La facoltà di filosofia dell'Università rappresenta una delle scelte più sfidanti per lo studente appassionato di tale materia.
Il progetto formativo della Facoltà ha l'obiettivo di garantire allo studente un percorso nell'area filosofica che parta dalla laurea triennale fino alla laurea magistrale e al dottorato (europeo e in prospettiva internazionale) e si propone di costituire master nazionali e internazionali.

Gli obiettivi formativi del corso di studi

Lo studente indirizzato nella scelta del corso di Laurea in filosofia ha davanti a sé una pluralità di offerte e scelte formative; la facoltà ha infatti l'obiettivo formativo di dotare gli studenti di solide competenze di base e di un atteggiamento culturale e scientifico impostato su due indirizzi: da una parte, un rigoroso studio dei classici, dall'altro, il confronto con la ricerca più avanzata nazionale e internazionale nei diversi settori del sapere filosofico (teoretico, storico-filosofico, etico, linguistico, epistemologico).

Le opportunità offerte dalla Laurea in Lettere e Filosofia

Spesso lo studente di filosofia viene additato come uno dei rappresentati della futura "classe di disoccupati", per l'apparente difficoltà di trovare un ambiente di lavoro che possa essere additato come simbolo di questa facoltà. O meglio, lo sbocco più rinomato per gli studenti di Filosofia è naturalmente quello dell'insegnamento, ma in questi periodi riuscire ad entrare nella scuola ha la stessa probabilità di riuscita di un terno secco al lotto.

Gli altri campi lavorativi

Eppure in pochi sanno che la laurea in filosofia è una delle lauree più diffuse nei più disparati e impensabili ambiti, dalla politica alla pubblica amministrazione, dalla gestione di risorse umane ai ruoli chiave dell'editoria, del giornalismo, nonché nella direzione di numerose aziende e medie o piccole imprese.

Gli impieghi del laureato in filosofia

A seconda dell'indirizzo scelto, il laureato in filosofia può trovare una posizione di rispetto nella comunicazione anche pubblicitaria e multimediale, nello svolgimento di compiti manageriali nella formazione e gestione del personale, nelle attività socioculturali di servizi pubblici e privati (marketing, pubbliche relazioni, promozione culturale, pubblicità “creativa”).

Il profilo dello studente di filosofia

Il profilo di un qualunque studente di filosofia, a prescindere dal percorso specialistico scelto, è comunque ricercato nei più impensabili ambienti lavorativi.
La Facoltà di filosofia, infatti, offre una preparazione adeguata alle richieste del mondo del lavoro, che si presenta duttile ed aperta ad attività professionali varie, anche innovative, nelle quali svolgano un ruolo trainante l’aspetto organizzativo e creativo.

La marcia in più di chi ha studiato nella Facoltà di Filosofia

Lo studente in filosofia, infatti, acquisisce nel corso degli studi ampie capacità di ricerca e di consapevolezza critica, grazie a piani di studi che aiutano ad espandere le proprie potenzialità intellettuali e capacità applicative.

Sono proprio gli ultimi dati divulgati da AlmaLaurea, riferibili al periodo 2011-2012, a certificare forse un’inversione di tendenza per questa laurea, che si sta togliendo l’etichetta di essere “debole”, ossia di poco valore. Molta importanza la riveste l’istituto universitario dove si consegue il titolo: la percentuale maggiore di occupati infatti è dell’Università di Verona, con il suo importante 87%. Conquista un ruolo di primo piano anche la San Raffaele di Milano, dove gli studenti trovano un’occupazione entro un anno nel 70% dei casi. In un lavoro su tre, quindi circa il 30%, l’occupazione consiste in una consulenza per le aziende. Un numero di dottorandi alto esce invece dall’Università di Macerata (37%), seguito dall’Ateneo di Firenze (23%). Come detto prima, questi filosofi entrano in tanti rami del lavoro, che vanno dagli impieghi bancari al mondo della comunicazione, grazie alla loro visione globalizzata che hanno potuto apprendere durante il periodo di studi. Non mancano esempi di studenti che sono stati assunti nella finanza etica o nella responsabilità sociale. Nuovi ruoli e occupazioni che possono aprire nuovi orizzonti a questi neo-laureati, spesso accusati di prendere una laurea di Serie B quando invece comunque è un titolo da spendere. Meglio avercelo che no insomma.

L’altra faccia della medaglia

Ma a questi dati si contrappongono quelle storie che vedono gli studenti uscire dall’Università e non trovare nessuna occupazione in alcun ambito. Una società che sembra metta ai margini chi ha competenze o chi ottiene dei titoli di studi molto importanti. Purtroppo però la situazione odierna in Italia non sembra privilegiare queste figure: la crisi economica si è abbattuta come un macigno sul nostro Paese, con un gran volume di licenziamenti e la conseguenza che molte persone si ritrovano disoccupati in mezzo alla strada. In tutto questo si aggiunge la mancanza di assunzioni per una disoccupazione giovanile che ha raggiunto dei dati molto allarmanti. In questo contesto, chi potrebbe accusare più la crisi sono quei settori dove escono più figure che non sono apprezzate al momento dal mercato, che invece privilegia ingegneri o chi vuole lavorare nella green economy, vero settore in crescita in Italia (il Bel Paese è uno dei Paesi che più investe sull’economia verde). Così non diventa un caso leggere storie di filosofi che si ritrovano a fare tutt’altro nella vita perchè comunque uno stipendio bisogna portarlo a casa. Storie che farebbero pensare a una perdita di tempo visto che si è studiato altro ma la realtà odierna parla anche di queste situazioni tristi. Se già i dati di AlmaLaurea, spiegati nel precedente paragrafo, fossero confermati nei prossimi anni, si potrebbe dare un po’ di fiducia a questo settore, che tuttavia agevola solo particolari Atenei.



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