono in momenti di crisi per provvedere al riordino e riorganizzazione della propria struttura e per ridimensionare il costo del lavoro. La Direzione Generale dell'Ammortizzatore Sociale e della Formazione è l’ente preposto all’attuazione degli interventi relativi agli incentivi per l’occupazione in materia di innovazione e welfare e a sostegno delle iniziative aziendali a favore delle politiche attive volte all’occupazione del capitale umano. La Direzione gestisce dunque le risorse al Fondo Sociale Occupazione e Formazione (FSOF) per incentivare l’occupazione e per aiutare le aziende a stipulare contratti particolari rivolte a speciali categorie di lavoratori (donne, disoccupati, giovani, soggetti svantaggiati in condizione di debolezza). Sempre a carico del Fondo, sono le misure per la tutela di speciali categorie lavorative quali giornalisti, lavoratori esposti a radiazioni, soci di cooperative e simili.

La normativa vigente

In attuazione della Legge n. 183 del 10 dicembre 2014, sono stati adottati due decreti legislativi apportanti disposizioni in materia di riordino della normativa sull'ammortizzatore sociale, in attesa di una riforma completa sull'ammortizzatore sociale:

  • D. Lgs. n. 22 del 4 marzo 2015,
  • D. Lgs. n. 148 del 14 settembre 2015.

Il primo decreto (n. 22/2015) introduce i seguenti istituti:

  • NASPI: acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego e si applica a tutti i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro, ma che hanno accumulato almeno 13 settimane di contribuzione nell’arco degli ultimi 4 anni oppure 18 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi. La base retributiva NASpI interessa gli ultimi 4 anni di lavoro anche non continuativo in riferimento alle settimane contributive, moltiplicati per il coefficiente 4.33. L’ammontare dell’indennità è proporzionale alla retribuzione e non può superare i 1300 €. Dopo i primi 4 mesi di pagamento, l’Assicurazione viene ridotta del 3% per ogni mese successivo e per una durata pari ala metà delle mensilità contributive degli ultimi 4 anni di lavoro. L’erogazione del dispositivo NASpI è condizionata all’impegno da parte del lavoratore disoccupato alla partecipazione a iniziative di riqualificazione professionale e rinserimento nel mondo del lavoro.
  • ASDI: questo strumento è equiparabile a un assegno di disoccupazione che viene riconosciuto a chi non ha trovato lavoro alla scadenza della NASPI e che permane in condizioni di estrema necessità. La dura dell’assegno, pari al 75% dell’indennità NASpI, è di 6 mesi e viene erogato fino ad esaurimento del fondo di 300 milioni appositamente costituito.
  • DIS-COLL: ovvero indennità di DISoccupazione per i COLLaboratori è rivolto agli iscritti alla Gestione Separata INPS o Co.Co.Co. che perdono il lavoro. L’importo è rapportato al reddito e diminuisce del 3% a partire dal quarto mese di erogazione. La durata del beneficio non può eccedere i 6 mesi ed è comunque calcolata sulla metà delle mensilità contributive versate. La misura è condizionata dalla partecipazione a iniziative di ricollocamento e riqualificazione per il reinserimento nel mondo del lavoro.

Il secondo Decreto Attuativo (n. 148 del 14 settembre 2015) si pone l’obiettivo di raggruppare in un unico corpo normativo le varie disposizioni in materia di tutela e ammortizzatore sociale per garantire coordinamento e coerenza della normativa, risultante troppo frastagliata e bisognosa di una riforma che semplifichi e allo stesso tempo ottimizzi le misure di tutela del lavoratore in costanza di rapporto di lavoro, quali le integrazioni salariali e i fondi di solidarietà. In particolare, il decreto in materia di ammortizzatore sociale estende la cassa integrazione agli apprendisti assunti con contratto di apprendistato e include nei fondi di solidarietà tutti i datori di lavoro che impiegano più di 5 dipendenti, estendendo la platea dei beneficiari di fatto a 1.400.000 lavoratori e 150.000 datori di lavoro precedentemente esclusi dalle tutele.

La riforma sull'ammortizzatore sociale

ammortizzatore sociale

A Luglio 2020, la ministro del Lavoro in carica Nunzia Catalfo, ha nominato un gruppo di esperti per la stesura di una bozza di riforma sull'ammortizzatore sociale, per dare ordine, razionalizzare o migliorare gli strumenti vigenti.

La bozza di riforma sill'ammortizzatore sociale, presentata a ottobre, contempla l’estensione della cassa integrazione a tutte le categorie di lavoratori, la nuova causale CIGO e l’ampliamento della NASpI, per uno stanziamento complessivo di 20 miliardi di € nel periodo di transizione a cui si aggiungono 10 miliardi quando il dispositivo entra a regime. Le novità proposte sono:

  • Cassa integrazione straordinaria estesa a tutti i settori produttivi e a tutte le imprese indipendentemente dal numero di occupati e dalle dimensioni di fatturato. La proposta è di eliminare il limite a 15 o 5 dipendenti attualmente previsto dalla Legge del 2015 e di rendere la CIGS strutturale per 12 mesi, prorogabili fino a 6 mesi, per favorire il piano di industrializzazione delle aree dismesse.
  • Nuova causale CIGO (Cassa Integrazione Ordinaria). La proposta intende introdurre la causale per “calamità naturali o altri stati di emergenza dichiarati con DPCM”, in modo tale da sostituire la cassa integrazione in deroga (CIG) e la FIS (Fondo di Integrazione Salariale).
  • Nuovo ammortizzatore sociale per gli autonomi: si vuole introdurre un regime di aiuto anche per la categoria di autonomi per almeno 12 o 18 mensilità, parificato al reddito di cittadinanza.
  • Ampliamento della NASpI: è previsto l’ampliamento dell’indennità di disoccupazione ai collaboratori, che va a integrare e superare l’attuale dispositivo DIS-COLL, e per gli autonomi iscritti alla gestione separata. Il sussidio minimo avrà una durata di 6 mesi a prescindere dai requisiti retributivi, sebbene rimane la condizione dei 30 giorni di lavoro effettivo.

Misure straordinarie emergenziali

ammortizzatore sociale

Lo stravolgimento della struttura economica e sociale e la crisi che è conseguita alla pandemia da COVID 19 ha imposto l’adozione di misure straordinarie a sostegno del lavoro e dell’occupazione, imprimendo un’accelerata alla riflessione sul miglioramento degli strumenti di ristoro e l'ammortizzatore sociale. Intanto, per sopperire all’emergenza, il Decreto Legge n. 104/2020 di agosto ha introdotto misure e specifiche operative riguardo l’uso degli ammortizzatori in stato emergenziale, nello specifico:

  • Le aziende che nel 2020 hanno sospeso o ridotto l’attività lavorativa a causa dell’emergenza sanitaria, hanno diritto a richiedere la concessione del trattamento di integrazione salariale ordinaria o in deroga oppure richiedere l’assegno ordinario per una durata massima di 9 settimane, nei periodi decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. Il periodo massimo di beneficio può essere esteso di ulteriori 9 settimane solo per i datori di lavoro che ne hanno fatto richiesta nel periodo precedente e a decorrenza del periodo stesso.
  • La richiesta dell’ammortizzatore sociale per le prime settimane deve riportare come causale “COVID 19 nazionale”, mentre per la richiesta della proroga di ulteriori 9 settimane deve riportare la causale “COVID 19 con fatturato”.
  • I datori di lavoro che richiedono le prime 9 settimane di aiuto non sono obbligati al versamento dei contributi verso il lavoratore, mentre i beneficiari della proroga di altre 9 settimane sono tenuti al versamento dei contributi ricalcolati sull’andamento del fatturato.
  • Le aziende che al 13 luglio 2020 hanno attivato il trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) e che la devono sospendere per via dell’interruzione di qualsiasi attività produttiva possono richiedere l’accesso al trattamento delle CIG Ordinaria per il periodo massimo di 18 settimane (9+9) entro il 31 dicembre 2020. La proroga delle ulteriori 9 settimane è soggetta a comunicazione presso il Ministero del Lavoro.
  • Anche i datori di lavori iscritti al FIS (Fondo di Integrazione Sociale) possono richiedere l’assegno ordinario anche se avevano già in corso un assegno di solidarietà. La durata massima del trattamento – anche per questa prestazione – è di 18 settimane (9+9) da usufruire entro il 31 dicembre 2020.
  • Per la richiesta all’INPS della CIGD (Cassa integrazione Guadagni in Deroga) è necessario definire un accordo sindacale tra l’azienda e i sindacati più rappresentativi a livello nazionale. Considerate le condizioni e le limitazioni, l’accordo può essere concluso anche per via telematica.
  • Nell’ambito del settore agrario, le domande specifiche del settore per richiedere da parte delle aziende agricole la CISOA (Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli) devono essere decorrenti dal 13 luglio al 31 dicembre 2020 e riportare la causale emergenziale: “CISOA D.L. Rilancio”. Lo strumento può essere richiesto anche per coprire e assolvere ai pagamenti dei lavoratori che hanno superato il limite di fruizione ordinaria delle 90 giornate lavorative. 

Mansioni e Compiti della Direzione Territoriale del Lavoro

Compito principale dell'ex Direzione Regionale del lavoro è quello di coordinare l’operato delle Direzioni Provinciali del Lavoro, poste sotto la loro competenza. 

Uffici e sedi della Direzione Regionale (oggi territoriale) del Lavoro

ammortizzatore sociale

Di seguito la suddivisione degli uffici per competenza territoriale:

  • Direzione Regionale del Lavoro dell'Abruzzo, con sede a L'Aquila, competente per le seguenti DPL, L'Aquila, Chieti, Pescara, Teramo;
  • D.R.L. della Basilicata, con sede a Potenza, competente per le seguenti DPL, Potenza, Matera;
  • D.R.L. della Calabria, con sede a Reggio Calabria, competente per le seguenti DPL, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia;
  • D.R.L. della Campania, con sede a Napoli, competente per le seguenti DPL, Napoli, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno;
  • D.R.L. dell'Emilia-Romagna, con sede a Bologna, competente per le seguenti DPL, Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini;
  • D.R.L. del Friuli, con sede a Trieste, competente per le seguenti DPL, Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine;
  • D.R.L. del Lazio, con sede a Roma, competente per le seguenti DPL, Roma, Frosinone, Latina, Rieti, Viterbo;
  • D.R.L. della Liguria, con sede a Genova, competente per le seguenti DPL, Genova, Imperia, La Spezia, Savona;
  • D.R.L. delle Marche, con sede ad Ancona, competente per le seguenti DPL, Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro;
  • D.R.L. del Molise, con sede a Campobasso, competente per le seguenti DPL, Campobasso, Isernia;
  • D.R.L. della Puglia, con sede a Bari, competente per le seguenti DPL, Bari, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto;
  • Direzione Regionale del Lavoro della Sardegna, con sede a Cagliari, competente per le seguenti DPL, Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari;
  • D.R.L. della Toscana, con sede a Firenze, competente per le seguenti DPL, Firenze, Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, DPL di Massa Carrara avente sede a Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena;
  • D.R.L. dell'Umbria, con sede a Perugia, competente per le seguenti DPL, Perugia, Terni;
  • D.R.L. della Valle d'Aosta, con sede a Aosta che svolge anche le competenze della DPL;
  • D.R.L. del Veneto, con sede a Venezia, competente per le seguenti DPL, Venezia, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza.

Per avere una lista completa e aggiornata degli uffici della Direzione Regionale del Lavoro, visita il sito del Ministero del Lavoro. 

Gli uffici dell'ex Direzione Regionale del Lavoro

La Direzione Regionale del Lavoro è organizzata in 4 uffici generali:

  1. Ufficio Gestione Risorse e Affari Generali che si occupa di istruire le Stella al Merito del Lavoro e di preparare gli Esami di Stato per l'abilitazione dei Consulenti del lavoro. Inoltre, la DRL svolge da Segreteria della camera arbitrale stabile e si occupa di attività di promozione e informativa nel settore lavoro.
  2. Ufficio Affari Legali il quale svolge principalmente le azioni legate ai ricorsi: ricorsi amministrativi ( attraverso il Comitato per i Rapporti di Lavoro), ricorsi per il diniego alle autorizzazioni al lavoro per gli extracomunitari, ricorsi contro diffide accertative, ricorsi avverso ordinanze ingiunzione emesse dalle Direzioni provinciali del lavoro.
  3. Settore Ispezione del Lavoro che effettua il coordinamento e supporto-operativo nella vigilanza in materia di sicurezza, igiene del lavoro, oltre a coordinare le DPL per la vigilanza ordinaria e speciale.
  4. Settore Politiche del Lavoro, settore che svolge le attività e coordinamento in materia di conciliazione delle vertenze individuali e plurime e controversie collettive di lavoro nelle materie di competenza.

Potrebbe interessarti

Permesso parentale: tutte le informazioni di cui hai bisogno

Permesso parentale

Il permesso parentale è un diritto che viene dato ad entrambi i genitori per ogni bimbo. Si tratta in definitiva della possibilità di astenersi dal lavoro.

Ritardo nel pagamento dello stipendio: cosa fa il lavoratore?

Immagine d'esempio usata nell'articolo Ritardo nel pagamento dello stipendio: cosa fa il lavoratore?

Il diritto alla retribuzione del lavoro è disciplinato dall'art. 36 della Costituzione e dell'art. 2099 del Codice Civile. Con tali articoli si impone al datore di lavoro di rispettare i vincoli contrattuali, compresa la data di erogazione dello stipendio, imposti per legge o dai CCNL a livello nazionale o locale.

Trattenute in busta paga: vediamo dove finiscono i nostri soldi!

Trattenute in busta paga

Ogni lavoratore che ha la fortuna di percepire uno stipendio, deve però considerare che lo stesso prevede anche delle trattenute in busta paga da parte del datore di lavoro, che daranno, come risultato finale, la paga netta che il lavoratore percepirà.

Non bloccare la Pubblicità

Il tuo Browser blocca la nostra pubblicità? Ti chiediamo gentilmente di disattivare questo blocco. Per noi risulta di vitale importanza mostrarti degli spazi pubblicitari. Non ti mostreremo un numero sproporzionato di banner né faremo in modo che la tua esperienza sul nostro sito ne risenta in alcun modo.Ti invitiamo dunque ad aggiungere il nostro sito tra quelli esclusi dal Blocco della tua estensione e a ricaricare la pagina. Grazie!

Ricarica la Pagina

Avviso sul Copyright

I contenuti di questo sito web sono protetti da Copyright. Ti invitiamo gentilmente a non duplicarli e a scriverci a info [@] elamedia.it se hai intenzione di usufruire dei servizi erogati dalla nostra Redazione.

Protected by Copyscape

I più condivisi

Buonuscita per il licenziamento: chi ne ha diritto?

Immagine d'esempio usata nell'articolo Buonuscita per il licenziamento: chi ne ha diritto?

Definita anche “trattamento di fine rapporto” (o TFR), la buonuscita per il licenziamento è una retribuzione alla quale ha diritto il lavoratore dipendente alla fine della prestazione lavorativa, a prescindere dalla sua ragione.

Come calcolare la pensione INPS: i criteri e l'estratto conto personale

Immagine esemplificativa di assistente sociale per calcolo pensione inps

Il calcolo pensione INPS si fa in base all'anzianità contributiva e all'età pensionabile dal lavoratore maturata al 31 dicembre 1995. I criteri per determinare la pensione INPS può essere: contributivo, retributivo o misto. Alla base di questi tre sistemi di calcolo vi è il numero di anni di contributi versati fino al 1995 e cioè più o meno di 18 anni o alcuna anzianità contributiva.

Scienze della Mediazione Linguistica: uno sbocco verso il futuro

Scienze della Mediazione Linguistica

In un’epoca sempre più caratterizzato dalla multiculturalità, la conoscenza delle lingue straniere diventa sempre più una prerogativa imprescindibile per l’accesso nel mondo del lavoro.

Leggi anche...

Licenziamento collettivo: scopri le ragioni

il licenziamento collettivo

Anche chi possiede un lavoro e uno stipendio sicuro potrebbe correre il rischio di essere licenziato a causa di motivazioni esterne alla sua volontà e al suo operato. Questo succede spesso all’interno di aziende o imprese, che sono spesso a rischio di fallimento o di crisi.

Leggi anche...

Offerte lavoro Friuli Venezia Giulia: tutte le occasioni!

cercare lavoro in friuli venezia giulia

Ampliamo la nostra sezione dedicata al lavoro sul territorio nazionale, regione per regione. In questa pagina suggeriamo alcuni dei link utili per chi cerca offerte lavoro Friuli Venezia Giulia. Innanzitutto è importante sapere che la ricerca del lavoro in Friuli Venezia Giulia è accompagnata da una interessante politica regionale. Infatti, la regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, regola la politica del lavoro tramite la legge regionale n. 18/2005, che disciplina tutte le materie riguardanti il lavoro che rientrano nelle competenze della Regione.