Dare una definizione semplice di diritto sindacale è difficile ma non impossibile, potremmo infatti definirlo come la branca del diritto che si occupa di tutte le questioni relative al lavoratore non dal punto di vista individuale ma collettivo.
Per questa ragione potremmo definire tre le tematiche fondamentali che sono oggetto di studio del diritto sindacale: le organizzazioni sindacali, gli scioperi e i contratti collettivi di lavoro.
Per quanto fino a qui possa sembrare tutto chiaro e semplice, in realtà il diritto sindacale si occupa di una branca complessa per via dell’elevato numero di norme presenti, tutte per lo più di natura contrattuale.
Le basi del diritto sindacale sono presenti nell’articolo 39 della Costituzione che afferma la libertà dell’organizzazione sindacale senza controlli diretti da parte dello Stato o dei titolari d’azienda, l’uncico obbligo imposto ai sindacati è la registrazione presso gli uffici, registrazione concessa previa dimostrazione che l’ordinamento interno sia su base democratica.
Oltre all’articolo della Costituzione, anche all’interno della Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000 vengono ribaditi alcuni diritti del lavoratore tra cui il diritto all’informazione e alla consultazione per quanto concerne il diritto allo sciopero.
Il diritto sindacale è oggi essenziale per poter lavorare con dignità ed è dunque importante conoscere i propri diritti e sapere a chi rivolgersi per la tutela degli stessi.

I sindacati e le loro funzioni

I sindacati nascono, in forma differente, già nel medioevo quando si parlava di corporazioni, tutte relative ai mestieri considerati importati e qualificati all’epoca.
Mutando di forma e funzioni, le forme primordiali dei sindacati persero gran parte della propria incidenza durante il passaggio alla produzione di massa e quindi durante la rivoluzione industriale.
Nonostante ciò, oggi i sindacati hanno un ruolo importantissimo nella nostra società, tanto che, coloro i quali non si ritengono soddisfatti del sindacalismo generale, finiscono per organizzarsi autonomamente.
I sindacati, dunque, si occupano di tutelare i diritti dei lavoratori attraverso diverse modalità e tra queste evidenziamo: la sottoscrizione di accordi vincolanti per la regolazione dei rapporti lavorativi e dei contratti collettivi, l’organizzazione di manifestazioni e scioperi fungendo da portavoce delle attuali esigenze dei lavoratori, l’esposizione di richieste specifiche alle istituzioni, la partecipazione attiva alla vita aziendale per assicurarsi che i lavoratori ed in particolare i loro diritti vengano rispettati, andando ad intervenire in tutte quelle procedure riguardanti la modifica dei contratti o i licenziamenti collettivi e naturalmente anche attraverso servizi fiscali e previdenziali.

Quello che non tutti sanno però è che dal punto di vista giuridico, i sindacati sono considerati come delle associazioni non riconosciute e quindi vengono regolamentanti attraverso l’applicazione delle norme del Codice civile riguardanti gli enti collettivi.

I sindacati principali per numero di iscritti sono: Cgil, ovvero Confederazione generale italiana del lavoro, Cisl, Confederazione italiana sindacati lavoratori e Uil, l’Unione italiana del lavoro.

Diritto sindacale: lo sciopero

diritto sindacale

Con sciopero s’intende un’astensione dal lavoro collettiva da parte dei lavoratori e questo viene spesso organizzato proprio dai sindacati con lo scopo di fare pressione e riuscire ad ottenere miglioramenti sulle condizioni lavorative.
Tuttavia, il diritto allo sciopero, sancito dall’articolo 40 della nostra Costituzione, va a scontrarsi con altri diritti ed è per questo che per essere legittimo va verificato il cosiddetto danno alla produttività.
Con danno alla produttività s’intende  l’impossibilità di riprendere le normali attività dopo lo sciopero per via dei danni causati dallo stesso, ma, com’è facile intuire, spesso è difficile immaginare uno sciopero privo di danni alla produttività o privo di perdite economiche per il datore, pertanto capita sempre più spesso che la giurisprudenza sostenga che il danno alla produttività sia insito nel concetto stesso di sciopero e che quindi questo sia pressoché sempre legittimo.

Vi sono inoltre diverse tipologie di sciopero e tra queste evidenziamo:

  • Sciopero generale che riguarda tutti i lavoratori di un Paese
  • Sciopero settoriale quando è relativo ad una determinata categoria
  • Sciopero bianco quando anziché agire astenendosi dal lavoro si applicano alla lettera regolamenti in grado di causare disagi
  • A gatto selvaggio quando ci si ritrova in una catena di montaggio e le varie parti decidono di bloccarsi in tempi diversi arrestando di fatto la produzione per un tempo più o meno prolungato

Il diritto sindacale ha visto nascere negli ultimi tempi ed inevitabilmente un sindacalismo di risposta e cioè quello che potremmo definire “sindacalismo imprenditoriale”.
Quest’ultimo è organizzato esattamente come i sindacati dei lavoratori e comporta quindi la presenza di associazioni imprenditoriali di categoria che stipulano Contratti Collettivi Nazionali di Categoria.
Tra questi vi ricordiamo ad esempio: Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e simili.
Per concludere, dunque, vi evidenziamo l’importanza di conoscere la branca del diritto sindacale e tutti i diritti e gli interessi dei lavoratori ricordando che all’interno di ogni luogo di lavoro esistono rappresentanti sindacali di riferimento che fungono da intermediari per la vostra tutela.

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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