Il sogno americano non è un mito, ma una realtà che resiste nel tempo. Le opportunità di ottenere borse di studio per lavorare o studiare e dottorati post laurea negli Stati Uniti sono concreti, basta saper cercare.

Dove trovo le informazioni su borse di studio in USA?

I canali di ricerca affidabili sono diversi, innanzitutto il sito del MAE (Ministero degli Affari Esteri) sul quale è possibile monitorare le offerte di borse di studio, dottorati e master con una serie di link agli istituti che promuovono iniziative del genere.

Per coloro che hanno già le idee chiare sulla sede universitaria statunitense presso la quale desiderano svolgere o completare i propri studi, ci si può rivolgere direttamente al centro informazioni locale per l’istruzione negli Stati Uniti.

La borsa di studio Fullbright

Tra le opportunità più prestigiose si ricorda quella della Commissione Fullbright che con il programma Fullbright Best si rivolge esclusivamente ai giovani imprenditori e scienziati italiani, laureati in discipline scientifiche e che desiderano trascorrere un anno accademico (da 8 a 10 mesi) presso un’Università statunitense per mettere a punto un progetto innovativo da introdurre e continuare a sviluppare in Italia al rientro e con il sostegno del Comitato selezionatore composto dalle aziende che finanziano il programma.

La borsa di studio per gli USA di $35.000 copre le tasse universitarie e le spese di soggiorno, nonché il rimborso delle spese di viaggio di andata e ritorno fra la sede di residenza del borsista in Italia e la sede dell’università negli Stati Uniti fino ad un massimo di Euro 1.500.

La conoscenza della lingua inglese, certificata dal TOEFL, è tra i requisiti obbligatori, oltre alla laurea preferibilmente in una delle seguenti discipline: biotecnologia, nanotecnologia, scienze bio-mediche, tecnologia delle comunicazioni, ingegneria aerospaziale e dei nuovi materiali, design industriale, tecnologie per la protezione ambientale e la produzione energetica e altri campi ad alto contenuto tecnologico.

Come ottenere una borsa di studio in USA?

Finanziare l’istruzione post laurea non è semplice: più dei due terzi di studenti non americani utilizzano risorse economiche proprie o della famiglia per finanziare i propri studi, questo significa che in media solo il 20% di studenti e lavoratori non americani ottengono una borsa di studio sovvenzionata dal college o dall’università.

Inoltre, a seconda dell’istituto, la borsa di studio per l'America può essere a parziale copertura delle spese. È più facile trovare opportunità di finanziamento negli istituti e università di ricerca che non in altre tipologie di studio. Bisogna inoltre tener presente che le borse di studio per studenti internazionali sono molto competitive.

Per coloro che desiderano, comunque, autofinanziarsi gli studi in USA devono tener conto di una serie di aspetti e varianti (tasse di iscrizione, esami di ammissione, retta, libri e materiali di studio, vitto e alloggio, spese di viaggio, assicurazione sanitaria e spese personali) che possono far oscillare la spesa – per un anno di studi - tra i 13.000 e i 45.000 dollari. Per maggiori informazioni a riguardo si consiglia di consultare il sito della US Journal Academics.

La necessità del “visto”

Il passaporto è un documento di viaggio universalmente riconosciuto che certifica la nostra identità al momento di passare le frontiere. Da documento ordinario quale è, può richiederlo qualsiasi cittadino, anche minorenne. Se, infatti, una volta esisteva per i minori la possibilità di essere “registrati” sul passaporto dei genitori, con il nuovo passaporto elettronico tale possibilità è scomparsa definitivamente. Il passaporto è un titolo necessario per passare le frontiere di tutti quegli Stati non europei che sono riconosciuti dall’Italia. Il passaporto, inoltre, certifica esattamente la cittadinanza primaria dello studente suo proprietario, nonché l’autorità competente che ha rilasciato il documento.

Da dopo i tragici eventi connessi agli attentati terroristici del 2001, gli Stati Uniti sono diventati chiaramente più ferrei per quanto riguarda l’ingresso degli stranieri sul suolo nazionale. Perciò l’essere possessori di un passaporto è un dato necessario ma non sempre sufficiente per mettere piede negli Stati Uniti. Spesso bisogna infatti essere muniti di un visto, rilasciato da autorità americana, che certifichi lo scopo della nostra presenza negli U.S.A.

Esistono visti tra i più diversi, da quelli emessi per turismo (che, solitamente, non hanno mai durata superiore ai due o tre mesi) a quelli validi per motivi di lavoro, che possono restare validi, invece, anche per diversi anni. Il visto, sostanzialmente, corrisponde a quello che da noi è comunemente conosciuto come “permesso di soggiorno”.

Esenzione dal visto

L’unico tipo di passaporto emesso, a partire dai primi esperimenti dell’anno 2007, è però il nuovo modello denominato “passaporto elettronico”. Il passaporto elettronico è dotato, in calce, di un microchip visibile che consente di certificare all’istante una serie di dati immessi elettronicamente all’interno del microprocessore, quali ad esempio la fotografia del richiedente, i suoi dati anagrafici primari, l’Autorità che ha rilasciato il documento e, novità non presente nei normali passaporti, le impronte digitali del richiedente, prelevate all’interno di una sede della Questura.

Queste informazioni sono d’obbligo per tutti i soggetti che desiderino fare ingresso negli Stati Uniti senza visto. Infatti, grazie al suddetto microchip, che rientra all’interno del Visa Waiser Program, tramite il passaporto elettronico gli italiani potranno usufruire del beneficio di esenzione dal visto.

Tipologie di passaporto

Oltre ai documenti di viaggio rilasciati dalle autorità delle singole nazioni ai loro cittadini per l'espatrio, esistono particolari tipologie di passaporti speciali.

Lasciapassare

I funzionari delle Nazioni Unite sono dotati di lasciapassare (Laissez Passer) emessi dall'ONU che conferiscono ai portatori alcune immunità.

Passaporto Diplomatico

Per il personale diplomatico vengono emessi passaporti diplomatici (o "passaporti neri") che li identificano come rappresentanti diplomatici del loro paese. Possedere un passaporto diplomatico solitamente conferisce immunità diplomatica, e quindi l'esenzione da certe formalità (per esempio i bagagli non vengono perquisiti) e altre immunità nei confronti delle leggi locali. I passaporti diplomatici sono rilasciati ai funzionari di rango delle ambasciate, dei consolati e dei consolati onorari e in particolari circostanze possono essere rilasciati anche a privati cittadini.

Passaporto di servizio

I passaporti di servizio sono versioni leggere o ridotte dei passaporti diplomatici rilasciati, per esempio, al personale di pubbliche amministrazioni che presta servizio all'estero senza ricoprire un incarico che giustifichi il rilascio di un passaporto diplomatico.

Passaporto ufficiale

Alcuni stati emettono passaporti ufficiali per alcuni dei loro dipendenti statali quando viaggiano per scopi ufficiali. I portatori di questi passaporti possono in certi casi necessitare di un visto d'ingresso, mentre i portatori di passaporti normali non ne hanno bisogno. Caso esemplare è quello della Francia, dove i passaporti ufficiali necessitano di visto per i viaggi d'affari brevi.

Casi eccezionali: rifugiati e apolidi

Gli apolidi (persone sprovviste di cittadinanza), così come definiti dalla Convenzione di New York del 28/09/1954 e i rifugiati (coloro che hanno ottenuto asilo, così come definiti dalla Convenzione di Ginevra del 28/07/1951), viaggiano internazionalmente con documenti di viaggio emessi dal Paese che ha riconosciuto lo status. Questi sono accettati al posto del passaporto dal tutti gli Stati che hanno sottoscritto le relative Convenzioni.





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