Contratto a tempo determinato e maternità? Cosa accade? Se il contratto di lavoro a tempo determinato scade, una lavoratrice ha diritto all’indennità INPS per la maternità anticipata o obbligatoria, in base a quanto sancito con la circolare ministeriale del 1 dicembre 2004.

L’indennità di maternità se scade il contratto viene riconosciuta secondo modalità differenti in base alla conclusione del rapporto di lavoro avvenuta da più di 60 o 120 giorni oppure meno. Difatti il parere del Consiglio di Stato numero 460/2003 evidenzia differenti casi. E’ utile sapere che, secondo la sentenza della Corte Costituzionale numero 405/2001 si ha il diritto all'indennità di maternità che viene riconosciuto pure nei casi di licenziamento di giusta causa, a causa di colpa grave verificatasi nel periodo di congedo per maternità.

Maternità e contratto scaduto da meno di 60 giorni

Per il computo dei 60 giorni, non vengono calcolate eventuali assenze per:

  • malattia o infortunio sul lavoro,
  • eventuali periodi di congedo parentale o per malattia del bambino relativi ad una precedente maternità o per accudire minori in affidamento,
  • il periodo di mancata prestazione lavorativa prevista dal contratto part-time di tipo verticale.

In questo caso di contratto scaduto da un periodo inferiore a 60 giorni rispetto alla dpp (data presunta del parto) il soggetto usufruisce dell'astensione di tipo obbligatorio (ovvero tre mesi dalla nascita del figlio).

Maternità e contratto scaduto da oltre 60 giorni

Nel caso il contratto sia scaduto da un periodo maggiore di 60 giorni da quando è iniziato il congedo per maternità, allora l’indennità di maternità viene riconosciuta dall’INPS qualora la lavoratrice risulti, alla data di inizio del congedo di maternità, sotto trattamento di disoccupazione. Questo prevede che venga sostituita l'indennità di maternità e dato il trattamento di disoccupazione. La stessa vale procedura per chi gode dell’indennità di mobilità.

Nei casi di scadenza del contratto da più di 60 giorni la data presunta del parto e entro 120 giorni con congedo anticipato per condizioni di lavoro o ambientali pregiudizievoli per la madre o il bambino (TU art. 17 comma 2, lett. b/c) o astensione anticipata per gravi complicazioni della gravidanza (TU art. 17 comma 2, lett. a), la lavoratrice usufruisce dell'anticipazione dell'interdizione fino alla fine del contratto di lavoro,a cui segue il diritto dell’indennità per il congedo obbligatorio (fino a tre mesi dalla nascita del bambino).

Contratto scaduto da oltre 120 giorni

Contratto a tempo determinato e maternità

In caso in cui il contratto è scaduto da più di 120 giorni dall’inizio del congedo per maternità:

con congedo anticipato per gravi complicazioni  della gravidanza (TU art. 17 comma 2, lett. a) si usufruisce della maternità anticipata e, se si verificano delle particolari condizioni mediche, anche dell’astensione obbligatoria fino ai tre mesi successivi il parto.

Stesso iter per i casi in cui il contratto di lavoro sia scaduto da oltre 120 gg. e rientrante nell'anno precedente (es: contratto scaduto 1 dic 2009 parto previsto 30 giu 2010) la data presunta del parto con congedo anticipato per gravi complicazioni  della gravidanza  (TU art. 17 comma 2, lett.a).





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