Vuoi aprire un'officina tutta tua? Dai un'occhiata a questo approfondimento allora.

Una professione che certamente non avrà mai problemi di carenza di lavoro è sicuramente quella del meccanico per auto o per moto.
Che si sia in tempo di crisi o in periodi sereni, questa professione non conosce soste, tanto che chi porta il proprio mezzo ad aggiustare, spesso è costretto ad aspettare diversi giorni proprio a causa del carico di lavoro presente nelle officine. Un lavoro con una certa garanzia di successo, specialmente se si dimostra di possedere, oltre alle dote tecniche, una spiccata onestà e trasparenza nei confronti del cliente.

Consigli per avviare questa professione

Quanti vogliano aprire un’officina, devono tenere a mente che il lavoro di meccanico, come per tutti gli altri, non può essere improvvisato: sebbene la richiesta di riparazioni sia costante, ci vuole pochissimo a farsi la fama di professionisti poco competenti (o, peggio, poco onesti!); una dovuta preparazione è quindi fondamentale.
Una volta acquisite le competenze presso qualche specialista, resta il problema non di poco conto del trovare i locali adatti, come vedremo nel paragrafo che segue.

Iniziare il lavoro di meccanico

Immagine esemplificativa per l'articolo Aprire un'officina: scopri come cominciare con la tua nuova attività

La scelta del locale, nel lavoro di meccanico, è importantissima: deve essere un ambiente che consenta di operare su più macchine e avere un’area esterna per la sosta degli altri veicoli; l’immobile deve possedere inoltre un impianto elettrico a norma e sono necessari i permessi per esercitare.
Tutti questi elementi, uniti ad un momento storico in cui assistiamo ad un generale innalzamento degli affitti, rendono alquanto difficoltoso avviare l’attività.

Come può un meccanico farsi pubblicità?

La pubblicità, specie agli inizi della carriera, è molto importante, in quanto gli automobilisti che si rivolgano ad un meccanico senza informarsi sono ben pochi; i metodi per far conoscere il proprio nome sono molteplici:

  • volantinaggio: di norma è poco efficace perché giudicato invasivo, acquisisce un certo peso se vengono allegate speciali promozioni se si presenta il foglietto;
  • internet: registrarsi su siti dedicati nel trovare esercizi commerciali di diverso genere può essere un ottimo mezzo, in special modo quando la propria pagina è corredata da feedback positivi; nel caso non si resista alla tentazione di scriversi una recensione favorevole, mi raccomando, è sempre meglio non esagerare!
  • passaparola: la pubblicità per eccellenza, si autoalimenta da solo quando un meccanico lavora bene; è superfluo dire che, per beneficiarne, basti lavorare con serietà e competenza!

Iter burocratico, requisiti e costi apertura officina

L’apertura di un’officina richiede una prima valutazione, ossia se si desidera fornire un servizio completo con tutti i professionisti quali gommista, carrozziere, elettrauto, meccanico oppure optare per la specializzazione in un solo campo. In entrambi i casi, si tratta di un investimento iniziale importante.

Può sembrare banale, ma per aprire un’officina occorre avere le competenze specifiche e una buona esperienza pratica, almeno ché non si intenda assumere personale qualificato ed è un costo aggiuntivo da prevedere. 

Il passo successivo è la scelta del locale che dovrà essere sufficientemente grande per poter svolgere l’attività al meglio (dalla sostituzione degli pneumatici alle verifiche e ai test delle vetture). Al di là delle attrezzature e del “corredo” prettamente tecnico, il locale – per legge – dovrà essere dotato di bagni e di un ufficio per l’accoglienza dei clienti e lo svolgimento delle pratiche contabili (dotandosi di appositi software e hardware dedicati, dai computer ai Pos per i pagamenti con carte di credito o debito), nonché predisporre un’area in cui far sostare i clienti in attesa delle riparazioni.

La posizione geografica del locale deve essere strategicamente valutata – conformemente alle disposizioni del comune di residenza o dove ha sede l’officina. È importante che sia facilmente raggiungibile, visibile e spaziosa.

L’iter burocratico per l’apertura di un’officina è lo stesso previsto per qualsiasi attività autonoma che preveda l’apertura di una partita IVA, per cui occorrerà:

  • Richiedere l’apertura della partita IVA e del relativo numero ATECO (che per la categoria comincia con il numero 45. Per esempio, per un’officina che svolge riparazioni meccaniche di autoveicoli e veicoli speciali, manutenzione ordinaria e riparazione di radiatori e marmitte, il codice di riferimento è il 45.20.1).
  • Iscriversi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio competente per il territorio;
  • l’officina (Segnalazione Certificata di Inizio Attività);
  • Richiedere l’autorizzazione all’esposizione dell’insegna;
  • Aprire le pratiche INPS e INAIL (per sé e per i dipendenti);
  • Munirsi delle valutazioni sull’impatto acustico e sulle emissioni dell’autofficina;
  • Richiedere le certificazioni sulle norme di sicurezza, agibilità, urbanistica e igiene;
  • Nominare un responsabile tecnico di officina che può coincidere con il titolare della stessa.

Poiché le normative sulle officine meccaniche possono essere disciplinate dalla Regione, è bene informarsi sulle normative regionali per eventuali integrazioni o variazioni, rispetto alla procedura standard.

I costi relativi all’apertura di un’officina sono piuttosto elevati a partire dalle attrezzature e le tecnologie adeguate, fino ai costi dei dipendenti e di gestione. Un investimento iniziale può ben superare i 100 mila euro, a cui aggiungere i costi di pubblicità, spese accessorie e corsi di aggiornamento. Tuttavia, un’officina ben gestita comporta poi nel tempo, dei guadagni generosi con ricavi che possono superare i 200.000 € annui e tolte le spese e gli ammortamenti un margine di guadagno del 20% circa sui ricavi. L’investimento iniziale è gravoso, però, se si hanno le competenze giuste e si eseguono lavori a regola d’arte che alimentano la fiducia del cliente, aumentano l’immagine dell’officina e facilitano il passaparola, la promessa dei guadagni è mantenuta.

Il mestiere del motorista : cosa fa?

A chiunque serve una mano dal proprio meccanico: una volta per cambiare le trombe usurate, un’altra volta per un tagliando corretto e un’altra ancora per un semplice check. Ma non sempre si trovano dei meccanici capaci nello svolgimento dei loro compiti. Un meccanico professionista deve essere in grado di svolgere diverse attività complesse, ovviamente relative alla riparazione e al controllo delle automobili o con le motociclette.

Inoltre, un meccanico potrebbe anche scegliere di specializzarsi in una certa tipologia di vettura e questo lo renderebbe veramente unico nel suo genere, nonché conferirebbe alla professione in sé un aspetto più elitario per certi versi. Ma quali sono le mansioni più frequenti di questo genere di specialista?

Esemplare a tal proposito è che, il meccanico, dovrà eseguire il controllo e l’eventuale rabbocco di tutti i liquidi (per il sistema di refrigerazione, ma anche l’olio per il motore e i liquidi per i freni).

Nel corso della fase di manutenzione, il meccanico controlla non solo i freni ma anche la pressione degli pneumatici,  per non parlare del controllo della convergenza e delle viti e dei bulloni

Il riparatore auto e Youtube

Merita una menzione a parte Youtube, il sito web che consente di caricare e diffondere video di qualsiasi natura; un documentario che reclami la qualità della propria officina può essere un valido strumento per farsi conoscere.

Consigliamo, a quanti vogliano servirsi di questo mezzo, di rivolgersi ad uno specialista: infatti poche cose turbano un potenziale cliente di un filmanto di qualità scadente.

Il lavoro di meccanico e i legami con l’ACI

Quanti svolgano il lavoro di meccanico non possono non conoscere l’ACI: l’Automobile Club Italiano è infatti la principale associazione di riferimento per quanti guidino l’automobile.
Interagire con essa significa avere un facile accesso a tutte le pratiche burocratiche, oltre alla possibilità di stipulare convenzioni con i soci del Club.





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