Il sistema previdenziale italiano prevede che ai fini pensionistici sia possibile coprire, mediante i contributi da riscatto, a proprie spese, dei periodi di studio, lavoro, inattività non soggetti a obbligo assicurativo.

I periodi per i quali è possibile pagare i contributi da riscatto

  • Corsi di laurea, anche brevi, o congedi ottenuti per motivi di formazione o studio
  • Lavori svolti all'estero in Stati non convenzionati con l'Italia
  • Attività lavorative svolte da parasubordinati o liberi professionisti
  • Fasi di inattività in cui si è interrotto o sospeso il rapporto di lavoro
  • Congedi dal lavoro per gravi motivi familiari o periodi di possibile assenza per maternità.

Possono pagare i contributi da riscatto: i lavoratori dipendenti e autonomi; gli iscritti a fondi speciali; gli iscritti alla gestione separata, come chi ha un contratto co.co.co o co.co.pro.; i liberi professionisti.

Dopo aver fatto richiesta all'Ente di previdenza, sarà pervenuto a casa un bollettino con la somma da pagare in un'unica soluzione entro 60 giorni o in più rate.

Il riscatto della laurea

Affinché si possano riscattare gli anni della laurea, occorre questa sia già stata conseguita prima dell'invio della domanda all'Inps e che non sia stato accreditato nessun altro contributo presso altri fondi pensionistici.
I tipi di laurea riscattabili sono:

  • Diplomi universitari
  • Diplomi di laurea
  • Diplomi di specializzazione
  • Dottorati di ricerca
  • Titoli accademici di cui al dl. 509/1999
  • Diplomi di alta formazione artistica e musicale, ma solo per i corsi attivati dopo il 2005

Dal 12 luglio 1997, è possibile riscattare due o più corsi di laurea conseguiti anche prima di questa data. Dal 2008, infine, è possibile procedere anche per i soggetti che non sono mai stati iscritti ad alcun fondo di previdenza.

L'ammontare dell'onore da pagare dipende innanzitutto dalla data di conseguimento della laurea – che determina, peraltro, se verrà utilizzato il sistema retributivo o contributivo – e, in secondo luogo dall'età del cittadino, dal sesso e dalle ultime retribuzioni.

Per le lauree conseguite prima del 1996, il sistema di riferimento sarà quello retributivo: da quell'anno in poi, si sbloccherà il contributivo.

Per calcolare l'ammontare, si utilizza l'aliquota relativa agli anni in questione e si applica alle entrate relative ai 12 mesi meno remoti rispetto la data della domanda.

Contributi relativi ad attività lavorative in paesi non convenzionati

L'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in materia contributiva con numerosi paesi: se un cittadino italiano svolge regolare attività in uno di questi stati, i contributi possono essere facilmente fatti valere per via di tali accordi.
Se l'attività, invece, avviene in paesi diversi è necessario chiederne il riscatto.
È possibile far domanda per i contributi da riscatto per l'intero ammontare di tale lavorativo per tutti i cittadini di nazionalità italiana.
Il metodo di calcolo è del tutto simile a quello relativo agli anni di laurea.

Periodi senza contributida riscatto

È possibile, infine, riscattare a titolo oneroso i contributi relativi a periodi quali:

  • Interruzione del rapporto di lavoro
  • Formazione professionale
  • Contratti part time

Anche qui, l'ammontare dell'onere dipende da numerosi fattori e dal tipo di attività svolta. Per maggiori informazioni, si rimanda al Portale Inps relativo ai Contributi.

Come contribuiscono ai fini pensionistici i contributi da riscatto

Per i fini pensionistici, i contributi da riscatto, assumono lo stesso valore che ha la contribuzione obbligatoria. Per questo motivo può essere usata per la misura e per il diritto di tutte quelle prestazioni che vengono erogate dalle assicurazioni generali obbligatorie e dai suoi fondi esclusivi o sostitutivi. Quindi ha valore anche per il perfezionamento di tutti i requisiti contributivi che necessitano per la pensione anticipata e per il requisito contributivo di vent’anni utile per l’accesso alla tradizionale pensione di vecchiaia. Infine, grazia ad essa si può accedere al perfezionamento di quei requisiti immancabili per usufruire delle prestazioni previdenziali per il lavoratore iscritto al sistema contributivo.

Pertanto con il riscatto, il lavoratore può ottenere un aumento sulla pensione e, in base al proprio caso, un valido anticipo sull’età pensionabile. Ovviamente, il singolo lavoratore, deve valutare la propria convenienza analizzando i vantaggi offerti dalla copertura contributiva ma, anche, i relativi costi.

Il calcolo dell’onere dei riscatti varia in base alla collocazione temporale dei fatti; infatti, tutti i riscatti prima del 1996 si calcolano mediante il sistema della riserva matematica, quelli successivi al 2011, invece, si determinano tramite il sistema detto “dell’aliquota percentuale”. Durante la valutazione di tale calcolo, è necessario considerare che, dal 2011, la legge permette la deducibilità dell’intero costo del riscatto dal reddito complessivo e che, il versamento di questa operazione si può anche rateizzare in 120 rate a scadenza mensile privi dell’aggiunta di qualsiasi interesse.

Chi può chiedere il riscatto

La richiesta di riscatto può essere presentata da:

  • Lavoratori con regolare iscrizione all’assicurazione obbligatoria generale,
  • Coloro che hanno effettuato l’iscrizione a una gestione speciale per i lavoratori autonomi;
  • Tutti gli appartenenti alla gestione separata per lavoratori parasubordinati;
  • Gli iscritti ad uno dei fondi speciali che sono sotto la gestione dell’Inps.