Il distacco del lavoratore è, in modo molto semplice, “il prestito” di un lavoratore da un’azienda ad un altro datore di lavoro. Le parti sono cosi denominate:

  • Distaccante è il datore che mette a disposizione a terzi il suo dipendente,
  • Distaccatario è il datore di lavoro che può avere in “prestito” dei lavoratori per svolgere temporaneamente un’attività lavorativa presso la sua azienda.

Nell’articolo seguente, vedremo tutte le informazioni che serviranno per capire questo rapporto di lavoro, le norme che lo regolano, i casi specifici, i diritti che si hanno e le fonti di sostegno al reddito.

Le norme che disciplinano il distacco di lavoro

il distacco del lavoratore

Il distacco del lavoratore è disciplinato da una serie di norme, ultima delle quali la cosiddetta Legge Biagi identificata dal D. Lgs. 276 del 2003. La legge Biagi riconosce il distacco del dipendente basato su tre condizioni:

  • L’interesse del datore di lavoro distaccante. Si intende che non ci debba essere un interesse di carattere lucrativo e tale mansione deve avere i seguenti requisiti: concreto, specifico e da valutare caso per caso;
  • La temporaneità, cioè il lavoratore deve svolgere la sua attività lavorativa presso il distaccata rio per un periodo definito. Il sostantivo indica chiaramente che il periodo non può essere infinito: non è dato sapere se esso può essere di durata breve o lunga ma rimane tuttavia un caposaldo di questo rapporto contrattuale: non deve essere definitivo;
  • la titolarità in capo al distaccante del rapporto di lavoro. Ciò significa che il lavoratore vedrà soddisfatti i suoi diritti di salario e contributi dal suo datore di lavoro, mentre le sue mansioni, così come eventuali provvedimenti disciplinari, saranno stabiliti del distaccatario. In aggiunta, in questa condizione si vuole dire che il datore di lavoro non deve semplicemente mettere a disposizione di altre aziende il suo personale ma ci devono essere funzioni specifiche e mansioni precise sul lavoro da svolgere.

In assenza di queste condizioni appena elencate dettagliatamente, il lavoratore può citare in giudizio il proprio datore di lavoro. Il Ministero, in un’interpellanza datata 2011, ha precisato alcuni aspetti relativi a questo rapporto lavorativo: nello specifico, è concesso che la mansione lavorativa avvenga in una sede diversa da quella originaria del dipendente.

Casi particolari di distaccamento

Un rapporto del genere può essere attuato solamente dalle aziende private. Il lavoratore continuerà ad essere un dipendente del datore distaccante. In linea generale, tutti i dipendenti di aziende private potrebbero essere sottoposti a questa procedura poiché la legge non indica l’obbligo di menzionarlo nel contratto.

Al contempo, qualora il distaccante preveda questa procedura in un’azienda che si trovi a più di 50 km rispetto alla sede di lavoro originaria è obbligatorio che siano chiare e comprovate le motivazioni di tipo tecnico, organizzativo, produttivo o sostitutivo (art. 30, comma 3, d. Lgs. n. 276/2003). Così come è necessario un assenso preventivo del lavoratore soggetto a distacco qualora questo includa un cambio delle mansioni (art. 30, comma 3 del D. Lgs. n. 276/2003, Cass. 21 marzo 1998, n. 5102, Cass. 7/11/00, n. 14458; Ministero del Lavoro circolare n. 5/25814/70/VA dell'8 marzo 2001). Sul web ci sono diversi portali in materia di diritto del lavoro che spiegano in maniera dettagliata tutti i casi specifici, con la possibilità di trovare le risposte adeguate al proprio caso particolare.

Doveri dei datori di lavoro

Il datore di lavoro distaccatario deve fornire informare il lavoratore in merito ad eventuali cambiamenti degli elementi del contratto di lavoro originale, mentre il distaccante deve comunicare con sistema delle comunicazioni obbligatorie al Centro per l'Impiego provinciale, il distacco del lavoratore.

Disposizioni sul reddito

Sul sito ufficiale dell’ente previdenziale Inps si possono leggere e consultare alcune disposizioni a sostegno del reddito in caso di distacco del lavoratore. Eccole elencate nel dettaglio:

  • Trattamento familiari: per quanto riguarda gli assegni per il nucleo familiare, il datore di lavoro distaccante mantiene l’obbligo di corrispondere tale somma economica e contributiva;
  • Maternità, malattia e tbc: per quanto riguarda queste tre tipologie di indennità, esse sono a carico dell’impresa di origine;
  • Disoccupazione: rimangono validi i trattamenti relativi al lavoro parasubordinato e si mettono in pratica le leggi in materia sulla disoccupazione;
  • Mobilità: qualora il nome del lavoratore distaccato risulti nella lista stilata dal datore di lavoro, anche a lui spetterà l’indennità di mobilità;
  • Caso specifico sull’edilizia: sono previsti trattamenti unici sulla disoccupazione in questo settore

L'articolo è stato scritto dalla Redazione di ElaMedia Group

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