Per astensione obbligatoria si intende il diritto della futura mamma di astenersi dal lavoro due mesi prima e tre mesi dopo il parto per un totale di cinque mesi. Ciò vale per le lavoratrici dipendenti e per le libere professioniste iscritte alla Gestione separata. Coloro che svolgono un’attività autonoma non hanno l’obbligo di astenersi dal lavoro.

Soggetti coinvolti

Le lavoratrici che possono richiedere la maternità anticipata appartengono a diverse categorie contrattuali. Andiamo, dunque, a vederle nel dettaglio:

  • dipendenti del settore sia pubblico che privato, comprese le lavoratrici agricole e domestiche;
  • Lavoratrici con rapporti di lavoro occasionali e lavoratrici aventi contratto a progetto;
  • associate in partecipazione;
  • libere professioniste;
  • Lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata (un particolare fondo pensionistico nato con la legge 335/95 di riforma dello stesso sistema pensionistico).

Tuttavia, il regime di maternità anticipata deve essere giustificato da gravidanza a rischio, che sia per complicazioni ovvero per condizioni morbose. Analizzeremo questi casi nei paragrafi successivi.

Salario durante il congedo

Il salario che spetta alla lavoratrice durante il congedo obbligatorio corrisponde all’80% della retribuzione media giornaliera per la dipendente o l’80% della retribuzione convenzionale nel caso della lavorante autonoma. E’ a carico del datore di lavoro il restante 20%.

L’astensione obbligatoria dal lavoro può essere seguita dalla maternità facoltativa. Tale periodo è retribuito con un salario pari al 30% dello stipendio convenzionale e può durare al massimo 10 mesi. Questo lasso di tempo può essere ripartito tra madre e padre o essere corrisposto ad un solo genitore.

Casi di maternità anticipata

Vi sono casi però in cui la donna lavoratrice ha bisogno della maternità anticipata. Vi sono dei casi specifici, previsti dal Ministero del Lavoro e segnalati nel secondo coma dell’articolo 17 del decreto legislativo 151/01 del Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, in cui è prevista la maternità anticipata:

  • Se la gestante ha dei problemi di salute che mettono a rischio la sua gravidanza e per i quali è consigliato il riposo e che si aggraverebbero lavorando,
  • se il lavoro o il luogo in cui svolge la sua attività professionale non è salubre e mette a rischio la gravidanza,
  • Se la lavoratrice svolge mansioni pesanti (alzare pesi, esposizione a sostanze chimiche dannose) e non può essere spostata di settore o di mansione.

Tuttavia, è bene ricordare che per le lavoratrici autonome e le lavoratrici iscritte alla gestione separata, la maternità anticipata può essere concessa solo in presenza della condizione di complicanze NON legate al posto di lavoro. Per questa categoria di lavoratrici, perciò, la maternità anticipata non è riconosciuta in caso di condizioni di lavoro e ambientali che possono inficiare sulla salute della donna o del bambino e tantomeno in caso di lavori faticosi, insalubri e pericolosi.

Come fare la richiesta di maternità

maternità anticipata

La lavoratrice in dolce attesa che lo richieda per motivi specifici (come quelli sopra citati) ha diritto alla maternità anticipata. In questo caso è necessario:

  • presentare la richiesta di maternità anticipata alla direzione provinciale del lavoro competente per territorio allegando il certificato di gravidanza e il certificato medico, rilasciato dal ginecologo di fiducia, che attesti l’esistenza dei problemi sopra citati. Il certificato rilasciato dal ginecologo deve anche contenere le seguenti informazioni: la data presunta del parto, l’ultima mestruazione, la richiesta di assoluto riposo e la patologia intercorrente relative alla gravidanza,
  • la direzione provinciale del lavoro rilascia una ricevuta in duplice copia (una per il datore di lavoro) in cui attesta la richiesta da parte della lavoratrice di maternità anticipata,
  • entro 7 giorni avviene l’approvazione della domanda di maternità anticipata.

La maternità anticipata può precedere un periodo di astensione dal lavoro fino a sette mesi dopo il parto qualora la mansione della neo mamma sia considerata a rischio insalubrità e la lavoratrice non può essere adibita ad altre mansioni.

Il congedo di maternità, anticipata e obbligatoria, non compromette l’anzianità di servizio o le ferie maturate. Inoltre durante la maternità anticipata alla lavoratrice spetta la retribuzione totale.

Come effettuare la richiesta

La richiesta può essere effettuata in modi diversi a seconda dei casi:

  • Gravi Complicazioni della Gravidanza e/o Preesistenti Condizioni Morbose:
    La richiesta va fatta attraverso la presentazione di una serie di documenti, che devono essere consegnati al servizio ispezione del lavoro competente. In particolare, la lavoratrice deve presentare la domanda di interdizione anticipata dal lavoro, il certificato medico di gravidanza (redatto da ASL), il certificato medico del ginecologo che attesti la presenza di complicanze gravi e/o di preesistenti condizioni morbose che si presume possano essere aggravate dalla gravidanza.
  • Condizioni di Lavoro e Ambientali Non Idonee e Lavoro Faticoso, Insalubre o Pericoloso:
    in questo caso la richiesta può essere presentata sia dalla stessa gestante che dal datore di lavoro; la richiesta deve contenere domanda d'interdizione anticipata dal lavoro e certificato di gravidanza.

Visualizza la documentazione necessaria a presentare la domanda sul sito del Ministero del Lavoro