Nel corso del tempo, l’andamento dell’economia di un Paese può variare moltissimo e alternare fasi positive di crescita a quelle negative di crisi. E tali andamenti si riflettono poi anche sul trend dell’occupazione dei lavoratori. Nelle fasi economiche positive, si evidenzia un incremento degli occupati, mentre durante i periodi negativi, l’occupazione tende a diminuire. In quest’ultimo caso, fortunatamente, esistono delle forme di sostegno economico (sia pur temporaneo) fornite dallo Stato per quelle persone che rientrano in alcune categorie di soggetti o di lavoratori.

Importante, da questo punto di vista, è anche la distinzione tra disoccupato ed inoccupato. Due figure nettamente distinte e diverse del mondo del lavoro e che, come vedremo meglio in seguito, evidenziano aspetti completamente differenti. In sintesi, l’uno non ha mai lavorato (con nessun tipo di modalità o contratto), mentre l’altro ha svolto attività (di breve o lunga durata) ma è stato soggetto a licenziamento successivamente. Tale distinzione risulta fondamentale spesso per poter accedere alle forme di sostegno o aiuto economico a cui abbiamo accennato prima.

Queste ultime si sono sviluppate ed ampliate nel corso del tempo (in particolare nel secondo dopo guerra), soprattutto per far fronte alla considerevole mole di soggetti che si sono trovati improvvisamente senza un lavoro (magari a causa di un peggioramento del quadro economico nazionale, settoriale o aziendale) e quindi in stato di necessità per sé e la propria famiglia.

In tempi recenti, accanto a interventi o azioni di natura passiva (come l’elargizione diretta di denaro ai singoli soggetti), si è cercato di sviluppare anche interventi di natura attiva, sotto forma di creazione ed avvio di corsi di aggiornamento professionale o di ampliamento delle conoscenze lavorative o, ancora, di acquisizione di ulteriori abilità o capacità (fondamentali nel moderno mercato del lavoro), come ad esempio lingue straniere o informatica almeno di base. Tutto questo, oltre la diffusione di centri pubblici per l’impiego e agenzie per il lavoro private.

Comunque, vediamo adesso in cosa consiste la differenza a cui abbiamo accennato prima tra inoccupato e disoccupato e in quali casi è possibile richiedere delle misure di sostegno economico.

Se si è nella condizione definita "inoccupato", il nostro consiglio è quello di presentare una dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa da consegnare al Centro per l'Impiego o il modello di Autocertificazione di disoccupazione.

L'inoccupato è colui che non abbia mai svolto attività lavorativa, sia come dipendente che in forma autonoma o almeno che non è riconosciuto il lavoro in nero. 

Che cos'è, invece, la disoccupazione?

Diversamente dall'inoccupato, il disoccupato è colui che:

  • ha un reddito inferiore a 8000
  • ha un reddito al di sotto dei 4800
  • ha lavorato solo per 8 mesi 

L'Aspi

Immagine per Inoccupato

A sostegno dell'inoccupato, c'è già dal 2013 l'Aspi. L'importo massimo sarà sempre e comunque pari a 1.119€ lordi (circa 1.050€ netti), che si ridurranno del 15% dopo sei mesi.

Chi può fare richiesta dell'ASPI

  • Tutti i dipendenti del settore privato – apprendisti compresi
  • Dipendenti pubblici con contratti a tempo determinato
  • Soci lavoratori subordinati di cooperative
  • Lavoratori dello spettacolo

I requisiti per chiedere l'Assicurazione sono: l'aver guadagnato due anni di anzianità e almeno un anno di contributi e presentare domanda entro 60 giorni dal licenziamento. La domanda dev'essere presentata o all'Inps oppure ad un Patronato.

È prevista anche una forma ridotta di Aspi per coloro che non raggiungono l'anno di contributi, ma superano le 13 settimane.

Infine, possono richiedere l'assicurazione anche coloro che, licenziati, hanno avviato con successo la procedura di conciliazione.

Altre caratteristiche del sostegno per un inoccupato

Innanzitutto, occorre chiarire nuovamente che l'Aspi si attiva per l'inoccupato licenziato dal 2013 e, quindi, non a coloro che hanno perso il lavoro sino al 2012.

Sino al 2014, quindi, l'Aspi dura 8 mesi per gli under 50, per i quali invece l'assistenza dura 12 mesi. Chi perderà il lavoro nel 2014 e sarà over 55, godrà dell'assegno per 14 mesi. L'anno seguente, per gli under 50 la durata sarà pari a 10 mesi, per la fascia 50-54 pari a 12 mesi, per gli over 54 16 mesi.

Come si perde l'Aspi

Il sussidio lo perde chi trova un'occupazione di durata superiore ai sei mesi, chi raggiunge la pensione, chi guadagna un assegno di invalidità (in questo caso, può scegliere quale sussidio percepire).

Chi intraprende un'attività indipendente non perde tale forma di assistenza, a patto che non superi il guadagno di 4800€ annui. In ogni caso, vedrà l'assegno diminuire dell'80% del reddito presunto che il lavoratore ricaverà dall'attività.
Perde l'Aspi anche chi rifiuta un'offerta di lavoro congruo.

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