Le pubbliche amministrazioni per poter funzionare a dovere devono ovviamente sapersi organizzare in modo strutturato, ordinato ma soprattutto in modo esauriente. I servizi che sono offerti dalle varie PA sono tantissimi ed essi si basano sulla semplice compravendita: la popolazione chiede una prestazione, un bene o un servizio e la pubblica amministrazione, mediante terzi, elargisce il tutto. 
Ma questi beni o servizi che vengono offerti da altri soggetti come avvengono? O per meglio dire come vengono stipulati gli accordi con le varie società? Dove avvengono questi scambi e questi accordi? 

Per gestire questo genere di situazioni le PA usufruiscono del MEPA ovvero del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione: in parole semplici e spicce stiamo parlando di una piazza ‘telematica’ dove ogni giorno le pubbliche amministrazioni e le varie imprese si incontrano ‘via etere’ per poter soddisfare reciprocamente le proprie esigenze.  

Due elementi sostanziali di queste compravendite che poi inesorabilmente si riversano sui cittadini e sulla popolazione sono la trasparenza e la concorrenza: tutte le aziende, le società e le imprese che sono abilitate offrono alle pubbliche amministrazioni un catalogo più o meno vasto di servizi che sono ovviamente visibili a tutti i concorrenti in modo tale da poter fondare i propri principi operativi sull’onestà.  

Le compravendite, giusto specificarlo, funzionano in modo assolutamente semplice ed intuitivo: un po' come quando facciamo delle mini aste sul web: possiamo accettare subito in modo passivo quanto offerto dal venditore oppure possiamo contattare lo stesso in modo da poter contrattare sul prezzo.  

Quanto descritto, in modo basilare è il procedimento mediante il quale vengono affidati gli appalti pubblici ed in quanto materia delicata (visto quanto successo negli anni precedenti) vanno rispettare meticolosamente tutte le norme che ne regolano lo svolgimento trasparente.  

Cenni storici sul MEPA 

Per quanto si possa criticare l’Italia e le sue metodologie di governo una nota di merito al Belpaese deve essere riconosciuta: l’Italia, infatti, è stata la prima in tutta l’Europa ad idealizzare e a mettere in atto un sistema di compravendita di servizi pubblici mediante vie telematica. 
Era il 2002 quando il decreto del Presidente della Repubblica sanciva la nascita del MEPA al fine di dare maggiore trasparenza e serietà nell'assegnazione degli appalti pubblici. Così facendo venne sancita una nuova era, una piccola rivoluzione capace di ribaltare gli scambi di informazione e le relazioni commerciali: utilizzando infatti un semplice computer e una connessione internet era possibile affidare un appalto in pochi minuti cosa che fino a quel momento sembrava vera e mera utopia.  

Come funziona la compravendita 

Una piccola delucidazione comunque va data sulla struttura del MEPA o comunque sulla metodologia di compravendita. 
Innanzitutto bisogna scindere le due tipologie di vendita, abbiamo infatti: 

Gli ordini diretti: sono quelli che rappresentano il semplice sì della Pubblica Amministrazione che accetta passivamente le condizioni che vengono suggerite dalle aziende e dalle imprese; 

La richiesta di offerta (RDO): sono delle vere e proprie gare alle quali vi si accede o tramite invito oppure tramite accesso pubblico. In questa occasione si dà avvio all’asta per accaparrarsi i servizi da elargire.  

Come abbiamo visto dunque a partire dal 2002 si è cercato di dare con parziale successo ordine e trasparenza ad un mondo che fino a qualche anno prima era tutto fuorché ‘pulito’. L’accesso elargito a tutti, le gare che possono essere viste da tutte, gli eventuali accordi che possono essere sanciti tra le parti in modo diretto hanno letteralmente ribaltato e stravolto l’assegnazione degli appalti. C’è da dire, comunque, che c’è ancora chi storce il naso: è solo questione di tempo e anche gli scettici si ricrederanno. Dall’altronde il progresso scientifico e tecnologico non conosce pause e anche le Pubbliche Amministrazioni ne trarranno ulteriori beneficia. Ci potete scommettere.