Il piano ferie (per andare in vacanza tranquillo) matura durante tutto l’arco dell’anno. Il piano ferie ha lo scopo di consentire al lavoratore l’effettivo recupero delle energie dal lavoro.

Per un lavoratore, il diritto alle ferie è fondamentale; il datore di lavoro è infatti tenuto a rispettare per legge tale beneficio. Le ferie rappresentano dunque le giornate di astensione dal lavoro; sono provvisti di legislazione apposita solo i periodi di riposo legati ai lavoratori dipendenti e non ai liberi professionisti o agli autonomi.

L'art. 36 della Costituzione italiana prevede che il lavoratore deve e non può in alcun modo rinunciare al diritto di ferie; i periodi di tali giornate di non lavoro retribuito non devono essere inferiori alle quattro settimane. C'è inoltre un minimo previsto da tutti i contratti collettivi nazionali che è di 20 giorni annuali e che è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 66 del 2003.

Decreto legislativo per il piano ferie

Il decreto legislativo che disciplina il piano ferie è il n. 66 del 8 aprile 2003 e le relative modifiche del decreto legislativo numero 213 del 19 luglio 2004, che afferma: “Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2109 del codice civile, il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a quattro settimane. Tale periodo, salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o dalla specifica disciplina riferita alle categorie di cui all'articolo 2, comma 2, va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.” Fonte: Parlamento

Cosa sancisce il Codice Civile

Ecco come divertirsi nella settimana del piano ferie

In base all’articolo 2109 del codice civile al secondo comma, è il datore di lavoro che decide il periodo da destinare alle ferie, possibilmente il piano ferie deve prevedere un periodo di non lavoro continuativo.

Articolo 2109 codice civile: “periodo di riposo. Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. Ha anche diritto dopo un anno d'ininterrotto servizio (lllegittimo, Corte costituz. 10 maggio 1963, n. 66) ad un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata ditale periodo è stabilita dalla legge, (dalle norme corporative) dagli usi o secondo equità (att. 98). L'imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso indicato nell'art. 2118” Fonte: Leggeonline

A meno che le esigenze dell’impresa lo richiedono, il datore di lavoro e il lavoratore possono decidere per un piano ferie composto da più periodi di ferie separati.

Durata e periodo del piano ferie

Il piano ferie dunque deve essere composto da un periodo di ferie di quattro settimane all'anno, di cui due settimane devono essere consumate durante l'anno di maturazione, mentre le restanti due settimane nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.
Tempi e modalità diversi del piano possono essere stabiliti dai contratti collettivi nazionali; i quali si basano su un esame tra le rappresentanze sindacali per determinare il piano feriale e modalità di calcolo relative.

Nelle imprese dove è presente una rappresentanza aziendale, le ferie vengono fissate dalla Direzione cercando di soddisfare le esigenze di tutti i lavoratori e rapportarle alle esigenze della produzione. Ovviamente, nelle aziende in cui non è presente tale tipo di rappresentanza, è previsto che sia il datore di lavoro a stabilire il piano ferie.

Casi particolari 

Le ferie dei lavoratori dipendenti, vanno retribuite al 100% del salario giornaliero e vanno quantificate e inserite all'interno del contratto stesso di lavoro. Le ferie non godute non prevedono inoltre l'indennizzo sostitutivo; non verranno dunque monetizzate e convertite in denaro.

L'unica categoria di lavoratori dipendenti che può rinunciare volontariamente alle ferie è quella dei dirigenti, mentre i lavoratori a domicilio, che svolgono la loro attività in casa, non possono usufruire delle ferie. I lavoratori domestici che lavorano meno di quattro ore al giorno possono però avere il diritto, secondo le norme del Codice Civile, a otto giorni di vacanze retribuite; tali giorni aumentano dai 15 ai 25, in base all'inquadramento e all'anzianità di servizio e nei casi in cui si lavori più di quattro ore al giorno.

Gli apprendisti di età inferiore ai sedici anni hanno diritto a 30 giorni di vacanza; il diritto è valido infine anche per i lavoratori part-time.

Potrebbe interessarti

Le novità di ICOTEA: la formazione professionale per utenti non vedenti e ipovedenti

Nonostante i considerevoli passi avanti compiuti dal punto di vista normativo, dell'offerta scolastico-formativa, dell'uso della tecnologia nei diversi ambiti esistenziali e della sensibilità generale alle loro problematiche, tali persone vedono il loro percorso di crescita umano e professionale non sempre privo di ostacoli concreti. Tutto ciò nonostante le loro considerevoli capacità di cui sono esempio concreto e che possono offrire e mettere a disposizione della società in generale e della realtà lavorativa in particolare.

Differenza tra RSPP Interno, Esterno e RSPP Datore di Lavoro

ccnl commercio

In materia di sicurezza sul lavoro, la nomina del RSPP è una degli elementi più importanti. Innanzitutto, è un obbligo non delegabile del Datore di Lavoro; deve essere presente, cioè, un RSPP per ogni azienda. Non è raro che al momento della nomina, però, nascano da parte del Datore di Lavoro alcuni dubbi su quali siano le responsabilità e i requisiti di un  RSPP, e che tu sia interessato ad un RSPP a Milano o altrove, se sia meglio nominare un RSPP esterno o interno. Questo articolo può rispondere in maniera limpida a tutte le tue domande in merito alla nomina del RSPP.

CO CO PRO: tutte le caratteristiche di questo tipo di contratto

CO CO PRO

Il contratto co.co.pro. è nato dalla Legge Biaggi come sostituzione del contratto di collaborazione coordinata e continuativa (altrimenti detto co.co.co.).

Non bloccare la Pubblicità

Il tuo Browser blocca la nostra pubblicità? Ti chiediamo gentilmente di disattivare questo blocco. Per noi risulta di vitale importanza mostrarti degli spazi pubblicitari. Non ti mostreremo un numero sproporzionato di banner né faremo in modo che la tua esperienza sul nostro sito ne risenta in alcun modo.Ti invitiamo dunque ad aggiungere il nostro sito tra quelli esclusi dal Blocco della tua estensione e a ricaricare la pagina. Grazie!

Ricarica la Pagina

Avviso sul Copyright

I contenuti di questo sito web sono protetti da Copyright. Ti invitiamo gentilmente a non duplicarli e a scriverci a info [@] elamedia.it se hai intenzione di usufruire dei servizi erogati dalla nostra Redazione.

Protected by Copyscape

I più condivisi

Contratto a progetto: malattia e infortunio

Nei contratti a progetto, in caso di malattia o infortunio la temporanea sospensione del rapporto di lavoro non implica la proroga del contratto, il co.co.pro. comunque termina alla scadenza stabilita.

Cassa integrazione: ecco come funziona davvero. Scoprilo con noi

Immagine esemplificativa di soldi della cassa integrazione

La cassa integrazione è un intervento dello Stato richiesto dalle aziende o dalle società che hanno gravi difficoltà finanziare e si concede per un periodo di tempo limitato. Il fine della cassa integrazione è quello di aiutare il titolare dell'azienda a risanare la sua situazione economica, in maniera da evitare la chiusura dell’attività e una conseguente perdita del lavoro, di coloro che avevano impiego nell’azienda. Esistono 2 differenti tipi di cassa integrazione, l'ordinaria e la straordinaria.

Come diventare avvocato: ecco come funziona la pratica legale forense

Come diventare avvocato

Una volta laureato, il praticante deve iscriversi al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati del tribunale di residenza. Questo primo step per iniziare la pratica legale è legato alla presentazione di alcuni documenti (certificato di nascita, residenza, cittadinanza, ecc..) fotografie, titoli di studio e quant'altro richiesto dall'Ordine degli Avvocati del territorio. 

Leggi anche...

Inoccupato: cosa è e in cosa differisce dalla disoccupazione

Immagine per Inoccupato

Se si è nella condizione definita "inoccupato", il nostro consiglio è quello di presentare una dichiarazione di immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa da consegnare al Centro per l'Impiego o il modello di Autocertificazione di disoccupazione.

Leggi anche...

Dichiarazione Red: scopri le novità sui contributi agevolati alla pensione

dichiarazione red

Esistono alcune agevolazioni pensionistiche, quali gli assegni familiari, la pensione minima, di reversibilità o invalidità, che necessitano di determinati requisiti per essere ottenute.