Il contratto CO CO PRO è nato dalla Legge Biaggi come sostituzione del contratto di collaborazione coordinata e continuativa. In realtà il co.co.pro. è stato introdotto proprio per limitare le collaborazioni coordinate e continuative, forme contrattuali che nascondevano dei rapporti di lavoro subordinato in cui il dipendente risultava essere un costo ridotto per il datore di lavoro rispetto al lavoratore dipendente.

I contratti di lavoro a progetto devono avere la forma scritta (al contrario delle co.co.co.) e devono definire:

  • il contenuto del progetto o programma di lavoro (o delle fasi di esso);
  • il corrispettivo (e i criteri per determinarlo);
  • i tempi e le modalità del pagamento;
  • la disciplina dei rimborsi spese;
  • le modalità del coordinamento con il committente relative all’esecuzione, anche temporale della prestazione lavorativa;
  • le eventuali misure per la tutela e la sicurezza del collaboratore a progetto.

Quanto durano questo tipo di accordi lavorativi?

Possono essere rescissi dal datore di lavoro prima della scadenza per due motivi: per giusta causa e per eventuali causali, che il datore può richiedere di inserire nei contratti a progetto. Inoltre, in caso di malattia o infortunio del collaboratore, il datore di lavoro può interrompere il contratti a progetto anche prima della sua scadenza. Se pensi di allora leggi i nostri approfondimenti su come scrivere un curriculum vitae e su come presentare la lettera di dimissioni.

Co.co.co: scopriamo di cosa si tratta

I collaboratori coordinati e continuativi, abbreviati in co.co.co sono, invece, una categoria di lavoratori che sta a metà tra il lavoro svolto in autonomia e il lavoro dipendente.
Probabilmente vi starete chiedendo come sia possibile e la realtà è che nonostante questi lavoratori abbiano piena autonomia nello svolgimento dell’attività lavorativa, vengono spesso contattati da numerose aziende come fossero dei dipendenti qualsiasi, senza però le tutele di un vero e proprio contratto.
Dal 2003, però, non si parla più di co.co.co ma questi sono confluiti nel nuovo co.co.pro di cui abbiamo già discusso, proprio perché considerati una forma di lavoro atipica e quindi difficile da gestire dal punto di vista legislativo.
L’INPS ha quindi fissato dei requisiti che sono:

  • L’autonomia: il lavoratore in questione deve decidere in maniera autonoma i tempi e le modalità necessari per svolgere l’attività che gli è stata commissionata, tenendo conto dei mezzi a disposizione;
  • Coordinamento del proprio intervento in linea con le modalità di gestione dell’azienda da parte del committente;
  • Continuità nell’offrire la propria prestazione per tutta la durata del periodo prescelto;
  • La retribuzione deve essere scelta dal committente e stabilita periodicamente.

Prima di quest’anno vi era anche una sotto-tipologia di co.co.co che viene definita “mini co.co.co”, termine con cui si indica il lavoro coordinato e continuativo occasionale ed anche in questo caso è risultato necessario chiarire il tipo di collaborazioni che ne fanno parte.
SI tratta infatti di quelle collaborazioni a portata limitata e che possono essere applicate da uno stesso committente anche durante lo stesso anno, a patto però che la durata complessiva non risulti superiore ai 30 giorni ed il compenso non superi i 5.000 euro.
Come avrete ben capito si tratta di una forma di contratto estremamente simile al co.co.co, l’unica differenza riguarda i limiti temporali e retributivi.
Il Jobs Act ha però abolito i mini co.co.co e quindi ad oggi non è più possibile trovare delle figure professionali con questo tipo di caratteristiche.
I collaboratori coordinati e continuativi, co.co.co e co.co.pro. nel 2020 possono ricorrere alla nuova indennità di disoccupazione, ma per farlo devono essere stati licenziati per una giusta causa, non avere una pensione, non essere titolari di una partita IVA e altri requisiti di cui potrete trovare informazione negli uffici appositi prima di presentare domanda di disoccupazione.
Come avrete capito il mondo del lavoro può essere complesso, ricco di sfumature e non sempre delineato e fatto di contratti e prestazioni.

Modifiche del contratto a progetto

firmare un contratto a progetto

Il contratto di collaborazione è stata una delle tipologie contrattuali più discusse ma anche più utilizzate dalle aziende negli ultimi anni. Gli interventi della riforma sono volti a favorire una restrizione dell'utilizzo di questa forma contrattuale, andando a rendere più rigide le discipline delle collaborazioni coordinate e continuative..

Per scoraggiare l'uso di questa pratica, il governo ha previsto una serie di disincentivi da attualizzare sia in sede normativa che per quanto riguarda i contributi ad essa afferenti. 

Innanzitutto, è prevista dal punto di vista normativo una ridefinizione del concetto di contratto a progetto, in maniera più stringente: il contratto a progetto non deve essere infatti una semplice riproposizione dell'oggetto sociale da parte dell'azienda o impresa committente; inoltre verrà abolito il concetto di programma, mentre sarà introdotto il concetto di presunzione relativa, per quanto riguarda la subordinazione della collaborazione in caso di una attività a progetta simile ad una già svolta in precedenza con una stessa azienda committente, da parte dello stesso lavoratore.

Per scoraggiare il recesso del committente prima della scadenza o del completamento del progetto, viene eliminata la possibilità di introdurre clausole di tipo di individuale.

Un ultimo provvedimento in sede disciplinare sulla riforma del contratto a progetto, riguarda una chiarificazione della norma sul regime delle sanzioni, l’art. 69, comma 1, del d.lgs. n. 276/2003,

Modifiche sul regime contributivo del contratto a progetto

riforma contratti a progetto

Per quanto riguarda l'ambito dei contributi, nella riforma del contratto a progetto in corso si va verso l'introduzione di una maggiorazione dell'aliquota contributiva attualmente a favore della gestione separata dell'INPS: questo per ottimizzare l'avvicinamento alle aliquote che sono attualmente in atto nel lavoro di tipo dipendente.

Contratto a progetto: cosa cambia con Renzi?

Le novità previste nel Jobs Act hanno come scopo quello di cambiare le modalità dei contratti a progetto in una riforma che punta anche a ridurre il tanto famoso articolo 18. Partendo dal primo punto, l’esecutivo ha esteso la durata di questa tipologia di contratti fino a 36 mesi (prima l’arco di tempo era fissato a un anno) con la possibilità di proroga all’interno di questo lasso di tempo di otto volte massimo. Il numero di coloro che possono essere assunti tramite il contratto a progetto non deve superare la soglia del 20% per cui se un’azienda ha dieci dipendenti, due lavoratori possono essere integrati con questa forma di contrattualizzazione. Per le imprese con meno di cinque dipendenti, si può assumere un lavoratore sotto questa tipologia di contratto. Per quanto riguarda invece l’articolo 18, l’intenzione del Governo è quella di stiupulare un contratto unico a tutele crescenti per il quale nei primi tre anni viene abolito l’articolo 18, con il lavoratore che dopo questo arco di tempo torna ad avere i benefici della legislazione per quanto concerne il licenziamento e l’eventuale reintegro.

Le critiche sul mercato del lavoro

I contratti a progetto hanno scatenato in questi anni molte polemiche e dibattiti: è veramente una soluzione utile oppure è solo un incentivo alla precarietà, con i giovani che non possono organizzarsi il futuro visto che non possono contare su un contratto indeterminato? E’ la flessibilità il futuro di questo Paese? Gli ultimi dati sulla disoccupazione sono abbastanza allarmanti visto che la quota ha superato il 12%, percentuale raddoppiata rispetto al 2007. Si stima che la maggior parte dei contratti stipulati avvenga proprio attraverso la forma a progetto che se da una parte aiuta gli occupati dall’altra ovviamente non gli permette di crearsi un futuro, soprattutto se tutto ciò avviene per un vantaggio del datore di lavoro di non contrattualizzare nessuno a tempo indeterminato.

C’è anche il nodo delle tasse che pesa come un macigno: le imposte sono molto alte e una defiscalizzazione in materia permetterebbe agli imprenditori di poter investire più risorse sull’assunzione di dipendenti, che a loro volta troverebbero un’occupazione stabile, con la conseguente rinascita del consumo e dell’economia visto che ci sarebbero più soldi all’interno del sistema. Diventa ovvio pensare quindi che il limite posto da Renzi sia stata una scelta dettata dall’abuso di questa forma di contrattualizzazione. Il dibattito in sede parlamentare è ancora tutto da sciogliere e bisognerà aspettare le prossime mosse dell’esecutivo per capire bene la portata e i benefici sulla comunità di questo prospetto di riforma del mercato del lavoro.

Definizione di collaboratore autonomo

Il lavoratore deve svolgere il suo operato in maniera autonoma e non dovrebbe essere sottoposto al potere direttivo del superiore.

E' legato ad un progetto ed al suo risultato. Il programma del progetto può anche includere solo un risultato parziale che, collegato ad altre attività aziendali, risulta necessario a raggiungere un risultato finale. L’attività definita dal CO CO PRO può anche essere collegata a un'attività secondaria dell’impresa.

Il contratto CO CO PRO ha degli elementi cardine che sono:

  • la definizione di un programma, un progetto o una fase;
  • la mancanza di un rapporto di subordinazione;
  • l’indipendenza (almeno teorica) del lavoratore nello svolgere la sua attività;
  • il coordinamento con il datore di lavoro e l’organizzazione aziendale;
  • la durata del co.co.pro determinata o determinabile;
  • l’irrilevanza del tempo impiegato per l’esecuzione della prestazione.

Retribuzione CO CO PRO: calcolo dello stipendio mensile

La retribuzione (contratto a progetto) è legata, in tutto o in parte, al raggiungimento degli obiettivi fissati nel programma di lavoro. A volte la retribuzione co.co.pro non è calcolata in base al numero di ore spese nel rapporto di collaborazione.

Il sistema normativo riconosce un ampio potere discrezionale al datore di lavoro nel stabilire la retribuzione co.co.pro. del lavoratore. In base alle valutazioni del committente, la retribuzione co.co.pro è esclusivamente legata al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

L’Art. 62 della Legge Biagi stabilisce la forma del contratto e “il corrispettivo e i criteri per la sua determinazione, nonche' i tempi e le modalità di pagamento ela disciplina dei rimborsi spese”. 

Differenze con il Co.co.co. 

Il contratto progetto (co.co.pro) è nato dalla Legge Biaggi come sostituzione del contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Ad oggi le co.co.co. non sono state totalmente abrogate e continuano ad essere forme contrattuali di lavoro nei seguenti casi:

CO CO PRO

  • per gli amministratori di società;
  • per i partecipanti a collegi e commissioni;
  • per coloro che percepiscono pensione di vecchiaia;
  • per prestazioni nei limiti di 30 giorni e 5 mila euro annui.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la Legge Biagi al fine di ridefinire il settore dei contratti di lavoro individuale conosciuti come collaborazioni coordinate e continuative ("co.co.co."). Tale tipologia di contratto è stata a lungo uno metodo di gestione delle risorse umane ambiguo. Con i CO CO PRO nasceva tra il datore di lavoro ed il lavoratore, un tipo di rapporto a metà tra il contratto di lavoro autonomo e quello subordinato.

Con i co.co.co. i datori di lavoro non dovevano sostenere gli oneri tipici del contratto di lavoro subordinato (es. ore di lavoro straordinario, contributi previdenziali).

Anche i co.co.pro rendono sempre più sporadico e importante il ricorso a contratti di lavoro subordinato. 

Potrebbe interessarti

Pensione Enasarco: ecco la riforma e tutte le sue novità

Immagine esemplificativa utilizzata all'interno dell'articolo Pensione Enasarco: ecco la riforma

La Fondazione Enasarco, istituita nel 1938, è l' Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e Rappresentanti di Commercio; grazie alla pensione Enasarco, gli oltre 100.000 agenti e rappresentanti di commercio (che lavorano a commissione) che abbiano concluso la loro esperienza lavorativa, possono usufruire di formule pensionistiche integrative. Di seguito un approfondimento sul regolamento da rispettare per usufruirne.

Come scrivere un autocertificazione e i casi in cui utilizzarla

La dichiarazione sostitutiva di certificazione può essere necessaria anche nel campo lavorativo.

CCNL per i pubblici servizi: vediamo di cosa si tratta

CCNL per i pubblici servizi: vediamo di cosa si tratta

Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro dei Pubblici Servizi è un documento fondamentale che definisce i rapporti lavorativi tra datori di lavoro, lavoratori e categorie sindacali che operano in questo settore.

Non bloccare la Pubblicità

Il tuo Browser blocca la nostra pubblicità? Ti chiediamo gentilmente di disattivare questo blocco. Per noi risulta di vitale importanza mostrarti degli spazi pubblicitari. Non ti mostreremo un numero sproporzionato di banner né faremo in modo che la tua esperienza sul nostro sito ne risenta in alcun modo.Ti invitiamo dunque ad aggiungere il nostro sito tra quelli esclusi dal Blocco della tua estensione e a ricaricare la pagina. Grazie!

Ricarica la Pagina

Avviso sul Copyright

I contenuti di questo sito web sono protetti da Copyright. Ti invitiamo gentilmente a non duplicarli e a scriverci a info [@] elamedia.it se hai intenzione di usufruire dei servizi erogati dalla nostra Redazione.

Protected by Copyscape

I più condivisi

Testo Legge Biagi: spiegazione della piaga dei contratti a progetto

testo di legge biagi

Il testo della Legge Biagi, nota anche come Legge 30 fa riferimento ad uno dei giuslavoristi che hanno contribuito alla sua stesura, è stata promulgata nel febbraio del 2003, e si occupa di Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro.

Il lavoro del nutrizionista: l'esperto del dimagrimento

Il lavoro del nutrizionista

Quando si intraprende una dieta è bene non fare di testa propria, affidandosi a regimi alimentari dietetici fai da te, ma rivolgersi a un bravo nutrizionista.

Come scegliere la piattaforma di e-commerce più adatta al proprio business

ecommerce.jpg

Come scegliere la piattaforma di e-commerce più adatta al proprio negozio on line? Prima di iniziare e avviare un business sul web, occorre prestare attenzione ad alcuni fattori per scegliere al meglio la piattaforma più adatta. Vediamo insieme come orientarsi nella scelta e poter creare facilmente il proprio negozio on line.

Leggi anche...

Busta paga per la badante: regolarizza l'assistente domestica!

Busta paga per la badante

La figura della badante si occupa di fornire assistenza presso il domicilio degli anziani; molto utilizzata in Italia, gode di regolare inquadramento. Prima di soffermarci ad analizzare gli elementi che costituiscono la busta paga della badante, approfondiremo alcune notizie circa questa risorsa così preziosa per la società odierna.

Leggi anche...

CCNL dirigenti: conosci le norme e i livelli connessi a questo contratto?

CCNL dirigenti: immagine esemplificativa

Il lavoro dei dirigenti è connesso al ruolo manageriale dell'azienda. Equivale al ruolo di subordinazione diretto all'imprenditore. Tale lavoro può essere svolto nel settore pubblico e privato. Il CCi, all'art. 2095, include questo lavoro nella categoria dei lavoratori subordinati.