Nel panorama lavorativo italiano ci sono ancora oggi poche prospettive per i giovani, soprattutto in alcune zone del paese e in alcuni settori commerciali. Sono molti i ragazzi, con età inferiore ai 35 anni, che avviano un’impresa individuale, lavorando come collaboratori non assunti per aziende di varia tipologia. In alcuni settori questo tipo di “contratto” è molto diffuso, soprattutto in ambito legale, in edilizia e nelle ditte di trasporti. Le leggi italiane sono particolarmente favorevoli per chi apre una partita IVA giovani, vediamo le condizioni.

L’apertura della Partita IVA consente, al titolare, di avviare un’attività in proprio. L’attribuzione di un numero di Partita IVA infatti permette di fatturare i lavori svolti e di pagare le tasse come imprenditore e non come lavoratore dipendente. In Italia chiunque guadagni, con il suo lavoro autonomo, cifre superiori ai 5.000 euro ha l’obbligo di aprire una Partita IVA. Per farlo non si deve spendere nulla, basta compilare la modulistica disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, ma anche sul sito internet del Registro delle Imprese. In pratica è sufficiente connettersi al sito per avviare la propria impresa, il tutto in modo del tutto gratuito. Volendo è anche possibile recarsi presso un commercialista, in modo da avere un costante controllo di tutti gli adempimenti, che riguardano principalmente i versamenti da fare a favore di Enti pubblici, come ad esempio l’INPS.

Lo Stato e le norme fiscali prevedono un regime fiscale agevolato per i soggetti (persone fisiche ed imprese familiari) che aprono la partita IVA (previa domanda alla camera di commercio) per avviare una nuova attività o per svolgere un lavoro autonomo (liberi professionisti).

I vantaggi del regime fiscale agevolato sono economici

Al soggetto con Partita IVA sono riconosciuti:

  • un notevole risparmio economico relativo alle tasse,
  • una semplificazione degli obblighi e delle procedure fiscali.

Più nel dettaglio il regime fiscale per i soggetti con partita IVA agevolata è applicato ai primi tre anni di attività e prevede il “non pagamento” dell’IRPEF e delle imposte relative addizionali (comunali e regionali), che sono sostituite dall’imposta sostitutiva pari al 10% del reddito conseguito (ricavi meno costi).

Per accedere al regime fiscale agevolato il contribuente deve comunicarne la scelta all’Agenzia delle Entrate presentando il modello scaricabile in formato .doc e formato .pdf dal sito dell'Agenzia delle Entrate:

  • in sede di presentazione della dichiarazione d’inizio attività (quella di richiesta partita IVA),
  • entro 30 giorni dalla data di presentazione della sopracitata dichiarazione,
  • entro 30 giorni dall’inizio del periodo d’imposta (per i due periodi d’imposta successivi a quello d’inizio).

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La scelta del regime fiscale agevolato vincola il soggetto con partita IVA per almeno un periodo d’imposta (1 anno) e può essere revocata, con la medesima procedura seguita per accedervi, dandone comunicazione ad un Ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate.

I requisiti per ottenere il regime fiscale agevolato sono:

  1. Il richiedente deve essere una persona fisica che intende intraprendere un’attività imprenditoriale (ditta individuale) o un’attività di lavoro autonomo (professionista).
  2. E’ ammesso il beneficio anche per le imprese familiari, cioè le ditte individuali in cui collaborano i familiari e dove il “capofamiglia” imprenditore detiene almeno il 51% degli utili.
  3. I compensi (per i professionisti) o i ricavi (per le imprese) annuali non devono superare un determinato ammontare:
    • € 30.987,41 per i lavoratori autonomi;
    • € 30.987,41 per le imprese che hanno per oggetto la prestazione di servizi ovvero 61.974,83 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività.

Quando decadono i termini

In particolare, in caso tali importi siano superati, è prevista la decadenza del regime fiscale agevolato e la tassazione ordinaria del reddito:

  • dall’anno successivo, se i limiti sono superati, ma non oltre il 50%;
  • dallo stesso anno d’imposta, se i limiti di cui sopra sono superati di oltre il 50%.
  1. L’attività imprenditoriale e lavorativa che si intraprende deve essere nuova. Per tali ragioni il contribuente non deve aver esercitato negli ultimi tre anni attività artistica, professionale o d’impresa, neppure in forma associata o familiare; né l’attività da esercitare deve costituire il proseguimento di un’altra attività svolta precedentemente in forma di lavoro dipendente o autonomo.
  2. È obbligatorio adempiere a tutti gli obblighi previdenziali(iscrizione all’INPS), assicurativi (INAIL) e amministrativi (licenze, autorizzazioni, ecc…).

La partita IVA per i giovani

In effetti il concetto di Partita VIA per i giovani non è totalmente corretto, i termini adeguati sono infatti “Regime dei Minimi”. Si tratta di un particolare regime fiscale, cui possono aderire diverse categorie sociali, tra cui i giovani con età inferiore ai 35 anni, che non abbiano aperto una partita IVA nei 3 anni precedenti.

Questo tipo di scelta consente di godere di un regime economico particolarmente vantaggioso: l’aliquota per il pagamento dell’IRPEF è unica, stabilita al 5%; non è necessario tenere registri fiscali dell’impresa; non è necessario pagare l’IRAP e alcuni altri balzelli di tipo locale; il contribuente ha uno sconto sull’aliquota INPS, che è fissata al 24%. In pratica questo tipo di regime fiscale consente ad un giovane di avviare un’attività rapidamente, risparmiando ampiamente sugli adempimenti fiscali e sulle spese per le tasse. Il regime dura un certo lasso di tempo e non può essere confermato per le aziende che hanno un fatturato massimo che supera i 30.000 euro, che salgono a 50.000 per le imprese che operano in ambito commerciale.

Principali vantaggi

L’imprenditore che deve avviare una nuova impresa trae enorme giovamento dal regime dei minimi, in quanto non è costretto a pagare imposte particolarmente elevate. Questo consente, in prima battuta, di investire tutto ciò che si guadagna nella propria impresa, favorendone così un corretto avviamento. Il problema principale che affligge le imprese appena avviate è infatti correlato ai guadagni, soprattutto nei primi mesi di attività. La possibilità di non dover spendere cifre eccessive per le tasse consente ai giovani di avviare la propria impresa con maggiori possibilità di successo.