La legge prevede che in occasione del matrimonio, alcune categorie di lavoratori, abbiano diritto al congedo matrimoniale e dell’assegno ad esso relativo. Il congedo matrimoniale corrisponde ad un periodo di astensione al lavoro di 15 giorni consecutivi che non possono essere goduti durante il periodo delle ferie o nel preavviso del licenziamento.  La richiesta per il congedo matrimoniale deve essere presentata al datore di lavoro con almeno 6 giorni di anticipo. La novità rilevante per quanto riguarda il 2014 è rappresentata dal fatto che questa richiesta può essere inoltrata anche dalle coppie omosessuali: in Italia infatti la Coop Adriatica ha concesso a una sua dipendente di convolare a nozze negli Stati Uniti insieme alla sua compagna.

Le categorie di lavoratori che possono richiedere il Congedo matrimoniale per l'INPS

Inoltre, le seguenti categorie di lavoratori possono richiedere l’assegno per il congedo matrimoniale, rilasciato dall’INPS:

  • Lavoratori, non aventi qualifica impiegatizia, dipendenti da aziende industriali, artigiane e cooperative (compresi gli apprendisti e i lavoratori a domicilio).
  • Personale di bassa forza dell’armamento libero (sottufficiali e comuni) che alla data del matrimonio possano far valere un rapporto di lavoro di almeno una settimana.
  • Operaie e marittimi che si dimettano per contrarre matrimonio.
  • Lavoratori che, ferma restando l’esistenza del rapporto di lavoro, non sono comunque in servizio per malattia, sospensione dal lavoro, richiamo alle armi, etc.
  • Lavoratori e i marittimi disoccupati, che alla data del matrimonio possano far valere un rapporto di lavoro di almeno 15 giorni nei novanta precedenti il matrimonio.
  • Marittimi in servizio militare che possano far valere un rapporto di arruolamento di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data di richiamo alle armi ovvero la data di ultimazione del servizio dileva.

Ovviamente se entrambi i coniugi rientrano in tali categorie, entrambi hanno diritto all’assegno per il congedo matrimoniale. Tale permesso non può essere usufruito in maniera divisa ma in giorni che siano continui per una durata massima di due settimane, ossia quindici giorni. La data di inizio è di norma il giorno fissato per le nozze.

Come presentare la domanda di congedo

La domanda va presentata all’Inps allegandola alla copia del certificato di nozze, entro un anno dal matrimonio. In alcuni casi, il datore di lavoro può anticipare l’importo corrispondente all’assegno per il congedo matrimoniale. In questo caso, i lavoratori devono presentare la copia del certificato di matrimonio entro i 60 giorni dalla celebrazione delle nozze. Ai lavoratori disoccupati o sotto le armi, l’assegno è pagato dall'Inps.

L’importo dell’assegno per il congedomatrimoniale corrisponde alla retribuzione di una settimana, basata sull’ultimo salario percepito. E’ utile e consigliabile parlare per tempo con il proprio datore di lavoro per coordinarsi e organizzarsi per ottenere quest’autorizzazione. Nei casi in cui l’impresa in questione è impossibilitata a rilasciare il permesso per tutta la sua durata (ossia quindici giorni), l’azienda ha tempo trenta giorni dal giorno del matrimonio per far completare il periodo al neo sposo o alla neo sposa.

Ricorso al mancato Congedo matrimoniale per l'INPS

ottenere il congedo matrimoniale

Qualora la domanda di congedo venga respinta, il lavoratore può presentare ricorso al Comitato provinciale dell’Inps. Il ricorso deve essere redatto in carta libera entro 3 mesi (90 gg) dalla data in cui è stata ricevuta la lettera di reiezione.

Le procedure per presentare il ricorso sono:

  • Presso gli sportelli della Sede dell'Inps che ha respinto la domanda;
  • Spedirlo presso la sede dell'Inps per posta con raccomandata con ricevuta di ritorno;
  • presentato presso uno degli Enti di Patronato riconosciuti dalla legge.

In ciascun caso, al ricorso dovranno essere allegati tutti i documenti ritenuti utili ai fini dell’accettazione.

I permessi per le coppie omosessuali

Un recente fatto di cronaca ha portato alla luce una novità importante: in Italia sempre più aziende concedono questo tipo di permesso anche alle coppie omosessuali che si sposano all’estero. La novità diventa uno spunto molto interessante su cui riflettere visto che il tema è parecchio sensibile nel nostro Paese. La notizia è balzata agli onori di cronaca quando la Coop Adriatica ha concesso un permesso sul matrimonio a una sua dipendente che è andata a New York per sposare la sua compagna. L’azienda in questione infatti aveva approvato un pacchetto welfare e ha accettato la domanda presentata dalla propria lavoratrice per i quindici giorni retribuiti per le sue nozze. La dipendente è rimasta felicissima di questa decisione che potrà costituire un importante precendente per quanti/e vorranno seguire il percorso di questa lavoratrice della Coop Adriatica.
E’ la prima volta che un simil fatto accade in Italia e nel recente passato già altre aziende avevano riconosciuto quest’autorizzazione, come Intesa San Paolo, Telecom e Ikea.

Docenti precari: è possibile chiedere il permesso?

Caso intricato quello dei docenti precari, che tra l’altro sono al centro di una riforma corposa che vorrebbe attuare il Presidente del Consiglio Renzi per la loro stabilizzazione attraverso l’eliminazione delle Gae, graduatorie ad esaurimento. Il permesso valevole per il proprio matrimonio è infatti disciplinato dall’articolo 19 comma 12 ed è previsto dal CCNL e per questo motivo, quando si tratta di docenti precari, la domanda non può essere respinta ma tuttavia deve essere presentata nei tempi e nei modi stabiliti per legge.

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