Il contratto con partita Iva prevede in primis l'inserimento del lavoratore, con annessa iscrizione, alla Gestione Separata dell'Inps.. Molte persone, oggi più che nel passato, tendono a lavorare con diverse tipologie di contratto, da quello a tempo indeterminato tradizionale fino a quello cosiddetto con partita Iva. Ciascun genere di forma contrattuale offre vantaggi e svantaggi. Un'attività a tempo indeterminato, ad esempio, consente di avere diverse garanzie e diritti e soprattutto un agognato posto fisso (meta desiderata da tanti giovani di oggi), ma presuppone il dover svolgere la propria attività sempre con lo stesso datore di lavoro. Una situazione pesante se non si dovesse andare d'accordo con quest'ultimo.

Il lavoro con partita Iva, invece, non limita l'attività ad un solo datore di lavoro, ma teoricamente ne potrebbe prevedere diversi e quindi esiste, da questo punto di vista, una maggiore varietà di rapporti professionali e soprattutto l'assenza di una subordinazione. Lo svantaggio in tal caso è la minor presenza di tutele e diritti rispetto ad un contratto a tempo indeterminato. Tuttavia, la tipologia contrattuale a partita Iva è scelta spesso da coloro che non amano essere "subordinati" di qualcun'altro, bensì godere di maggiori libertà ed indipendenza di natura professionale.

Essendo comunque tante le persone che lavorano con tale regime, andiamo ad approfondire questa tematica e conoscerne meglio il settore, approfondendo quali siano le caratteristiche di questo ambito professionale, i suoi elementi peculiari e la normativa di riferimento. In altre parole, andiamo a scoprire, per chi non lo conoscesse, il complesso mondo delle partite Iva e di coloro che lavorano con questa tipologia di prestazione professionale.

Oggi diamo spazio ad un approfondimento che prende in esami i contratti con partita IVA che è possibile stipulare oggi. Il contratto in questione prevede in primis l'inserimento del lavoratore, con annessa iscrizione, alla Gestione Separata dell'Inps.

Con la terminologia "Partite Iva", generalmente, si intendono quelle prestazioni di natura professionale svolte da lavoratori autonomi e che offrono un qualche genere di servizio o la realizzazione di un'opera, in cambio di un corrispettivo in denaro. Il tutto senza nessun tipo di vincolo di subordinazione verso il committente. Un esempio di questa tipologia di lavoratori sono i liberi professionisti, i consulenti, i cooperatori e tutte quelle figure appunto professionalmente autonome.

Essenzialmente, per partita Iva si fa intendere il regime fiscale di riferimento di questo genere particolare di contratti, riconducibili in maniera indicativa all'articolo 2222 del Codice Civile, in cui si parla del contratto di prestazione d'opera. Altre norme importanti in questo ambito sono quelle contenute nella Legge 81/2017, che ha fornito una cornice maggiormente chiara e dettagliata di diritti e tutele di cui godono i professionisti che lavorano a partita Iva.

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Come si attiva la partita IVA: vediamo che tipi di problemi ci sono

Si attiva invece previa richiesta all'Ufficio Delle Entrate del luogo in cui si intende aprirla.

Quali sono le spese deducibili

Immagine esemplificativa contenuta nell'articolo Contratti con Partita Iva: ecco quali tipologie esistono

Aprire una partita Iva prevede da parte dell’interessato il pagamento di alcune spese di gestione, che sono generalmente dovute alla consulenza di un commercialista, un professionista che è anche in grado di aiutarvi a imparare come poter risparmiare l’Iva relativa alle spese legate all’attività, che sarà poi deducibile da quella che invece bisogna versare allo Stato. E’importante sapere che sono deducibile solo quelle spese che sono documentate attraverso una fattura, quindi titoli d’acquisto non intestati che sono stati utilizzati per lo svolgimento della propria attività lavorativa, non possono essere detratti. Le spese che sono deducibili si possono dividere in tre categorie, che sono illustrate nell’elenco che segue.

  • Spese deducibili per intero, sono riferite ad esempio alle spese per la cancelleria, l’energia elettrica, il riscaldamento dell’ufficio e l’acqua, i testi che servono per approfondimenti o aggiornamenti professionali, spese legate al pagamento di terzi ecc.
  • Spese per i beni strumentali, vale a dire gli strumenti o gli attrezzi che servono per prestare la propria attività lavorativa, ad esempio computer, auto o furgone, arredi per l’ufficio o per il laboratorio, stampanti ecc. Queste genere si spese sono detratte in diversi anni.

Come compilare una fattura

Il lavoratore libero professionista per ricevere il pagamento della somma dovutagli per il suo operato deve emettere una fattura, che deve avere delle precise caratteristiche, che sono riportate nell’elenco che segue.

  • Deve essere emessa solo al termine del lavoro richiesto e deve essere approvata dal committente.
  • Devono essere numerate e seguire uno specifico ordine cronologico. 
  • Deve riportare il nome, il cognome e la residenza sia del committente sia di chi ha eseguito il lavoro.
  • Deve essere presente una concisa e chiara descrizione del lavoro eseguito, le informazioni per stabilire l’imponibile, compresa l’Iva e i contributi previdenziali e l’importo.

Contratti con Partita Iva: Il contratto con partita Iva prevede in primis l'inserimento del lavoratore, con annessa iscrizione, alla Gestione Separata dell'Inps; non devono però farlo tutti coloro che appartengono già ad Albi professionali.

Un contratto comunque deve essere redatto in forma scritta e non vi possono essere inserite al suo interno eventuali clausole che prevedano, da un lato, modifiche delle condizioni in maniera unilaterale da parte del committente, e, dall'altro, la mancanza di un adeguato periodo di preavviso per eventuali prestazioni fornite in maniera continuativa. Un lavoratore soggetto a tali clausole vietate può adire alle vie legali per ottenere un risarcimento danni da parte del committente.  

 

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group