Nel nostro Paese, il mercato delle soluzioni hardware e software che hanno a che fare con la funzione HR (human resources - risorse umane) ha un valore di circa 500 milioni di euro. Esso include i diversi strumenti a cui si ricorre per la selezione e per la ricerca dei talenti, come i servizi di recruiting online, i job board e gli applicant tracking system, ma anche le piattaforme digitali per la valutazione dei benefit e delle performance, le applicazioni di formazione e gestione del personale come i learning management system e gli human resources management e, infine, le piattaforme per il training.

Che cos'è l'HR Tech

Fino a poco tempo fa il fenomeno dell'HR Tech era pressoché sconosciuto: ora la situazione sta mutando in maniera graduale, anche se gli esperti sono concordi nel ritenere che il valore globale, dal punto di vista del fatturato, non è così elevato come ci si potrebbe attendere. A livello mondiale, il denaro che viene investito nelle tecnologie per la trasformazione tecnologica nel settore è pari a 2 miliardi e 400 milioni di dollari: le cifre sono fornite dall'Osservatorio italiano delle tecnologie per il settore delle risorse umane.

I risultati dell'indagine

L'indagine che ha permesso di conoscere più da vicino il settore ha rilevato che tra Torino e Milano si concentra più della metà dei provider di tecnologie per le risorse umane; vale la pena di sapere, in ogni caso, che il censimento eseguito con la mappatura ha coinvolto metà dei vendor attivi, incluse le aziende internazionali che dispongono di un referente commerciale dedicato all'Italia o che hanno una sede nel nostro Paese. Un altro dato significativo è che di questi provider tre su cinque sono nati dal 2012 in avanti: l'anno di costituzione è il 2017 per il 18% di essi.

La situazione in Italia

Qual è, dunque, il responso che si può ricavare dall'esame di questi dati? Di certo in Italia si può notare una propensione interessante verso l'innovazione in tema di human resources, ma ciò non toglie che la quantità degli investimenti che sono stati ottenuti dalle startup che operano in tale ambito è ancora modesta. Circa il 25% delle startup ha reso noto di aver potuto usufruire di finanziamenti provenienti da fondi di capitali di ventura, e in ogni caso nel 60% delle circostanze non si è andati oltre il mezzo milione di euro per l'iniezione di capitali nuovi.

Le prospettive future

La gestione delle risorse umane nelle aziende sta risentendo in misura notevole della trasformazione digitale: le nuove sfide che si presentano, però, presuppongono il possesso di competenze nuove, ma soprattutto la disponibilità di tecnologie dedicate, passando per l’intelligenza artificiale e il machine learning. In tutto il mondo, il settore dell'HR Tech è uno di quelli che si stanno sviluppando in modo più veloce: i mercati più proficui in questo senso sono quello asiatico, quello del Nord Europa e quello americano. Nel 2016 gli investimenti che sono stati raccolti da aziende del settore hanno raggiungo i 2 miliardi, ma l'aspetto più interessante va individuato nel fatto che la maggior parte di queste fino a pochi anni fa neppure esistevano.

L'evoluzione

Ciò costituisce una ulteriore dimostrazione di una evoluzione rapida tanto in orizzontale quanto in verticale, visto che il numero di player è in costante aumento. Non può passare inosservata, inoltre, la comparsa di tecnologie nuove concepite in maniera specifica per consentire la gestione di parti del processo HR che sono inedite o che si affiancano ai processi che sono strettamente correlati con le risorse umane. Il nostro Paese è indietro ma sta provando a recuperare, con una mutazione profonda della situazione nel corso degli ultimi due anni: l'approccio è cambiato e lo confermano anche gli interventi di carattere normativo. Un esempio su tutti è quello dell'entrata in vigore dell'ormai famigerato Gdpr, il nuovo Regolamento Europeo sulla Privacy che condiziona il trattamento dei dati personali non solo dei dipendenti, ma anche di coloro che inviano i propri cv per candidarsi a una posizione di lavoro. Anche le imprese più piccole sono state costrette a rivedere e ad aggiornate le proprie procedure.





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