Il calcolo della tredicesima si effettua a dicembre, tenendo in considerazione la retribuzione prevista per quel mese. Nel caso in cui il contratto di lavoro sia stato rescisso (dal datore di lavoro o dal dipendete non importa), viene considerato l’importo dello stipendio percepito l’ultimo mese di lavoro.

Periodo di maturazione

Nel calcolo della tredicesima sono da considerare tutti i periodi (di lavoro e non) in cui essa matura. Tali lassi temporali comprendo anche gli archi di tempo di assenza (che dunque vengono comunque retribuiti) come:

  • maternità, compreso l'eventuale periodo di astensione anticipata (art. 22 D. lgs. n. 151/01)
  • congedo matrimoniale (RDL n. 1334/37)
  • ferie, festività, ex festività, riduzioni contrattuali dell'orario di lavoro e permessi retribuiti
  • malattia nei limiti del periodo contrattualedi conservazione del posto
  • infortunio e malattia professionale nei limiti del periodo di conservazione del posto
  • cassa integrazione guadagni ad orario ridotto
  • riposi giornalieri per allattamento

Non rientrano nel calcolo della tredicesima dunque i periodi temporali di assenza non retribuita in base al c.c.n.l. (es. periodo di leva e sciopero) e neanche gli assegni familiari.

Importi da detrarre nel calcolo

Dall’importo ottenuto dal calcolo della tredicesima sono da detrarre anche possibili anticipazioni di ratei versati per l’Inail, come ad esempio quelli relativi all'indennità (in caso di infortunio) o quelli che riguardano l’Inps per l’indennità dovuta a malattia o maternità.

Dal calcolo della tredicesima vanno poi detratti i contributi sociali e le ritenute fiscali. I contributi previdenziali sono obbligatamente versati dal datore di lavoro per una percentuale della tredicesima pari alle aliquote previste per il mese di dicembre dell’anno in corso. Tutti gli apprendisti, invece, sono soggetti a versare direttamente il contributo sociale del 5,54%.

In ultimo, dal calcolo della tredicesima è necessario detrarre le ritenute fiscali in base alle aliquote previste nel mese di erogazione senza includere le deduzioni d’imposta che, con cadenza mensile, si applicano solo al salario standard.

Considerando la tredicesima un diritto del lavoratore che ne beneficia con continuità ed in modo non occasionale, la tredicesima concorre a definire l’importo da riconoscere al dipendente nel caso della fine del rapporto di lavoro (TFR); salvo diversa previsione dei c.c.n.l.

Tredicesima per le collaboratrici domestiche

Anche i collaboratori e le collaboratrici familiari, nonché le badanti in regola, hanno diritto alla tredicesima mensilità. Deve essere calcolata in base alla retribuzione base, suddivisa per 12 e moltiplicata per il numero effettivo dei mesi in cui si è prestato lavoro. Il pagamento della stessa, da parte del datore di lavoro, deve essere effettuata durante il mese di dicembre. Non c'è bisogno di aver lavorato un intero anno: la somma sarà calcolata sui mesi in cui si è prestato servizio, e può maturare anche in caso di assenze dovute a malattia o maternità.

E per la quattordicesima?

Per alcuni settori appartenenti a determinati contratti nazionali (come ad esempio quella del commercio), oltre alla tredicesima è prevista anche da tempi più recenti la cosiddetta quattordicesima mensilità. La sua applicazione dipende prevalentemente dal tipo di contratto specifico, e non è valida per tutti i settori di una particolare categoria contrattuale.

Anche per quanto riguarda il periodo ed il regolamento relativo alla sua maturazione, si fa riferimento al particolare CCNL, in cui sono indicati tutti i riferimenti normativi e le categorie che ne hanno pienamente diritto. Uno degli elementi, ad esempio, che non può essere definito in maniera obbligatoria dalla legge, come avviene per la tredicesima, è il cosiddetto Elemento Distinto della retribuzione, ovvero l'EDR.

La sua presenza, all'interno del calcolo della quattordicesima, viene dunque demandato alla specifica contrattazione.

Chi dunque ha diritto a questa ulteriore somma, potrà averne disponibilità durante il periodo estivo, a cavallo di giugno e luglio, ed viene calcolata in base a determinati parametri che si rifanno ai precedenti dodici mesi di retribuzione “normale”.

 



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