Quando sono in cerca di personale, sempre più aziende liquidano la questione della privacy delle informazioni del curriculum del candidato con la richiesta generica di autorizzare il trattamento dei dati. Sebbene questo possa far presumere che l’impresa si tuteli da qualsiasi eventuale problema, in realtà questa procedura non è molto corretta, in quanto chi scrive il documento dovrebbe essere consapevole di cosa sta comunicando e delle relative tutele da parte della legge.

La privacy nel curriculum: dati comuni e sensibili

Quando si parla di privacy nel curriculum, bisogna innanzi tutto distinguere i tipi di informazioni che si stanno condividendo, suddividendoli in dati comuni e sensibili, come sancito dal D.L. 186/2003:

  • dati comuni: sono quelli che non necessitano di alcun permesso per essere divulgati da chi li riceve per motivi slegati dall’assunzione;
  • dati sensibili: sono quelli che obbligano l’azienda che li volesse utilizzare per altri scopi a richiedere il permesso; includono ad esempio l’appartenenza ad una categoria protetta.

Poiché spesso un candidato non è consapevole della distinzione tra le tipologie di informazioni, dovrebbe essere pratica comune inserire nell’annuncio di lavoro un riepilogo che ne specifichi le differenze; per approfondire l’argomento, consigliamo di visitare la sezione dedicata del sito del Ministero del lavoro.

In sintesi, per dati personali si intendono le informazioni che identificano una persona fisica e che sono in grado di definirne le caratteristiche, le abitudini, lo stile di vita, le relazioni personali, lo stato di salute, la situazione economica, l’orientamento politico. I dati personali si suddividono a loro volta in:

  • dati identificativi che sono comunemente il nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono, indirizzo del domicilio, recapito e-mail e qualunque altra informazioni che permette l’identificazione diretta di persone fisiche e giuridiche.
  • Dati sensibili che possono rivelare informazioni sull’origine etnica, la religione, le convinzioni filosofiche, le opinioni politiche, l’iscrizione a partiti, sindacati, associazioni, lo stato di salute o l’orientamento sessuale.
  • Dati giuridici che rivelano l’esistenza di eventuali provvedimenti giudiziari.

L’autorizzazione al trattamento dei dati nel curriculum vitae: acconsento... ecco la frase da inserire

Per “trattamento dei dati personali” si intende una qualsiasi attività che comporta l’utilizzo, la consultazione, la registrazione, l’organizzazione, la raccolta, conservazione ed elaborazione, nonché la modifica, l’estrazione, la selezione, il confronto, l’interconnessione, il blocco o la diffusione, la comunicazione o la cancellazione dei dati presenti in una banca dati.

Con l’introduzione, il 25 maggio 2018, del GDPR (General Data Protection Regulation) ovvero del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati UE n. 2016/679 e recepito in Italia con il D. lgs, 101/2018 del 10 agosto 2018 ed entrato in vigore il 19 settembre 2018, alcune cose sono cambiate in materia di privacy e trattamento dei dati.

Quando in un curriculum vitae si inserisce l’autorizzazione al trattamento dei dati significa che si sta autorizzando il ricevente a trattare i dati tutelati dalla legge sulla Privacy e dal GDPR. L’autorizzazione al trattamento dei dati è facoltativa, non è più obbligatorio, mentre qualora si decidesse di apporla sono previste formule esplicite e si può scegliere tra una delle seguenti diciture:

  1. Autorizzo il trattamento dei miei dati personali presenti nel cv ai sensi del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e del GDPR (Regolamento UE 2016/679).
  2. Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 GDPR 679/16.
  3. Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del D.lgs. 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale.

Anche la specifica al trattamento dei dati per l’uso esclusivo e per le sole finalità relative all’attività di selezione del personale è facoltativa, ma qualora la si volesse esplicitare, la formula da riportare è la terza riportata in alto.

Perché inserire nel CV l’autorizzazione al trattamento dei dati (anche per Cv in inglese)

Il decreto legislativo 101/2018 in recepimento del regolamento europeo GDPR stabilisce che il consenso al trattamento dei dati presenti in un CV non è più obbligatorio e che ciascun candidato può scegliere liberamente di inserirlo o meno.

Cosa succede se non si inserisce il consenso sul CV? L’art. 9 comma 1 c) del suddetto decreto sancisce che in caso di ricezione di un CV senza la dicitura di autorizzazione al trattamento dei dati personali, il datore di lavoro – qualora ritenga il CV di interesse - è tenuto a richiederla al primo contatto utile fornendo le modalità in cui saranno utilizzati i dati del candidato. Solo dopo aver ottenuto il consenso dal candidato potrà utilizzare i dati.

Perché è consigliato inserire il consenso al trattamento dei dati anche se non è obbligatorio? Si ritiene utile inserire la dicitura di consenso perché ciò permette all’eventuale datore di lavoro di utilizzare i dati ai fini della procedura di selezione stessa, per poter essere contattati per un colloquio o per rimanere nella banca dati per future selezioni. Chi desidera sincerarsi che i propri dati siano utilizzati solo ai fini della selezione può esplicitarlo nella formula di consenso.

Dove si inserisce l’autorizzazione al trattamento della privacy nel Curriculum

Si consiglia di inserire la dicitura di consenso al trattamento dei dati alla fine del CV, ovvero in calce, in fondo alla pagina e prima della firma. Il CV deve sempre essere firmato ed è bene apporre la firma dopo la dichiarazione di liberatoria sia che si tratti di un CV cartaceo che digitale. Nel caso di CV digitale è possibile apporre la firma digitale o in assenza di questa procedere alternativamente alla stampa del CV, firma e scansione dello stesso per poi poterlo inviare via e-mail.

Cosa cercare nel bando di lavoro

Un’offerta di lavoro che tratti nei giusti termini la privacy nel curriculum, è segno della cura che l’azienda ha nei confronti della legge e dei dipendenti, una garanzia non da poco in una realtà in cui spesso alle selezioni del personale effettuate a norma se ne affiancano altre che rilasciano formule contrattuali non proprio limpide.

Per farsi un’idea del datore di lavoro, la prima cosa da cercare è quindi la modalità con la quale vengono trattati i dati: un riepilogo che illustri al candidato i suoi diritti e quali siano i dati sensibili, insieme allo scopo dell’autorizzazione al loro trattamento, mostra chiaramente la serietà dell’impresa.

Informativa carente: il lavoro del Garante per la Privacy nel Curriculum

informativa sulla privacy da inserire nel curriculum

L’attenzione alla tutela dei dati nel curriculum non è solo da parte di chi lo scrive: il Garante della privacy ha infatti giudicato carenti la condotta di numerose aziende (che offrissero lavoro o che fossero direttamente specializzate nella selezione del personale) per aver scritto annunci che non includessero l’utilizzo finale nella divulgazione dei dati.

Garante della Privacy

Il garante per la privacy è l'organo che vigila sul rispetto del codice in materia di protezione dei dati personali, ovvero sul d. lg. 30 giugno 2003, n. 196. Il Codice in materia di protezione della privacy riconosce al “proprietario dei dati” diverse tutele in merito al trattamento dei suoi dati personali; in particolare egli può, in base all'articolo 7 del Codice:

  • di accedere ai dati che lo riguardano,
  • di ottenerne l’aggiornamento, la rettificazione o l’integrazione,
  • di ottenerne la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco, se trattati in violazione di legge,
  • di opporsi al trattamento effettuato a fini promozionali, pubblicitari o commerciali oppure in presenza di motivi legittimi.

La normativa e le leggi di riferimento

La Legge che regola la Privacy ed i dati personali in Italia è il Decreto Legislativo 196 del 30 giugno 2003 (“Codice della privacy” – Testo unico sulla Privacy della Repubblica italiana), modificato dal Decreto Legislativo 101 del 10 agosto 2018, recante (si cita il titolo per esteso) “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)”. 

Con il GDPR 2016/679 – Regolamento Europeo sulla Protezione Dati, la Commissione Europea ha voluto rafforzare e rendere più omogenea la legislazione in materia di protezione dei dati personali dei cittadini europei e dei residenti nell’Unione europea. Il testo è stato adottato il 27 aprile 2016 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016. L’entrata in vigore risale al 25 maggio 2018,con efficacia immediata.

Il D.Lgs. 101/2018, pubblicato sulla GU Serie Generale n.205 del 04 settembre 2018, con entrata in vigore dal 19 settembre, è stato emanato per adeguare il D.Lgs. 196/2003 alle norme UE.

Come compilare il proprio Curriculum Vitae - dal canale ufficiale di AreaLavoro

Modello per presentare istanza

Per presentare un'istanza al titolare o al responsabile dell'uso improprio dei dati personali di terzi, è necessario inviare tramite raccomandata, fax o mail il modello predisposto dal Garante per la Privacy.

Una volta ricevuta l'istanza, il responsabile del trattamento dei dati personali deve rispondere entro 15 giorni dal suo ricevimento. In alcuni casi di particolare complessità tale periodo può estendersi a 30 giorni. Una volta scaduti tali termini, l'interessato può rivolgersi all'autorità giudiziaria o al Garante della Privacy attraverso:

  • una segnalazione
  • un reclamo
  • un ricorso

Se vuoi, in alternativa al fai da te, puoi affidarti ad aziende che si occupano di revisione curriculum in maniera professionale o acquistare delle guide che, in maniera guidata, ti illustrano nel dettaglio come procedere nella compilazione di un Cv di successo. Noi di AreaLavoro abbiamo creato un pratico eBook per guidarti in questa sfida: si tratta dell'eBook "Come scrivere un Curriculum".

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