I compiti principali della Direzione Generale del Ministero del Lavoro si basano sul garantire e tutelare le condizioni di lavoro e sul mediare nelle situazioni di crisi d’impresa e nelle vertenze nazionali di lavoro. Per svolgere i suoi compiti, la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro segue un iter:

  • in primis, analizza le controversie collettive per redigere o rinnovare i CCNL,
  • segue le fasi della conciliazione nei casi di controversie collettive sul lavoro,
  • tratta le procedure di mobilità applicando gli articoli 4 e 24 della legge 223/91 e le procedure di consultazione sindacale ai sensi del D.P.R. 218/00 (Cassa Integrazione Guadagni),
  • esperisce i tentativi di conciliazione in applicazione della legge 83/2000.

I motivi che portano alla vertenza

Sono diversi i motivi che possono portare il lavoratore a una vertenza, ossia a una denuncia, relativo al posto di lavoro. Ecco alcuni esempi: mancanza di retribuzione dello stipendio o incentivo a firmare una busta paga con salario diverso da quello che realmente si è percepito, non riconoscimento della malattia o infortuni, non riconoscimento dell’indennità per la maternità, non aver percepito le ore di straordinario, anomalie per ciò che riguarda i giorni di ferie, non aver percepito il TFR (ossia il Trattamento di Fine Rapporto). E’ consigliabile in caso di vertenza di contattare dei sindacati o dei commercialisti di fiducia che conoscano le leggi in modo dettagliato e farsi dare di conseguenza dei giusti suggerimenti su come proseguire la denuncia nei confronti dei datori di lavoro.

La Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro si divide in due divisioni in base alla tipologia di soggetti che prendono parte alla controversia. Nel dettaglio:

  • Divisione VII – Controversie di lavoro nel settore agricolo e dei servizi, tutela dei diritti sindacali, sciopero nei servizi pubblici essenziali
    Via Fornovo, 8 – 00192 Roma
    Tel. 06/46834924 06/46834892 Fax 06/46834023
    email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Divisione VIII – Controversie di lavoro nel settore industria e promozione della partecipazione dei lavoratori all'impresa
    Via Fornovo, 8 – 00192 Roma
    Tel. 06/46834296-06/46834277 Fax 06/46834278
    email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Direzione Generale si occupa anche delle controversie sul lavoro di tipo individuale, coordinando le attività delle D.P.L. in tema conciliazione e arbitrato. Inoltre, la Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro redige le statistiche relative alle controversie di lavoro individuali. Due volte l’anno, è raccolta la documentazione relativa alle controversie sul lavoro individuali/plurime sia del settore privato che di quello pubblico.

Per il settore privato è disponibile la serie storica dei dati nazionali a decorrere dal 1990, mentre per il settore pubblico la serie inizia nel 1998.

Per ulteriori informazioni:
Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro
Divisione IV – Analisi economiche, rappresentatività sindacale e costo del lavoro
Via Fornovo, 8 – 00192 Roma
Tel. 06/46834920 06/46834920 Fax 06/46834020
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Fonte:http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaLavoro/tutela/controversie/

Il tema discusso dell’articolo 18

Il dibattito su questo tema non può non chiamare in causa l’articolo 18, vero snodo di polemica tra istituzioni e sindacati. Una riforma dell’articolo 18 è stata già varata dal Governo Monti che ha previsto il reintegro sul posto di lavoro per licenziamento illegittimo solo nei casi discriminatori mentre per tutti gli altri è stato previsto un indennizzo economico. L’attuale Presidente del Consiglio Renzi che spiegato in questo modo l’articolo 18, portando alla luce i dati relativi alle controversie: per il Premier infatti nell’80% dei casi si finisce a un accordo e delle restanti cause solo 3000 vedono il lavoratore perdere. Quindi, per Renzi, bisognerebbe superare l’articolo 18 che vale solo 3000 persone che è un numero sproporzionato rispetto alla popolazione italiana. La proposta del Governo infatti è quella di un contratto a tutele crescenti, con l’articolo 18 che non varrebbe nei primi tre anni dall’assunzione e un indennizzo economico legata all’anzianità di servizio presso l’azienda. Rimane senza dubbio uno dei temi forti la risoluzione dell’articolo 18 e delle dispute tra le parti in causa, con un bilanciamento equilibrato tra datori di lavoro e dipendenti. Tuttavia, non si piò più rimandare una riforma organica del mercato del lavoro che vive oggi un periodo di stagnazione, tra licenziamenti di massa e perdita di migliaia di posti di lavoro. Per far ripartire l’economica, è indispensabile restituire fiducia alle persone e soprattutto dare loro possibilità di andare a lavorare.

 

 





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