La mobilità è disciplinata dalla legge 223/91 e rappresenta un particolare tipo di allontanamento dall'attività lavorativa che riguarda un gruppo di lavoratori. La Riforma Fornero, tuttavia, prevede una modifica della normativa: dal 2016, quest'istituto sarà sostituito dall'Assicurazione Sociale per l'Impiego (Aspi) che tenta di livellare tutte le distinzioni fra i vari livelli di tutela sul lavoro.

Cosa significa “andare in mobilità”

La mobilità è uno strumento mirato a facilitare il lavoratore nella perdita di lavoro. A differenza della Cassa Integrazione, infatti, è semplicemente propedeutica al licenziamento.
Ha una durata fissa e prevede un'indennità – sempre inferiore allo stipendio – ma è stata concepita per agevolare la rientrata nel mondo del lavoro dei licenziati.

Quali aziende possono chiedere questa tutela

  • Aziende con più di 15 dipendenti già in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria
  • Aziende con più di 15 dipendenti (inclusi apprendisti) che decidono di ricorrere al licenziamento collettivo
  • Aziende con più di 15 dipendenti che cessano l'attività

Da notare che per “licenziamento collettivo” si intende il licenziamento di più di cinque lavoratori in un periodo di 120 giorni.

Per iniziare la procedura, le imprese devono innanzitutto darne comunicazione alle organizzazioni sindacali e alla Direzione Regionale del Lavoro. Si apre quindi un tavolo per ideare eventuali strategie che possano evitare la soluzione della mobilità.

Se queste, infine, non vengono trovate l'impresa può intraprendere i licenziamenti collettivi ma deve trasmettere l'elenco dei lavoratore alla Direzione Regionale, alle Commissioni Provinciali Tripartite, alle Associazioni di Categoria.
È possibile, in alternativa, che siano gli stessi lavoratori ad intraprendere la procedura non il datore di lavoro, ma è opportuno ricordare che per guadagnare l'indennità occorrono determinati requisiti e che quindi il mero inoltro della domanda non implica assolutamente il ricevimento dell'indennità, anche se la richiesta parte dai dipendenti.

Chi riceve l'indennità

• Lavoratori iscritti nelle liste di mobilità
• Lavoratori con anzianità pari ad almeno 12 mesi
• Lavoratori con almeno 6 mesi di lavoro effettivo
• Lavoratori assunti a tempo indeterminato da:

1. Imprese industriali con più di 15 dipendenti
2. Imprese commerciali con più di 200 dipendenti
3. Cooperative con più di 15 dipendenti
4. Imprese artigiane se l'azienda committente ha fatto ricorso allo stesso istituto di tutela
5. Aziende in regime transitorio (Aziende commerciali, di viaggio e turismo, di vigilanza)

A quanto ammonta l'indennità

All'indennità contribuisce sia l'azienda sia lo Stato (tramite l'Inps). È giusto sottolineare come i contributi continuino, comunque, ad essere versati duranti i mesi nei quali è attiva questa tutela.
Il pagamento vale il 100% della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per i primi 12 mesi, mentre l'80% sino al 36esimo o sino al 48esimo per le aziende del Mezzogiorno, che godono di regimi particolari.

Infatti, la durata stessa della cassa è diversa:

• Lavoratore sino a 39 anni: 12 mesi per aziende del centro-nord, 24 per il Mezzogiorno
• Lavoratore sino a 49 anni: 24 mesi nel primo caso, 36 nel secondo
• Lavoratore oltre 50 anni: 36 mesi nel primo caso, 48 nel secondo

Un caso interessante è la mobilità anticipata, ovvero la possibilità di poter ricevere l'intera somma dell'indennità in un'unica soluzione. Quest'opzione è disponibile solo per il lavoratori che hanno intenzione di aprire una propria attività oppure entrare in una cooperativa o impresa.

I moduli della domanda

La domanda dev'essere presentata on line presso il sito dell'Inps, dove sono disponibili i moduli relativi. La domanda d'indennità, inoltre, dev'essere presentata all'INPS entro il 68esimo giorno di licenziamento e poi essere inoltrata via web, contattato il Call Center dell'Inps (803164) o recandosi presso i Patronati.

Cosa cambia con l'Aspi

L'Aspi, come si è accennato, mira a livellare i diversi regimi. Per tutti i lavoratori, la mobilità sarà versata per 12 mesi o 18 se over 55. Gli importi saranno ridotti: per il primo mese saranno i 1.119€, ma poi si ridurranno secondo pattern stabiliti di anni in anno dal Ministero del Lavoro.

Ma l'Aspi è stata pensata per modificare anche la disoccupazione: l'assegno verrà versato per tutti per 12 mesi (oggi è possibile riceverlo per 8 o 12 mesi, a seconda di vari parametri) e, nelle promesse, l'importo dovrebbe essere superiore.
Ancora da stabilire, tuttavia, il bacino di utenza preciso di questa forma di tutela.

Pietro Calafiore

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