Oggi vi presentiamo un approfondimento in cui vi faremo capire nel dettaglio come diventare agente di commercio. Per poter accedere a questa professione è necessario che l'interessato disponga di una serie di caratteristiche e competenze; vedremo a seguire in cosa consistono.

Le mansioni principali

Il lavoro di un agente di commercio comporta di:

  • recepire gli ordini; riscuotere i crediti;
  • occuparsi della consegna della merce;
  • ricercare il committente e definire il contratto;
  • assistere la clientele e dare consulenza in merito alle più idonee modalità di pagamento (leasing, rate, ecc.);
  • valutare reclami da parte dei clienti;
  • collaborare con il produttore per lo studio delle tendenze di sviluppo del mercato.

Le caratteristiche del buon agente di commercio

Come diventare agente di commercio

Le caratteristiche per intraprendere la professione di agente di commercio sono:

  • il possesso di nozioni informatiche
  • capacità relazionale;
  • conoscenza delle strategie di Customer Service e del software di CRM (Customer Relationship Management).

Un buon agente di commercio deve, dunque, possedere specifici requisiti morali e professionali. Per quanto riguarda i requisiti morali, il professionista in questione deve risultare che:

  • Non è stato interdetto o inabilitato;
  • Non è stato sottoposto a misure preventive anti-mafia o avere condanne in corso o pendenti;
  • Non aver subito condanne per aver commesso reati contro la pubblica amministrazione, gli organi della giustizia o contro la fede, l’economia, l’industria e il commercio, così come non aver commesso reati di omicidio volontario, furto, rapina, truffa o altro reato punibile con la detenzione da 2 a 5 anni.

Relativamente ai requisiti professionali è richiesto il possesso (alternativo):

  • del diploma con indirizzo commerciale; o
  • laurea in discipline economiche o giuridiche; o
  • avere esperienza di lavoro come rappresentante di commercio; oppure
  • essere dipendente da almeno due anni e egli ultimi 25 anni come addetto al settore delle vendite; o
  • aver svolto attività di intermediazione finanziaria nei settori di interesse creditizio o fiduciario per almeno due anni consecutivi negli ultimi 5 di lavoro.

È chiaro che non possono esercitare la professione di agente di commercio chi è già un lavoratore dipendente di un’impresa o ente pubblico o privato e che svolge già la professione di agente di affari di mediazione.

Aspiranti agenti di commercio privi di titoli di studio

Gli aspiranti agenti che non siano in possesso del titolo di studio o non abbiano ancora l'esperienza lavorativa che possa abilitarli, dovranno dunque rivolgersi a questo tipo di strutture.

Dal punto di vista fiscale, un agente di commercio è sostanzialmente un lavoratore autonomo con partita IVA, per cui, il primo adempimento da fare è la richiesta presso la Camera di Commercio competente per il proprio territorio di residenza di apertura di una Partita IVA tramite la compilazione del modello AA9 (se attività svolta in forma di impresa individuale) oppure il modello AA7 (se attività svolta in forma societaria). La richiesta può essere svolta anche online tramite la procedura “Comunica” presso il Registro delle Imprese. L’iscrizione al Registro delle Imprese prevede la presentazione della S.C.I.A., la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La domanda si presenta in forma telematica a cui si allegano il contratto di agenzia utilizzato e i documenti attestanti il possesso dei requisiti morali e professionali sora elencati richiesti. Per coloro che hanno conseguito un titolo all’estero, occorre allegare il riconoscimento da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

L’aspirante agente di commercio deve, infine, scegliere di quale regime contabile avvalersi tra:

  • il regime ordinario; 
  • il regime semplificato;
  • il regime agevolato dei minimi (secondo D.L. n. 98 del 2011);
  • il regime agevolato delle nuove iniziative produttive.

Cos’è l’Enasarco e come funziona

L’Enasarco, acronimo che sta Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio, è – per definizione – l’ente di previdenza sociale di questa specifica categoria professionale. Una previdenza privata, quindi, considerata un’integrazione a quella pubblica erogata dall’INPS. Pur trattandosi di previdenza integrativa, tuttavia, per queste professioni è da considerarsi obbligatoria. Ma vediamo insieme come funziona l’Enasarco e quali servizi eroga. Come dicevamo, quindi, tutti gli agenti di commercio e i rappresentanti sono tenuti a iscriversi a questa cassa, sono obbligati all’iscrizione anche gli agenti italiani che lavorano all’estero per aziende italiane.

L’iscrizione è obbligatoria sia per chi lavora individualmente che per chi fa l’agente in modo societario. Il primo obbligo che comporta l’iscrizione è ovviamente il versamento dei propri contributi al fondo. Tradotto in parole povere, questo significa che gli agenti di commercio e i rappresentanti dovranno, in modo sistematico e programmato, versare i propri contributi sia all’Enasarco, in quanto propria cassa di previdenza sociale, che all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Quindi, una contribuzione maggiore rispetto a chi, pur professionista, è tenuto alla sola iscrizione all’INPS, e nello specifico alla gestione separata dell’ente. Una situazione differente, tuttavia, anche da altre categorie professionali, come ad esempio i giornalisti, che sono tenuti invece alla sola iscrizione all’INPGI, come proprio ente di previdenza sociale. Questa cifra viene calcolata in base allo stipendio, alle provvigioni e a tutte le somme corrisposte. L’Enasarco serve, fondamentalmente, a erogare la pensione di vecchiaia e la rendita contributiva. La prima è piuttosto nota e popolare e consiste sempre in una prestazione che va a integrare quella erogata dall’INPS.

Come accade per tutte le categorie professionali, anche per gli agenti di commercio e i rappresentanti, la pensione di vecchiaia scatta nel momento in cui si raggiunge una certa anzianità di contributi, che deve essere di almeno 20 anni di contributi, 65 anni di età per l’uomo e 62 per la donna. Inoltre, per tutti i professionisti iscritti all’ente dopo il 1° gennaio 2012, dopo il compimento dei 65 anni e a partire dal 2020, si aggiunge anche una rendita reversibile che viene calcolata con il sistema contributivo con una riduzione del 2% per ogni anno che manca al compimento della quota 90. Infine, la cosiddetta rendita contributiva consiste in una prestazione istituita recentemente che consente anche agli agenti di commercio che non hanno ancora 20 anni di contribuzione di poter avere una prestazione che vada direttamente a carico del fondo.

Quanto guadagna un agente

In quanto lavoratore autonomo, l’agente di commercio non riceve uno stipendio fisso e viene sostanzialmente retribuito a parcella/onorario o con provvigioni. L’agente promuove gli affari per conto di un’azienda presso la quale presta il proprio servizio e pertanto concorda una retribuzione con il datore di lavoro al momento della stipula del contratto di intermediazione, calcolato anche in base al fatturato della ditta stessa da rappresentare.

 

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