La lavoratrice madre ha per legge diritto ad essere tutelata durante la gravidanza e i primi anni di vita del bambino. Per la tutela della sua salute non può eseguire lavori pericolosi dall’inizio della gravidanza e fino al settimo mese di età del figlio, né lavori notturni (dalle 24 alle 6).

Interdizione anticipata e maternità

La maternità anticipata è il periodo di interdizione dal lavoro che si può richiedere in caso di problemi di salute che mettono a rischio la gravidanza, anche prima dell’astensione obbligatoria dal lavoro che va da due mesi prima la data presunta del parto sino a tre mesi dopo.

Nel periodo di congedo per maternità anticipata la lavoratrice ha diritto alla retribuzione totale senza decurtazioni. Tale periodo non interrompe l'anzianità di servizio, né il computo per la maturazione delle ferie.

I casi di interdizione

La domanda di interdizione anticipata per maternità viene accolta in alcuni casi specifici, in particolare quando i problemi di salute mettono a rischio la gravidanza ed è consigliato un periodo di riposo; quando l'ambiente di lavoro non è salubre e può mettere a rischio la gravidanza o la salute della donna e del bambino; quando le mansioni di lavoro sono pregiudizievoli per la gravidanza (es. alzare pesi, ecc.) e non è possibile spostare la lavoratrice ad altre attività.

A seconda dei casi, bisogna procedere secondo i seguenti passi:

  • nel caso di problemi di salute, la futura madre deve consegnare tra i documenti: domanda interdizione anticipata, certificato medico di gravidanza, certificato medico che confermi i problemi di salute che mettono a rischio la gravidanza stessa, altro materiale utile ai fini della domanda
  • negli altri due casi elencati (ambiente di lavoro non salubre e impossibilità al cambio mansioni) la domanda può essere presentata dalla futura madre o dal datore di lavoro stesso.

Con la legge varata nel 2012, si sono semplificate le modalità per chiedere i rispettivi certificati alle future madri: la competenza infatti è suddivisa tra ASL di riferimento e Direzione Territoriale del Lavoro. Secondo le disposizioni legislative varate in materia, la ASL controllerà i casi più gravi, ossia quelli elencati nel primo punto precedente e che riguarda problemi di salute durante il periodo della gravidanza. Alla Direzione Territoriale del Lavoro invece spettano gli altri due casi elencati, condizioni lavorative ritenute non idonee o impossibilità dell’azienda a cambiare funzioni alla lavoratrice in gravidanza.

La domanda si presenta sulla base della necessaria certificazione medica a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ed è autorizzata dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro (ispettorato del lavoro) Nazionale. Qualora il certificato della Direzione Territoriale del Lavoro arrivi in ritardo, ossia oltre il termine dei sette giorni, la lavoratrice deve tornare sul posto di lavoro alla data indicata della scadenza del certificato medico. Bisogna aggiungere che i provvedimenti presi dal Servizio Ispezione del lavoro della DPL competente hanno carattere definitivo.

Interdizione anticipata

La presentazione della domanda

L’interdizione anticipata per maternità precede ovviamente nel tempo il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro e può essere chiesta dalla gestante nei mesi che la precedono.

L’istanza deve essere presentata all’Ispettorato del Lavoro presso la Direzione Provinciale competente per territorio, allegando la documentazione e la certificazione medica, direttamente dalla gestante o da terzi muniti di delega. Il servizio ispettivo del Ministero del lavoro emana un provvedimento di interdizione entro 7 giorni dalla ricezione dell'istanza della lavoratrice e lo rilascia in duplice copia, per il datore di lavoro e per la lavoratrice.

Periodo di interdizione anticipata

Il periodo di interdizione anticipata dal lavoro per maternità è indicato sul certificato medico, rilasciato da una struttura del Servizio Sanitario Nazionale, dove devono essere riportate la data presunta del parto, la data delle ultime mestruazioni, la richiesta di assoluto riposo e la patologia che mette a rischio la gravidanza.

Altre informazioni utili

Il periodo della gravidanza è uno dei momenti più belli per la futura madre che da lì a poco cambierà completamente la sua vita. Nel caso di madre lavoratrice, è bene che lei si informi bene su tutti gli aspetti della maternità, dall’interdizione alla richiesta anticipata fino all’indennità. Ci sono infatti diverse regole e cavilli da conoscere e per esempio non a tutti è riconosciuta l’indennità. Il Sito dell’INPS dedica una sezione apposita a questo capitolo. Nella sezione “Tutto Famiglia” infatti sono dedicati diversi paragrafi a questo argomento, dall’indennità di maternità o paternità fino a tutte le tipologie di lavoratrici, a seconda che esse siano dipendenti, autonome, atipici o iscritti alla gestione separata dell’INPS. Per quanto riguarda l’indennità, qualora essa sia obbligatoria spetta per cinque mesi mentre qualora sia facoltativa il totale dell’arco temporale di cui se ne può usufruire è pari a undici mesi. Ma è consigliabile una lettera approfondita di tutti i casi specifici presenti sul sito ufficiale dell’Ente Previdenziale per capire in che misura muoversi.

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