L’art. 2 del D.Lgs.81/2008 e s.m.i. definisce il RSPP come «persona in possesso delle capacità e dei requisitiprofessionali (...omissis...) designata dal datore di lavoro che svolge "insieme a persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda.

Quando il datore di lavoro è anche l'RSPP? Vediamo nel dettaglio

Nei seguenti casi:

  • Aziende artigiane ed industriali, fino a 30 addetti 
  • Aziende agricole e zootecniche, fino a 10 addetti (addetti assunti a tempo indeterminato)
  • Aziende della pesca, fino a 20 addetti
  • Altre aziende, fino a 200 addetti

Il RSPP quindi può coincidere con tre soggetti diversi:

  • persona interna all’azienda,
  • datore di lavoro,
  • soggetto esterno all’azienda.

Requisiti e competenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Diamo uno sguardo alla normativa

Sono stabiliti dall'art. 32 del D.Lgs.81/2008 e s.m.i. Per quanto concerne i compiti, il RSPP dovrà svolgere le seguenti azioni:

  • Prendere in analisi la documentazione e le attività lavorative, i compiti dei lavoratori e analizzare l’ambiente di lavoro.
  • Identificare e quantificare i rischi ed elaborarli in una documentazione
  • Aggiornare le misure di prevenzione
  • Informare i lavoratori sugli eventuali rischi. E' bene che il singolo dipendente si informi preventivamente.

Cosa rischia il datore di lavoro?

Leggendo il testo del Decreto Legislativo del 2008, questa figura non viene chiamata in causa perchè a selezionarlo è proprio il datore di lavoro. Come detto prima, il datore di lavoro può scegliere tre vie, se afffidare questa carica esternalmente, assumerla lui direttamente o scegliere una persona interna all’azienda. L’obiettivo non è quello di puntare alla sua formazione quanto quello di scegliere la persona giusta attraverso l’analisi delle competenze richieste per quel delicato ruolo. Gli eventuali rischi, o sanzioni, in cui potrebbe ricorrere il datore di lavoro si possono quindi solo dedurre. Nel primo e terzo caso, ossia la scelta di una persona esterna o interna all’azienda, la colpa maggiore è la sbagliata designazione mentre nel secondo caso il datore di lavoro potrebbe essere incolpato di non aver frequentato gli appositi corsi di formazione e aggiornamento.
Il Ministero ha voluto inoltre precisare altri aspetti riguardo questa figura. Nei casi di astensione per la maternità, il datore di lavoro è tenuto a sostituire questa figura attraverso un contratto a termine. La persona da scegliere dovrà far parte della struttura interna, a meno che la stessa sia ridotta di dimensioni e numeri tali da portare a una scelta esterna per coprire questo ruolo. Un ruolo, precisato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che richiede una presenza costante sul posto di lavoro visto soprattutto la natura e la delicatezza della mansione in questione.

La sicurezza sul lavoro

Immagine d'esempio usata nell'articolo RSPP: Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

Questo argomento non può non chiamare in causa il tema tanto complesso quanto delicato delle morti bianche, ossia avvenute sul posto di lavoro. Questi incidenti infatti sono la piaga più dolorosa da constatare perchè non si deve morire semplicemente per aver svolto il proprio lavoro. Purtroppo gli ultimi dati su questo tema non sono di certo positivi, con alcune Regioni che sono in testa a questa triste classifica. Un problema che coinvolge tanto il Nord quanto il Sud, con storie di operai vittime sul proprio posto di lavoro che sono diventate ormai sfortunatamente cronaca quasi quotidiana. Accanto quindi alla riforma del mercato del lavoro, deve esserci un’altra parallela di quella sulla sicurezza, partendo dalla famosa legge del 2008, varata dopo il disastro della Thyssen. Far applicare veramente le leggi e controlli rigidi e più stringenti nelle fabbriche: bisognerebbe partire da questi due punti per evitare questa piaga sociale che solo nei primi sei mesi del 2014 ha provocato già 457 vittime.

Gli obblighi del datore di lavoro: quali sono?

Chiunque sia a capo di un’attività, oltre che con delle pesanti responsabilità, deve fare i conti con una serie di obblighi. Uno tra i tanti è quello di far coincidere il pagamento ai propri dipendenti nei range temporali stabiliti all’interno del contratto. Per i propri collaboratori infatti, il datore di lavoro deve rispettare le indicazioni stabilite all’interno del contratto nazionale del lavoro. Nell’eventualità in cui il datore non adempiesse a questo obbligo (che corrisponderebbe ad un pagamento non avvenuto), il dipendente è nel pieno diritto di dimettersi per una causa corretta, senza dare un preavviso. In questo caso il dipendente avrebbe comunque diritto alla disoccupazione. Il secondo obbligo che è tenuto a rispettare il datore di lavoro è relativo alla sicurezza: l’imprenditore infatti, nell’esecuzione del suo esercizio, deve salvaguardare la sicurezza fisica e morale dei suoi dipendenti. Se quest’obbligo non venisse rispettato in maniera sicura, allora è possibile incorrere a delle vere e proprie sanzioni penali. Il terzo obbligo che qualsiasi datore di lavoro dovrebbe rispettare riguarda le assicurazioni: per tutelare i propri collaboratori, il datore di lavoro deve rispettare le indicazioni dell’INAIL e dell’INPS, che suggeriscono i protocolli da adottare nel caso in cui il proprio dipendente subisse un infortunio sul lavoro o avesse necessità di qualche giorno di malattia personale. È proprio l’INPS infatti che garantisce le assicurazioni sociali di tutti i dipendenti, ed è per questo che un buon datore deve osservare le regole del protocollo. Il quarto obbligo di un buon datore di lavoro riguarda invece l’obbligo della tutela dei dati personali: un’azienda infatti possiede numerosi dati sensibili dei propri dipendenti e, rispetto a questi, bisogna adottare un sistema di sicurezza. Il regolamento dell’Unione Europea del 2016 da delle indicazioni precise e dichiara che gli stati devono possedere delle leggi dedicate all’uso dei dati personali e alla privacy.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group