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Buongiorno dalla Redazione di AreaLavoro. Dopo avervi illustrato alcuni dettagli sulla Pensione ai superstiti, oggi vi proponiamo un nuovo articolo.

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La riscossione della pensione rappresenta una fra le cose maggiormente importanti per il lavoratore, specialmente per vivere, dopo la fine del periodo di lavoro, una vita comoda.

Dal Primo Gennaio 2012 è entrato in vigore la riforma delle pensione e delle finestre pensioni. Tale manovra è disciplinata dal decreto legge numero 201 del 2011 (legge 214).

Vediamo come sono cambiate le cose negli ultimi anni

Quali linee generali comprendeva il Decreto Monti 

La riforma legata alle finestre pensioni puntava soprattutto a rendere uguale per tutti l'età di quiescienza; nel 2022 fu infatti per chiunque di 67 anni, ad esclusione di chi aveva un periodo lavorativo di più di 41-42 anni, ai quali fu invece concessa la quiescienza anticipata. Anche chi aveva eseguito dei lavori pesanti, come gli operai ecc., poté andare in quiescienza seguendo le direttive delle pensioni precedenti alla riforma.

Le finestre pensioni e la relativa divulgazione del decreto puntavano anche a tutelare i lavoratori in mobilità che acquistavano assegni di sostegno al reddito. Con le nuove norme potevano godere della quiescienza subito e non dopo molto tempo dallo scadere del trattamento dell'indennità; fu poi l'Inps a definire le dinamiche di emissione e le direttive legate a queste modifiche.

L'Inps, secondo quanto previsto dal decreto sulle pensioni, poteva avere voce in capitolo solo sulle direttive legate all'anno 2011. Fu comunque possibile controllare tutti i dati rintracciati dall'Inps fino al 2017 ed era possibile visionare l'intero documento del Ministero, per avere ulteriori informazioni riguardanti l'intera riforma finestre pensioni.

La Manovra sulle finestre pensioni prevedeva inoltre molte altre variazioni rispetto alle precedenti norme che regolavano il mondo pensioni e le dinamiche di riscossione e contribuzione. Altre novità legate alla Riforma Monti sulle pensioni erano infatti relative all'eliminazione del sistema di quiescienza legate alle quote (riforma Fornero - legge numero 247 del 2007).

Fu invece immessa la quiescienza anticipata con 41 anni e un mese di contributi, per le donne, e 42 anni e un mese per gli uomini. Evidenti riduzioni pensionistiche erano però previste per coloro che prendevano la decisione di andare in pensione prima dei 62 anni, con dei tagli dell'1% all'anno.; per chi voleva andare in quiescienza prima dei 60 anni, le riduzioni furono infine del 2% all'anno.

Novità legate al Governo Renzi

Il tema delle pensioni è sempre di stretta attualità e in un Paese come l’Italia, dove ci sono molte persone che già sono in quiescienza e tante altre in dirittura d’arrivo, è chiaro che questo argomento diventa sensibile da trattare. Non è un caso che tutti i Governi che si sono succeduti hanno prima o poi parlato di una riforma delle pensioni.

Anche con il Governo Renzi sono uscite ipotesi di riforme, come quella del sottosegretario al Ministero dell’Economia che pensava a un’uscita anticipata con un assegno pensionistico però più basso. La cura Monti ha creato il cosiddetto popolo degli esodati, coloro che erano vicini ad andare in quiescienza ma che con la riforma dell’ex premier si sono trovati in una situazione drammatica. Molto spesso infatti questi lavoratori decidevano insieme ai datori di lavoro un’uscita anticipata dal posto alla soglia della quiescienza, che però è stata allungata nei tempi e nelle finestre pensioni . Il problema è che le cifre esatte sugli esodati sono state sempre ritoccate verso l’alto e ancora oggi rappresentano un problema di difficile soluzione.

Le questioni da risolvere

Finestre Pensioni

Rimangono però sul tavolo ancora diverse questioni da risolvere, che riguardano quelle tipologie di lavoratori come le donne, i lavori usuranti e quelli precoci. Sulla prima categoria si sta pensando a un Opzione contributivo donne anche se sul tema ancora non c’è stata una presa di posizione da parte dell’esecutivo. Sulle altre due categorie, una parte della maggioranza targata Forza Italia propone delle modifiche sul tema, chiedendo che sia messa in pratica più flessibilità per quanto concerne l’uscita dal lavoro. Il problema principale resta come reperire i fondi e dove trovare le risorse economiche per finanziare il tutto.

Le pensioni d’oro

Le pensioni d’oro, ossia quegli assegni pensionistici da migliaia di euro, sono state al centro di un scontro ideologico; in molti suggerivano un drastico taglio mensile per queste persone rispetto a chi arriva a malapena a 600 euro. Le ipotesi in campo sono state diverse, tra chi prevedeva un contributo di solidarietà e chi invece come il commissario alla spending review Cottarelli un taglio per le pensioni sopra i 2 mila euro. Recentemente invece il Presidente del Consiglio Renzi ha dichiarato che le pensioni non saranno toccate: questo perchè non vale la pena allarmare tutte queste persone per recuperare 100 milioni di euro, preferendo altri tipi di tagli e manovre per reperire le risorse necessarie per attuare i progetti dell’esecutivo dell’ex sindaco di Firenze.

Finestre pensioni 2021: scopriamo le ultime novità

Viste le nuove riforme e novità che riguardano il biennio 2020/2021, torniamo a parlare di finestre pensioni. Ma cosa prevede nello specifico la riforma per le finestre pensioni? Soprattutto, chi riguarda?

In effetti, c’è da dire che il quadro delle quiescienze italiano è davvero uno dei più complessi. Il compito dell’INPS, infatti è quello di versare le pensioni in base alla gestione del fondo a cui il lavoratore è iscritto, tenendo conto inoltre dei vari requisiti anagrafici.

Negli ultimi anni, per quanto riguarda le finestre pensioni i, ci sono state diverse riforme, come ad esempio la legge Fornero. La legge di bilancio 2020 non è intervenuta in modo drastico modificando, ad esempio i requisiti anagrafici dei lavoratori in uscita nell’anno in corso, ma la possibilità di modificare ulteriormente i requisiti finalizzati alle finestre pensioni d’uscita è ancora vivida.

Riforma pensioni: l’Italia si allineerà all’Europa?

Finestre Pensioni

Molto probabilmente per fronteggiare l’epidemia da Covid-19, l’Esecutivo dovrà modificare il sistema previdenziale italiano, intervenendo in modo decisivo sulle uscite. Da alcune indiscrezioni, pare che i Relatori ipotizzino una Riforma pensioni con una finestra d’uscita a 62 anni, al fine di creare una filo conduttore con quanto succede in Europa. 

Requisiti per richiedere l'assegno sociale: non solo 67 anni

L’assegno sociale viene riconosciuto ai cittadini in indigenti condizioni economiche. Si tratta di una prestazione di carattere assistenziale attiva dal 1° gennaio 1996, momento in cui ha sostituito la pensione sociale e le relative maggiorazioni (circ. 208/1996). In questa pagina cercheremo di identificare i beneficiari e i requisiti dell’assegno sociale rilasciato dall’INPS.

Caratteristiche dell'assegno per i cittadini italiani:

  • non è gravato da imposte
  • non è reversibile ai familiari superstiti
  • è inesportabile
  • non è cedibile, non è sequestrabile e non è pignorabile.

Per ottenere l'assegno per la pensione sociale sono necessari:

  • Cittadinanza italiana
  • Residenza stabile in Italia
  • 65 anni compiuti

Destinatari

Oltre a tutti coloro che posseggono i requisiti di cui sopra, hanno diritto all’assegno sociale (alle stesse condizioni di età e di reddito):

  • i cittadini della Repubblica di San Marino e di Stati membri dell’Unione Europea, residenti in Italia
  • coloro che sono considerati "rifugiati politici" e detengono lo "status di protezione sussidiaria" ed i rispettivi coniugi ricongiunti
  • i detenuti, indipendentemente dagli anni e dalla tipologia di pena
  • gli stranieri o apolidi titolari permesso di soggiorno CE per i cittadini soggiornanti di lungo periodo.

I beneficiari di assegni alimentari

I soggetti che potevano richiedere la pensione sociale erano cittadini italiani e cittadini di Stati membri dell’ Unione Europea che:

  • avessero 65 anni di età,
  • residenti in Italia, (requisto ancora indispensabile per conservare il diritto)
  • sprovvisti di reddito personale o in possesso di redditi di importo inferiore ai limiti stabiliti dalla legge.

Modalità di erogazione della pensione sociale allo sportello (anche per le competenze arretrate)

Decorreva dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora fosse stata accettata.

Rinvio

Il rinvio della pensione di vecchiaia è nato per il lavoratore più anziano e include il beneficio di poter protrarre il proprio ruolo occupazionale senza pagare i contributi previdenziali. Solitamente per il rinvio si effettua un contratto a tempo determinato, rinnovabile di due anni fino all'età pensionabile, che andrà poi inoltrato all'Inps assieme alla dichiarazione di rinuncia ai contributi. Accettando il rinvio, il diritto alla riscossione della stessa sarà possibile solo il mese seguente allo scadere dei due anni di contratto; qualora il rapporto lavorativo dovesse concludersi inaspettatamente, non per causa del lavoratore, la pensione sarà riscossa dal mese successivo.

Libretto: tutte le informazioni e i servizi di cui hai bisogno sono online

Per riscuotere la pensione sociale presso l'ufficio postale o la banca è assolutamente indispensabile possedere il libretto di pensione; solo tramite questo documento dunque è possibile ottenere il pagamento.

Il libretto viene recapitato a casa dall'Inps solo dopo che la richiesta della pensione sociale è stata accolta. Qualora questo documento venisse involontariamente perso, è possibile richiederne una copia presso la sede dell'Inps che si occupa della rendita dell'anziano.

Il libretto serve anche nei casi in cui il pensionato è un disabile fisico o mentale, o un minorenne; grazie a tale documento è infatti possibile far riscuotere la pensione sociale al legale che si occupa del soggetto, previa certificazione che attesti tale ruolo.

Altri documenti e il limite di reddito

Assieme ad esso, l'Inps spedisce anche il modello Obis/M contente tutte le caratteristiche della pensione sociale, importo pensionistico netto che verrà poi inoltrato al pensionato ogni anno con i vari aggiornamenti, tramite spedizione o mediante l'ente dove sono stati effettuati i versamenti.

Il modello Obis e l'indennità di accompagnamento

Il modello Obis/M annuale contiene informazioni in merito a:

  • le quote pensionistiche lorde valutate in base all'anno e quelle nette;
  • adeguamento automatico sulla pensione;
  • le ritenute d'imposta; le quote associative;
  • le detrazioni tributarie addizionali comprese di aliquota massima;
  • la ritenuta giornaliera legata alla non cumulabilità del lavoro;
  • eventuali recuperi.

Il libretto è provvisto solitamente di foto autenticata del pensionato; in caso contrario è possibile riscuotere ugualmente la pensione presentando anche un documento di riconoscimento valido (patente di guida, carta di identità, passaporto).

Se vuoi ottenere una visione più approfondita sull'argomento pensioni, puoi trovare utili informazioni in questo articolo sulle pensioni quota 96.

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.