La quattordicesima è riconosciuta al lavoratore una volta all'anno (nel periodo tra giugno, luglio e agosto. Per il giono specifico dipende dall'azienda). Il calcolo della quattordicesima si basa sulla retribuzione mensile fissa qualora il contratto di lavoro duri da almeno 12 mesi.

Si tratta infatti di uno stipendio extra la cui precisa regolamentazione dipende essenzialmente dai contratti collettivi nazionali. Tuttavia, tutti questi accordi concordati su alcune caratteristiche che qui vengono riportate.

Il profilo fiscale: a quanto ammonta l'importo in busta paga? Chi ne ha diritto?

Il calcolo della quattordicesima non differisce da quello della tredicesima: basta, infatti, fare riferimento ad una mensilità ordinaria epurandola da tutte le voci extra (indennità mensili, buoni pasto, ticket vari e così via).

Visto che si tratta di una mensilità vera e propria, occorre considerare anche i giorni d'assenza giustificata del lavoratore.
Se, come si diceva, il periodo di lavoro è pari ad almeno un anno, allora il calcolo è semplice; se, invece, il periodo del contratto è inferiore, si deve calcolare una media relativa al periodo di occupazione in proporzione ai mesi di lavoro.

Per tutto quello che riguarda contributi e profilo fiscale, la quattordicesima non differisce dalle altre mensilità: prevede infatti gli imponibili come tutti gli altri stipendi.

La maturazione della quattordicesima per i pensionati (quindi non solo per il commercio)

Al calcolo della quattordicesima sono interessati anche i pensionati. Alcuni di loro, infatti, possono aspirare a ricevere questa mensilità aggiuntiva.

La legge 127 del 2007, modificando la legislazione precedente, ha introdotto la possibilità per i pensionati che abbiano certi requisiti di godere di questa possibilità.

Possono beneficiarne i pensionati con un'età pari o superiore a 64 anni titolari di una pensione erogata da: assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti; gestione pensioni per coltivatori diretti, mezzadri, coloni, artigiani, esercenti attività commerciali; appartenenti al clero; chi ha un assegno di invalidità.

Per quello che riguarda i requisiti, oltre a quello anagrafico, vi è quello reddituale. Il reddito dell'interessato non può superare di 1,5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (e quindi non in disoccupazione). Il tipo di quattordicesima, poi, dipende anche dall'anzianità contributiva: chi ha più contributi, può sperare in una mensilità maggiore.

È utile notare che il confronto fra il reddito e il Fondo pensioni è posteriore all'erogazione della somma: può succedere – ed è notizia di questi mesi – che l'Inps richieda la restituzione della somma.

La retribuzione e il calcolo esatto. A chi spetta?

Con una circolare l’Ente previdenziale INPS ha diramato i criteri e quanto spetta per la quattordicesima ai pensionati per l’anno 2014. La mensilità extra sarà beneficiata da coloro nati prima del 1 gennaio 1951 e per l’ammontare della somma bisogna prendere in considerazione alcuni fattori, uno dei quali è l’anzianità di servizio.

Fino a 15 anni di contribuzione la somma infatti sarà pari a 366 euro, che diventano 420 euro tra 15 e 25 anni di contributi per arrivare infine a 504 euro oltre i 25 anni di versamenti. In questo calcolo rientrano solo alcune tipologie di reddito mentre sono esclusi altri trattamenti, come indennità di accompagnamento, reddito di abitazione, trattamenti di fine rapporto più tutti quei redditi inclusi nella circolare 268 del novembre 1991 (come per esempio le pensioni di guerra o indennità per ciechi parziali o sordi prelinguali).

La crisi della mensilità extra e dell'assegno sociale. La tassazione

Purtroppo anche in questo campo si sentono e si ascoltano storie di lavoratori che non percepiscono questa mensilità extra nei tempi dovuti o non la percepiscono proprio. Nonostante sia in essere un contratto, infatti, i dipendenti sono costretti ad aspettare mesi per ricevere questa somma aggiuntiva (stesso discorso vale anche per la tredicesima) o di non riceverla affatto a causa della crisi economica dei datori di lavoro che non gli permette di pagare questi stipendi ai propri dipendenti. Questo aspetto va a incastrarsi nel discorso più generale del ritardo nel pagamento degli stipendi: succede che comunque i dipendenti siano pagati ma non si sa quando e questo provoca una situazione non positiva per il lavoratore, che tuttavia ha delle scadenze da dover rispettare, come il mutuo, le bollette o le spese di mantenimento dei figli.

Ormai infatti sempre più aziende si ritrovano con poca liquidità in cassa e annunciano ai lavoratori che i salari saranno versati in ritardo. Nei casi più gravi invece si arriva al non riconoscimento della mensilità extra, il che fa scoppiare polemiche e scioperi da parte del personale. Un esempio recente è testimoniato dalla Securpol Security che ha indetto uno sciopero generale per la mancanza del pagamento di tre salari, compresa la fatidica quattordicesima. Chiaro che situazioni di questo tipo portano solo malcontento e ansia tra i lavoratori, non sicuri neanche quando hanno un contratto firmato.

 

 





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