Il preavviso è il tempo, successivo alla data in cui il lavoratore ha presentato le dimissioni, in cui il dipendente continua a svolgere la propria attività lavorativa.

Il numero di giorni di preavviso dipende da:

  • il contratto di lavoro,
  • il livello di inquadramento,
  • la qualifica,
  • l’anzianità di servizio.

Periodo di preavviso contratti di lavoro

Di seguito riportiamo delle regole generali relative al periodo di preavviso richiesto per ciascun contratto. Per informazioni dettagliate è bene leggere il CCNL di riferimento.

Il contratto di lavoro a tempo determinato non prevede alcun preavviso in caso di dimissioni. Se il lavoratore decide direcedere anticipatamente dal contratto, deve risarcire il danno al datore di lavoro, salvo il caso di dimissioni per giusta causa. Al contempo tale regola va seguita anche in caso di licenziamento del dipendente dall'azienda.

  • Preavviso contratto di formazione lavoro

Tale contratto è disciplinato dal CCNL come un contratto di lavoro a termine, per tale ragione non è prevista la rescissione prima del termine fissato come scadenza, salvo in caso di dimissioni per giusta causa. Per questa ragione, coloro che hanno un contratto di formazione lavoro devono far riferimento ai termini del CCNL per quanto riguarda il preavviso.

A meno che le due parti non abbiano stabilito per iscritto un tempo minimo di preavviso in caso di rescissione dal contratto, il rapporto di lavoro parasubordinato può essere rescisso in qualunque momento dalle due parti.

preavviso delle dimissioni

Dal momento che il contratto di lavoro temporaneo o interinale può essere sia a tempo determinato che indeterminato, in base alla tipologia il preavviso delle dimissioni seguirà le regole previste per i contratti corrispondenti.

Se vuoi conoscere tutto sul licenziamento, ti consigliamo di leggere il testo: Il licenziamento dopo il jobs act. Manuale teorico-pratico con ampia casistica giurisprudenziale e formulario

Procedura per il modulo dimissioni

Molto spesso chi ha un lavoro, per motivi di varia natura o semplicemente perché riesce a trovare un'occupazione a condizioni economiche e pratiche più vantaggiose rispetto alla precedente, decide di chiedere le dimissioni.

Se il licenziamento si verifica quando il datore di lavoro decide di dispensare il lavoratore dalle sue regolari mansioni e attività, le dimissioni nascono dalla decisione spontanea del lavoratore stesso di lasciare la propria occupazione. Le dimissioni sono inoltre regolamentate dal Contratto Nazionale Collettivo.

Come per il licenziamento, anche nel caso delle dimissioni è necessaria e obbligatoria la consegna di una lettera che indichi le motivazioni e le cause di tale scelta.

Dopo l'entrata in vigore della legge numero 112 del 25 giugno 2008 il modulo per le dimissioni va consegnato per iscritto e non più on line. La lettera di dimissioni va inoltre inviata seguendo le regole di preavviso riportate sul contratto stesso stipulato in precedenza col datore di lavoro.

 

Come compilare il modulo

Il modulo dimissioni deve includere in primis le motivazioni della scelta e inoltre all'interno di essa devono essere riportati i seguenti dati: il luogo e la data; l'indirizzo della società o della persona a cui la lettera di dimissioni è diretta; la comunicazione stessa della fine del rapporto di lavoro col datore.

Per essere autenticato, il modulo di dimissioni andrà firmato sia dal lavoratore che richiede la sospensione del lavoro, sia dall'interlocutore/datore di lavoro a cui la stessa è indirizzata. La lettera di dimissioni andrà poi redatta in duplice copia.

Attenzione alla forma!

È infine necessario scrivere il modulo per le dimissioni dal proprio posto di lavoro usando toni formali, cortesi ed educati, al fine di non recidere in modo drastico i rapporti con l'azienda; questo perché potrebbe rivelarsi utile in futuro qualora si desiderasse ritornare a lavorare all'interno dell'impresa in questione.

Tempistica per contratti a tempo indeterminato

Precedentemente abbiamo descritto in modo più o meno analitico come presentare le dimissioni con il giusto tempismo ma soprattutto nella corretta metodologia. Quando si parla di contratto a tempo indeterminato le cose un po' cambiano e rientrano in gioco anche gli scatti di anzianità e la qualifica del lavoratore. Generalmente i tempi da dover rispettare si dividono in questo modo:

  • 15 giorni di preavviso: se il contratto di lavoro è full time e vi sono più di cinque anni di anzianità
  • 8 giorni di preavviso: se il contratto di lavoro è full time e vi siano un massimo di cinque anni di anzianità
  • 4 giorni di preavviso: se il contratto di lavoro è part-time e vi siano un massimo di due anni di anzianità
  • 8 giorni di preavviso: se il contratto di lavoro è part-time e vi siano più di due anni di anzianità

Non tutti i giorni però vengono considerati utili al fine di dare il giusto preavviso al proprio datore di lavoro. O meglio è giusto specificare che vengono conteggiati solo i lavoratori che effettivamente in quel lasso di tempo si presentano regolarmente a lavoro ipso facto non vengono conteggiate eventuali assenze del lavoratore stesso dovute a:

  • Eventuali infortuni;
  • Malattia;
  • Maternità;

Esistono comunque dei casi dove non è assolutamente necessario presentare le dimissioni entro i termini stabiliti dalla legge. Se infatti il lavoratore e il datore di lavoro riescono a trovare un accordo civile, regolamentato mediante il CCNL, è possibile bypassare questo step e interrompere cordialmente i rapporti di collaborazione. Ovviamente, e come ripetuto, vi deve essere un accordo obbligatorio tra le parti viceversa è necessario presentare le dimissioni entro i termini citati precedentemente.

Ma cosa succede se non si rispettano i tempi e i modi? IL CCNL, come è giusto che sia, non tutela solo ed esclusivamente il lavoratore ma anche colui che permette allo stesso di offrire le proprie prestazioni. A tal proposito, e onde evitare ulteriori problematiche tra le parti, sono previste delle sanzioni per tutti coloro che non rispettano modi e tempi.





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