Con recente la vittoria del Movimento 5 stelle nelle elezioni politiche che ci sono state il 04 marzo 2018 si è affacciata sempre di più la possibilità di richiedere la pensione di cittadinanza 2019. Questa prevede un aumento sino a 780 euro per coloro che sono titolari dell’assegno sociale, delle pensioni minima e di invalidità e per tutti i pensionati che ricevono un assegno inferiore alla soglia di povertà, appunto 780 euro, fissata dall’ISTAT.

La pensione di cittadinanza (vedi anche il reddito di cittadinanza) dovrebbe diventare realtà a partire dal 1 gennaio 2019 per ben 4,5 milioni di persone. Infatti, il Governo Conte, sta già lavorando alla prossima Legge di Bilancio in cui è contenuta una nuova riforma pensioni 2019 che previo reperimento di tutte le risorse economiche necessarie, dovrebbe essere la misura migliore per superare la Legge Fornero. Tali risorse si potrebbero prendere dal Fondo Sociale Europeo, l’FSE, che grazie al provvedimento che è stato approvato dal Parlamento Europeo andrebbe a garantire l’uso del 20% sulla dotazione complessiva. Il suddetto provvedimento è l’A8-0292/2017 il quale è diretto alle misure destinate al contrasto della povertà.

Vediamo quindi che cos’è e come funziona la pensione di cittadinanza che entrerà in vigore dal 1 gennaio attraverso la Legge di Bilancio 2019 e scopriamo le novità per i pensionati e i requisiti necessari per accedere a questa pensione proposta dal governo di M5s e Lega.

In cosa consiste questo strumento?

La pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza rappresenta lo strumento per contrastare povertà ed esclusione sociale in Italia. Essa, insieme al reddito di cittadinanza, viene considerata una misura diretta a dare maggiore equilibrio alle risorse che vengono destinate ad una categoria molto debole nel nostro Paese: i pensionati.

Le due misure di cui sopra sono molto simili fra loro; la prima regola un diritto per i pensionati, mentre il secondo è destinato a chi ha un reddito veramente basso. Entrambe fanno parte del disegno di Legge presentato dal Movimento 5 stelle, e la pensione funge da integrazione all’assegno minimo dei pensionati che, come abbiamo detto, non dovrebbe essere inferiore a 780 euro per i single e 1170 euro per le coppie. Quindi, qualora un pensionato riceva un assegno da 500 euro al mese, grazie alla pensione di cittadinanza, otterrebbe un’integrazione da 280 euro in maniera tale da raggiungere la soglia prestabilita. Questa pensione vale anche per quanto riguarda quelle di invalidità al di sotto della soglia minima.

Tuttavia, considerando ancora il lungo iter legislativo e la difficoltà per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie all'avvio di questa importante iniziativa, modifiche possono e potranno essere effettuate ai diversi punti principali di quest'ultima. Tra le ipotesi recenti finora circolate, vi sarebbero delle considerevoli restrizioni per quanto riguarda i requisiti richiesti ai pensionati e, inoltre, delle riduzioni per ciò che concerne la somma economica a questi elargita, rispetto a quanto inizialmente preventivato.  

Ecco i requisiti da possedere

Diversamente dai requisiti del reddito di cittadinanza, già espressamente chiariti nel disegno di Legge che il Movimento 5 stelle ha presentato al Senato, quelli inerenti alla pensione di cittadinanza hanno ancora bisogno di ulteriori chiarimenti. Possiamo già dire, però, che bisognerà essere già titolari di una pensione e percepire un assegno pensione che si attesti l di sotto di 780 euro netti, al mese. Ovviamente si dovrà dimostrare di possedere i requisiti ISEE che determinano lo stato di povertà della persona e, inoltre, l’integrazione potrebbe derivare da vari fattori come per esempio il numero dei componenti fiscalmente a carico nel nucleo familiare.

Per quanto riguarda proprio l'attestazione ISEE, per poter usufruire della pensione di cittadinanza una persona, secondo quanto previsto al momento, probabilmente dovrà dichiarare un reddito complessivo massimo annuo di 9.360 Euro. Inoltre, a condizionare ancor di più l'accesso a questa misura di sostegno, si sta valutando l'ipotesi di inserire tra i requisiti richiesti anche un limite al possesso di immobili di proprietà. Infatti, oltre all'abitazione di residenza, si potrà avere al massimo un'altra casa, il cui valore tuttavia non sia superiore ai 30.000 Euro.

E a proposito di immobili posseduti, tra le ipotesi circolate, vi è addirittura la possibilità che la somma elargita per raggiungere la fatidica quota di 780 Euro mensili venga decurtata nel caso si fosse proprietari di un'abitazione. La decurtazione sarebbe al massimo di un paio di centinaia di Euro circa. Tali eventuali misure restrittive avranno la conseguenza di ridurre la platea di soggetti che potranno accedere a questa iniziativa di sostegno economico. Infatti, si parla di circa mezzo milione di persone, rispetto agli oltre tre milioni inizialmente previsti.

In maniera particolare l’integrazione offerta dalla pensione di cittadinanza spetta a:

  • Pensioni minime;
  • Assegni sociali;
  • Pensioni di invalidità.

Quanto spetta ai pensionati?

L’importo spettante ai pensionati che hanno richiesto la pensione di cittadinanza 2019 per avere l’integrazione fino a 780 euro per coloro che vivono da soli, è pari a:

  • 530 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 250 euro;
  • 480 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 300 euro;
  • 380 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 400 euro;
  • 280 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 500 euro;
  • 180 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 600 euro;
  • 80 euro di integrazione per coloro che percepiscono una pensione di 700 euro;

Tali cifre sarebbero quelle inizialmente previste e che il governo vorrebbe raggiungere, tuttavia, a causa, come detto, delle difficoltà di rintracciare le coperture finanziarie necessarie, si è fatta avanti la possibilità che il limite minimo delle 780 Euro per i pensionati possa non essere raggiunto. Si parlava di ridimensionare tale limite a circa 650 Euro. Comunque, sia i requisiti richiesti per ottenere quest'integrazione pensionistica che la cifra effettivamente fornita ai suoi beneficiari potranno determinarsi in maniera definitiva soltanto dopo l'approvazione finale in sede parlamentare di questa iniziativa.





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