La legge prevede degli incentivi e dei benefici per i lavoratori esposti all'amianto, ovvero per tutti quei dipendenti costretti a lavorare in edifici costruiti con polvere d'amianto e sostanze affini quali crisotilo, crocidolite, tremolite ecc.
Ottenere gli incentivi richiede una serie di controlli da effettuare prima e a seguito dei lavori: poiché la normativa a riguardo è molto severa, è importante rispettare scrupolosamente quanto stabilito. Tuttavia, bisogna dire che in Italia le vittime causa amianto sono troppe, soprattutto in alcune Regioni come Liguria, Piemonte e Sicilia. Troppe vittime tanto che sul web è nata anche un’Associazione che tutela le famiglie di chi ha perso un parente a causa di questo materiale nocivo.

La disciplina della Commissione Europea

Una direttiva della Commissione Europea, stilata il 30 Novembre 2009, impedisce in teoria l'uso dell'amianto per costruire fabbricati, nonché la sua lavorazione ed estrazione; è però ammesso tutto ciò che deriva dalla sua eliminazione.

Gli accertamenti preventivi sui lavoratori esposti all'amianto

È necessario inoltre accertare l'esposizione all'amianto prima che l'attività di costruzione abbia inizio, valutando mediante campionamenti, i rischi effettivi del lavoratore.
Bisogna controllare lo stato di salute del dipendente prima dell'esposizione e sottoporlo a visite periodiche anche dopo la chiusura dei lavori.

Le agevolazioni per i lavoratori dell'amianto

Indipendentemente dallo stato di salute degli addetti, sono previste comunque delle agevolazioni in materia di pensione per tutti i lavoratori esposti all'amianto; degli incentivi se ne occupa l'Inail, con verifiche operate dalle Consulenze Tecniche Accertamento Rischi e Prevenzione Regionali (Con.T.A.R.P.) dello stesso ente.

Come ottenere i benefici

Chi lavora in questo settore fa parte, per quanto concerne la riscossione della pensione, della categoria dei lavori usuranti, per i quali vale la quota 97.3, ossia avere 61 anni e 3 mesi di età e 35 di contributi. Poi all’interno ci sono tutta una serie di norme che disciplinano questi mestieri.

I benefici per i lavoratori dell'amianto sono diversificati a seconda del numero di anni in cui sono stati esposti alla sostanza, e sono di due tipi:

Esposizione ultradecennale all'amianto

Un dipendente può ottenere tali benefici nei casi in cui abbia lavorato per almeno 10 anni in un luogo con una presenza di amianto pari quantomeno alle 0,1 fibre per cm³, in rapporto alle ore di lavoro, con un coefficiente dell'1,5 in relazione ai periodi di esposizione.
Tale coefficiente è valido per il calcolo della pensione ma è escluso dal valore di età, che deve essere comunque quello della maggiore anzianità contributiva.

Lavoratori affetti da malattie legate alla professione

Quanti abbiano contratto una malattia in conseguenza dell'esposizione all'amianto, vedono applicato il coefficiente dell'1,5 in rapporto al numero di settimane lavorative, purché coperte dai contributi obbligatori.

Morti per amianto: aggiornamento 2014

Purtroppo quando si parla di questo materiale, il primo pensiero sono le troppe vittime che muoiono sul posto di lavoro. Un fatto sconcertante visto che se l’Italia è fondata sul lavoro, non si può morire mentre si fa il proprio mestiere. Sono le cosiddette morti bianche che più di una volta sono state l’oggetto di discorsi delle massime cariche istituzionali, a partire dal Presidente della Repubblica. Secondo le ultime rilevazioni, la Regione del Sud dove si registrano più tumori per amianto è la Sicilia, con una media di tre ogni centomila abitanti. Si tratta di neoplasie mortali, senza speranza di guarigione. Nel capoluogo siciliano, Palermo, si contano addirittura dieci casi all’anno. Passando nelle specifico delle province, Augusta e Biancavilla Etnea sono le zone con più alto rischio amianto. Se invece allarghiamo l’orizzonte all’intera Italia, le Regioni più colpite da tumori sono Liguria e Piemonte.

Purtroppo l’Italia è piena di storie di questo tipo, di processi in corso contro funzionari e dirigenti, di vittime che ciclicamente si ripetono nei luoghi di lavoro a causa dell’amianto ma una soluzione al problema ancora non è stata trovata. O forse non si vuole risolvere definitivamente la questione. A riguardo è attiva anche un’Associazione, AFeVA (Associazione Familiari Vittime Amianto). Nel portale sono presenti diverse sezioni, come quella relativi ai comunicati stampa con le ultime sentenze o l’analisi di casi particolari.
Le associazioni ambientaliste insistono sull’uso delle energie rinnovabili e dei cosiddetti lavori “green”, un settore tra l’altro che sta riscuotendo un grande successo in termini di occupazione. E’ necessaria quindi una riforma urgente del settore e delle relative norme per fare in modo che in futuro non si sentano più storie di vittime per amianto. Il settore è troppo delicato e sensibile per non essere trattato. E’ necessario però agire in fretta.





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