Essere il guardiano del faro, un sogno romantico per molti, una professione che non può essere svolta senza passione e dedizione da chi svolge questo mestiere.

Il guardiano del faro, anche detto farista, è la persona a cui è affidato il faro. Il guardiano del faro oggi non deve svolgere i compiti riservati in passato ai faristi, poiché le nuove tecnologie e l'automatizzazione hanno reso il mestiere di guardiano del faro quasi hi-tech. Per tale ragione il numero di custodi di fari si è notevolmente ridotto negli ultimi decenni. Secondo le ultime statistiche, una trentina di strutture ora non sono più abitate per via dell’automatizzazione delle torri. Esiste una vasta letteratura e tanti libri su questo mestiere, che mantiene il suo fascino dato il ruolo stesso dell’occupazione, che unisce libertà, solitudine e appartenenza alla natura.

La Marina Militare come gestore

La Marina Militare è l'organo che si occupa di gestire e controllare i fari in Italia; posti lungo gli 8000 km di costa. Proprio la Marina militare è subissata da richieste di civili che chiedono come si possa diventare guardiani di faro.

Per più di 20 anni la Marina Militare non ha bandito un concorso pubblico per diventare faristi o guardiani di fari. Oggi infatti le innovazioni tecnologiche non rendono più necessaria un'assistenza giornaliera del faro (basti pensare che una trentina di fari sono addirittura telecomandati), ma è sufficiente manutenzione periodica. In Italia, secondo quanto riporta la Marina Militare, lavorano nelle torri e nelle segnalazioni marittime più di 400 persone tra civili e militari, di cui 161 hanno la qualifica come faristi.

Non esistono requisiti particolari per diventare guardiano del faro, ma è necessaria innanzitutto un'attitudine speciale. E' importantissimo sapersi adattare, avere intuito e passione. Tra le competenze tecniche è bene avere dimestichezza con elettricità e accumulatori per svolgere i lavori di manutenzione ordinaria ed essere portati per il lavoro fai da te per tutti i lavoretti di manutenzione straordinaria (es. imbiancare i musi, sistemare il tetto, ecc...). Forse un requisito positivo è quello di avere un diploma di istituto nautico.

Anche da un punto di vista economico, chi desidera diventare guardiano del faro non lo fa davvero per i soldi, poiché non è la professione più remunerata che esista.

Cosa spinge tante persone a diventare guardiano del faro?

Da sondaggi e da commenti sui forum emerge che sia giovani che pensionati vorrebbero diventare faristi per:

  • ritrovare un senso di libertà,
  • fuggire dalla routine,
  • staccare della vita quotidiana,
  • stare soli,
  • vivere a contatto con la natura.

Grazie anche alla letteratura e al cinema, il mestiere di guardiano del faro incuriosisce anche i turisti che sostituirebbero una settimana al mare con la possibilità di vivere o soggiornare in un faro per un periodo stabilito.

Vi segnaliamo il sito della Marina Militare nella sezione Servizio Fari per saperne di più circa il compito del guardiano del faro e la pagina dedicata alle foto dei Fari a cura del Ministero della Difesa.

Il caso di Carloforte

Parlavamo di fari automatizzati grazie all’uso delle tecnologie all’avanguardia che evitano la presenza umana come anni fa. Nonostante questo, c’è il caso di Carloforte, ad ovest dell’Italia in Sardegna, dove questa torre è al buio da mesi. Il problema deriva da un malfunzionamento della batteria elettrica e i cronici ritardi della burocrazia di questo Paese, per il trasferimento di fondi dal Ministero, hanno portato alla situazione odierna che vede il segnale luminoso spento. Nessun difetto invece sul lato strutturale visto che la torre è stata ristrutturata nel 2012 e sotto quel punto di vista non ci sono problemi.

Un’occasione per i turisti

La torre però può essere trasformata anche in una località turistica e in una meta attraente per chi viaggia. E’ ciò che è successo a Capo Spartivento, promontorio della Sardegna sud-occidentale, che dopo 30 anni di abbandono si è trasformato in una lussuosa dimora, seguendo i modelli presenti in Croazia, Norvegia e Scozia. Sei camere, lampadari di cristallo bianco e piscina offrono la possibilità ai turisti di trascorrere una vacanza alternativa, con un misto di romanticismo e libertà data dalla solitudine e dalla natura.
Parlavamo della Croazia che ha a disposizione ben undici fari destinati ai turisti in vacanza. La lista d’attesa è abbastanza lunga ma chi c’è stato giura che sia un’esperienza tutta da provare e da non perdere. Quelli più rinomati sono Palagruzza e Velirat; tuttavia tutti sono impianti lontani dal caos dei centri abitati, immersi nella natura così da coniugare relax e spensieratezza in questa vacanza alternativa. Altro luogo molto in voga in Croazia è l’isolotto di Perec, il faro di Susac, di Savudrija e di Plocica. La Croazia è uno dei Paesi che più sfrutta questo terreno visto che su Google appare come tra i primi risultati del motore di ricerca per questo settore.



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