Il rientro dalle vacanze è per tanti il momento di scegliere il nuovo corso di laurea oppure il master da frequentare sfogliando la guida all'università. I corsi di laurea hanno la data di inizio delle lezioni tra settembre ed ottobre, in qualche caso preceduto dai test d’ammissione organizzati a settembre.

Al contrario i master iniziano in vari periodi dell’anno: alcuni in autunno e certi in primavera. Il periodo d’inizio dipende dalla durata dei master e dalle scelte interne di ogni consiglio di facoltà.

Come scegliere l'università che fa per me?

La scelta dell'università dev'essere ben pensata : è vero, è possibile operare dei trasferimenti ed intraprendere un percorso differente in qualsiasi momento della vita, ma oggi è importante, ai fini della costruzione di un profilo interessante per le aziende (ma anche per sé stessi), finire il percorso accademico il prima possibile.

Non esiste una sola, esaustiva guida all'università: serve investire molto tempo nella ricerca e, poi, nell'analisi dei risultati.

Cerca Università è un sito curato dell’Università e della Ricerca che dà un’ottima guida università (da corsi di laurea a finanziamenti, da docenti a studenti universitari, da bandi a statistiche).

Casa Unimo il sito è curato dall’Università di Modena ed offre una semplice e utile “Guida Università” fornendo l’elenco di tutte le università italiane, i rispettivi siti internet e gli indirizzi mail di ogni ateneo a cui chiedere informazioni.

Università Italiane offre una “Guida Università” di tutti gli atenei, le facoltà, i master, i dottorati, le specializzazioni presenti sul territorio nazionale. Il sito consente anche di effettuare ricerche in base al territorio (regioni, province e città).

Cestor – Centro Studi Orientamento offre un elenco degli atenei italiani con le facoltà, le sedi, gli indirizzi, i recapiti telefonici e la guida università attraverso tutti i corsi di laurea al momento attivi.

Informagiovani propone una guida alle università italiane attraverso un elenco di link di tutti gli atenei presenti sul territorio nazionale. Non è possibile però effettuare ricerche avanzate.

Osservatorio – Anagrafe Nazionale Studenti. Il sito a cura del MUR può essere una guida università per coloro che desiderano sapere quanti alunni si sono laureati in un determinato corso di laurea, quanti sono gli iscritti medi ad uno specifico ateneo e quanti anni (in media) coloro che si sono già laureati hanno impiegato per terminare il percorso formativo in questione.

Quali sono le riflessioni che conducono alla scelta universitaria

Innanzitutto, le inclinazioni personali.

Sembrerà banale, ma se uno studente non apprezza quello che sta facendo – o, meglio, non riesce a capire se la fatica vale la pena – impiegherà moltissimo tempo a terminare il percorso di laurea o, peggio ancora, lo abbandonerà prima.

Tuttavia, la semplice constatazione dell'importanza di questo elemento non porta a nessuna parte. La vera domanda è: Cosa mi piace? Cosa Studiare?
In questo è possibile chiedere un aiuto sia ai genitori che ai professori delle scuole medie superiori, i quali possono indirizzare la scelta verso macro aree nelle quali hanno intravisto un interesse o una certa propensione nello studente.
Esistono moltissime risorse online pensate ad hoc. Molte università o società che erogano corsi di specializzazione mettono a disposizione test di orientamento e presentazioni, e lo stesso fanno altrettanti portali dedicati all'argomento.

Quello che, in realtà, si nasconde dietro quella semplice domanda è il dovere di interrogarsi sulla professione che piacerebbe intraprendere una volta terminato il percorso di studi.
Il problema fondamentale è che spesso non si ha consapevolezza di tutte le possibilità disponibili.

Per questa ragione è sempre un bene sfruttare le occasioni che le giornate di orientamento offrono: parlare con le università in prima persona, può spiegare quali sono le possibilità lavorative delle singole facoltà. E magari è possibile scoprire che un laureato in Filosofia può lavorare con profitto nelle Risorse Umane. Oppure che un laureato in Economia può operare in contesti non governativi internazionali.

Dietro questa scelta occorre una consapevolezza che è difficile acquisire. Per tale ragione, sin dal penultimo anno della scuola superiore, si consiglia di guardarsi intorno, di informarsi, di iniziare a pensare al proprio futuro, di sfogliare la guida all'università che si trova nella propria città e di molte altre.

La scelta economica dell'università

Imagine esemplificativa di facoltà universitarie

Tuttavia, dietro la scelta della facoltà si nascondono anche insidie più pratiche, ovvero economiche.
È una bellissima opportunità quella di poter conseguire la propria laurea fuori sede – triennale o specialistica che sia – perché è un'occasione formativa senza pari.

Ma la propria famiglia è in grado di coprire le spese? Molte città (ad esempio, Milano) offrono molte università di alto livello, ma il costo della vita è molto alto. Altre città, hanno tradizioni storico-accademiche ben superiori, come Pisa, e un costo meno inflazionato. Tutti i poli di studio hanno vantaggi e svantaggi e occorre prenderli in considerazione uno per volta.
Oltretutto, non è nelle corde di tutti gli studenti la possibilità di lasciare la propria città per trasferirsi altrove.

È una buona idea quella di procedere per esclusione.

Una volta scelta la macro area d'interesse accademico, selezionate tre o quattro università che ritenete una buona scelta. In questo sono d'aiuto le classifiche che studiano l'efficienza e la qualità dei corsi degli atenei italiani.
Poi è assolutamente opportuno studiare per bene i siti delle singole università che contengono tutte le informazioni sui corsi e, sicuramente, i contatti per l'orientamento o lo sportello informazioni.

Se è possibile, andate a visitarle di persona: anche la vita che ruota attorno a questo polo dev'essere di una certa attrattiva, visto che per i prossimi anni tutte le vostre energie ruoteranno attorno a questa.
Infine, valutate anche il costo degli affitti, del cibo, degli spostamenti; valutate se potete muovervi con i mezzi pubblici o se avete bisogno di un mezzo privato. Guardate quanto costano i voli o i treni che collegano la città universitaria con la vostra città natale.

Il web è un'ottima risorsa per raccogliere informazioni. Soprattutto, è utilissimo cercare l'opinione di chi ha studiato o sta studiato presso l'università che avete scelto: nessuno meglio degli studenti può spiegarvi la qualità del lavoro accademico.

Corsi in green economy: l’università si tinge di verde

Nell’anno accademico 2011-2012 sono stati attivati 193 corsi universitari su tematiche inerenti la green economy. Questo è quanto rivela uno studio condotto dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile in collaborazione con l’Enea su dati del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (MIUR) ed elaborati da Unioncamere – Dintec. Restano pur sempre pochi rispetto al potenziale di questo settore in costante sviluppo dalle … giovani e ”verdi” prospettive.

Diamo i numeri sulla “green economy”

Il fatturato della green economy di questi ultimi anni ammonta a circa 10 miliardi di euro e il comparto è in continua crescita. Si stima che tra circa dieci anni si potrebbe passare da 100 mila addetti a un milione di nuovi addetti operanti in questo settore.

Prospettive occupazionali

Le prospettive occupazionali per quanti scelgono di intraprendere corsi di studi afferenti alla green economy sono buone. In dieci anni, gli occupati nel settore enologico – per esempio - sono aumentati del 50%, mentre le aziende del “green biotech” contano più di 10.000 addetti. Nel 2011, l’occupazione in ambito agricolo-forestale è aumentata del 6%.

Tipologie di corsi in green economy attivati nelle Università italiane

La maggior parte dei corsi “green” è di natura tecnico/scientifica, il 17% è invece afferente a materie sanitarie. I principali settori scientifici disciplinari di afferenza sono: Scienze Biologiche (16,6%), Ingegneria civile e Architettura (16%), Agraria e Veterinaria (13,5%), Ingegneria industriale (10,7%) e Scienza della terra (9,6%). Il 43% dei corsi è relativo a lauree specialistiche di secondo livello, mentre il restante 56% è costituito da lauree triennali o a ciclo unico.

Facoltà, enti e istituti “green”

Si riporta in sintesi l’elenco degli istituti con riferimento all’offerta formativa nel settore “green”:

  • Due facoltà in Italia hanno nella loro denominazione la parola ambiente: la Facoltà di Ingegneria Civile, Ambientale e Territoriale del Politecnico di MILANO;- la Facoltà di Scienze Farmaco per l'Ambiente e la Salute della II Università degli Studi a NAPOLI.
  • 73 dipartimenti in 40 atenei riguardano le seguenti materie: ingegneria dell’ambiente, geo-tecnologie, scienze matematiche, fisiche e naturali, scienze ambientali, geologiche, forestali, agrarie, marine, biologia, ecologia, economia dell’ambiente, sviluppo economico sostenibile, economia e politica agraria, economia aziendale ambientale, progettazione architettonica e ambientale, industrial design, medicina ambientale;
  • 2 istituti in due atenei: Chimica agraria ed ambientale (presso la Facoltà di Agraria dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano); Scienze dell’uomo, del linguaggio e dell’ambiente (presso la Libera Università di lingue e comunicazione IULM-MI di Milano).
  • 56 centri di ricerca in 32 atenei.

La ripartizione geografica di tali corsi è pressoché uniforme sul territorio nazionale con una leggera prevalenza delle università del Sud. Dal 2002 al 2011, infatti, dei 911 dottorati di ricerca attivati afferenti alla green economy, oltre la metà è concentrata nelle regioni centro meridionali.

 



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