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Aprire un asilo nido? Oggi l'iter burocratico per aprire quest'attività è abbastanza chiaro e significa l'inizio di una attività imprenditoriale a tutti gli effetti. In primis è bene considerare la domanda per tale tipo di servizio. Oggi in Italia si registrano più di 3000 asili nido pubblici, oltre alcune centinaia di strutture per l'infanzia convenzionate; ciò nonostante sono numerosi i bimbi sotto ai 3 anni esclusi dalla graduatoria dagli asili nido pubblici. Però si tratta pur sempre di un'attività, come anche quella legata ai Centri Estivi, che non conosce crisi.

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Prima di aprire un asilo nido, è fondamentale definire che tipo di struttura si desidera gestire. Ogni tipo ha le sue peculiarità e comporta diverse implicazioni, sia a livello di gestione che di investimento iniziale. Ecco una descrizione dettagliata delle varie opzioni:

  1. Asili nido aziendali: Questi asili nido sono solitamente aperti all'interno delle aziende per i figli dei dipendenti. Hanno il vantaggio di fornire un servizio molto apprezzato dai dipendenti e possono migliorare la soddisfazione e la produttività dei lavoratori. Tuttavia, richiedono un notevole investimento iniziale e devono rispettare tutte le normative relative alla sicurezza e alla qualità dell'educazione.
  2. Baby parking condominiali: Questi servizi sono solitamente aperti all'interno di un condominio e servono i bambini che vivono lì. Sono un'opzione conveniente per i genitori che non hanno bisogno di un servizio di asilo a tempo pieno, ma che necessitano di un luogo sicuro dove lasciare i loro figli per alcune ore al giorno. I costi di avvio possono essere inferiori rispetto ad altri tipi di asilo nido, ma potrebbero esserci restrizioni legate all'uso degli spazi condominiali.
  3. Asili nido in casa: Conosciuti anche come asili familiari, questi asili nido sono gestiti da un individuo o da una famiglia nella propria casa. Questo tipo di asilo nido può fornire un ambiente più familiare e personalizzato per i bambini, ma potrebbe non essere in grado di ospitare molti bambini alla volta a causa delle restrizioni spaziali. È anche necessario assicurarsi che la casa soddisfi tutte le normative in materia di sicurezza e igiene.
  4. Asili nido in formula franchising: Questa opzione implica l'apertura di un asilo nido come parte di una catena esistente. Questo potrebbe semplificare il processo di avvio, in quanto si potrebbe beneficiare del supporto dell'organizzazione franchising, inclusi la formazione, il marketing e l'accesso a risorse consolidate. Tuttavia, bisogna considerare anche i costi del franchising e il fatto che si dovrà operare secondo le linee guida del franchisor.

Quale opzione scegliere dipende dalle tue esigenze, dalle tue risorse e dalla tua visione. È importante fare una ricerca accurata e, se possibile, parlare con altri proprietari di asili nido per comprendere meglio cosa comporta ciascuna opzione.

Queste strutture per l’infanzia sono molto importanti perchè nella società moderna entrambi i genitori lavorano e non ci si può più permettere che madre o padre non lavori, a meno che non ci siano gravi situazioni lavorative, come licenziamenti o impossibilità a trovare una nuova occupazione. In questo quadro, diventa quindi necessario affidare i propri figli a queste strutture educative, che spesso però per limiti di graduatoria non accettano alcuni bambini mettendo in difficoltà le famiglie stesse.

Di seguito gli step e i requisiti per aprire un asilo nido

aprire un asilo nido

Legge e normativa

Aprire un asilo nido è un processo regolato da leggi specifiche. In Italia, la legge nazionale che regola l'apertura di tali strutture è la Legge 1044/71, ma le modalità di applicazione possono variare notevolmente a livello regionale. Quindi, è essenziale consultare gli uffici della Regione e del Comune in cui si prevede di aprire l'asilo nido per ottenere informazioni precise e aggiornate.

Gli asili nido accolgono bambini tra i 3 mesi e i 3 anni, quindi l'ambiente deve essere adatto per accogliere quest'età specifica. Questo include spazi per il gioco, il pranzo e il riposo. La struttura fisica dell'asilo nido deve rispettare determinati standard di sicurezza e igiene per garantire il benessere dei bambini.

Le norme specifiche relative alla struttura dell'asilo nido, tra cui le dimensioni dei locali, il numero di bagni, le aree all'aperto e le dotazioni di sicurezza, sono stabilite dal Comune. Ogni Comune può avere requisiti leggermente diversi, quindi è importante controllare con l'ufficio comunale locale.

Una volta che la struttura rispetta tutti i requisiti necessari, l'ufficio comunale rilascerà l'autorizzazione per aprire l'asilo nido. Questo processo può richiedere tempo e dovrebbe essere considerato quando si pianifica l'apertura della struttura.

In sintesi, aprire un asilo nido è un compito importante che richiede una comprensione approfondita delle leggi e dei regolamenti locali. È consigliabile consultare un esperto o un consulente legale per garantire la conformità con tutte le normative.

Requisiti della Struttura

Per aprire un asilo nido, è necessario garantire che la struttura scelta rispetti vari requisiti, tra cui quelli tecnici, strutturali, qualitativi e igienico-sanitari.

La struttura deve essere di dimensioni adeguate in conformità con gli standard previsti dal DPGR n. 47/R/2003. Questo significa che deve avere abbastanza spazio per ospitare comodamente tutti i bambini e il personale, senza sovraffollamento.

Il Comune valuterà diversi aspetti della struttura per determinare se è idonea a diventare un asilo nido. Questi includono:

  1. Ubicazione: La struttura dovrebbe essere situata in un luogo facilmente accessibile, sicuro e adatto per i bambini. Potrebbe essere necessario considerare fattori come la vicinanza a strade trafficate, la sicurezza del quartiere e la presenza di spazi verdi nelle vicinanze.
  2. Spazio esterno: Un buon asilo nido dovrebbe avere uno spazio esterno sicuro dove i bambini possono giocare. Questo spazio dovrebbe essere adeguatamente recintato e dovrebbe includere aree ombreggiate per proteggere i bambini dal sole.
  3. Cucina: Se si prevede di fornire pasti, la cucina deve essere adeguatamente attrezzata e rispettare gli standard igienico-sanitari. Ciò potrebbe includere l'installazione di attrezzature specifiche, come frigoriferi di dimensioni commerciali o lavastoviglie industriali, e la conformità alle normative relative alla preparazione e alla conservazione dei cibi.
  4. Rapporto mq/bambini: Infine, il Comune valuterà se la dimensione della struttura è adeguata al numero di bambini che si prevede di accogliere. Questo è importante per garantire che ogni bambino abbia abbastanza spazio per muoversi e giocare comodamente.

Ricorda che questi sono solo alcuni dei requisiti per aprire un asilo nido. Potrebbe esserci una serie di altre normative a livello locale o regionale che devono essere rispettate, quindi è sempre una buona idea fare una ricerca accurata e consultare un esperto se possibile.

Questi ultimi devono essere divisi all'interno tra:

  • servizi generici
  • cucine
  • spazi destinati ai bambini
  • spazi destinati agli operatori e ai genitori
  • Formazione e personale

Il numero del personale deve rispettare il rapporto stabilito educatori/bambini. Gli educatori devono avere uno dei seguenti titoli di studio:

  • maturità liceo socio-psico-pedagogico;
  • dirigente di comunità infantile;
  • maestra di asilo;

I problemi degli asili

Passiamo adesso a parlare dei problemi che debbono passare le famiglie italiane quando hanno un bimbo piccolo e chiedono l’iscrizione in questa scuola dell’infanzia. Troppe volte infatti ascoltiamo storie di bambini lasciati fuori dalle graduatorie che gettano nel panico le famiglie che non sanno a chi lasciare il proprio figlio visto che padre e madre lavorano durante il giorno. Un ruolo molto importante viene ricoperto in questo caso dai nonni, figure essenziali ed indispensabili. Ultimamente ha fatto poi molto clamore la storia sulle rette da pagare negli asili nido di Roma. Secondo le regole precedenti all’ultima delibera di Giunta del luglio 2014, le famiglie non erano tenute a pagare nessuna cifra per il terzo figlio mandato all’asilo. Dopo aver firmato anche un foglio del Comune con la tassazione uguale a zero, la Giunta ha approvato a luglio un documento con l’aumento delle tariffe anche in questi casi.

L’aumento oscilla tra il 10% e il 15% e le famiglie si sono trovate così dall’oggi al domani a sostenere una spesa ulteriore che non era contemplata nel bilancio di casa. Rette che variano a seconda del modello ISEE presentato, ossia l’indicatore economico sul reddito totale della famiglia. Sempre prendendo come riferimento la Capitale d’Italia, sul sito ufficiale del Comune c’è una sezione apposita su come aprire questa struttura, con procedure e requisiti di qualità da rispettare, norme e leggi inerenti questo settore e cosa significare aprire un impianto educativo per i bambini più piccoli.

Tempi per aprire un'attività

Aprire un’attività è cosa seria; il più delle volte è necessario metter da parte l’entusiasmo e ponderare bene tutte le opzioni. A volte è possibile rispondere a molte delle domande relative all’apertura di un’impresa, contattando o visitando il sito internet della Camera di Commercio. Nei siti ufficiali infatti sono presenti risposte alle domande principali di tipo teorico o pratico (ad es. spiegazione di cosa è un piano operativo, un piano di marketing, il marketing mix, iter e adempimenti burocratici, finanziamenti, modulistica).

Il dpcm 6 maggio 2009 sulla Gazzetta Ufficiale n.152 del 3 luglio ha semplificato l’iter necessario per aprire un’attività. Seguendo il principio della Comunicazione Unica è possibile inviare online un modulo unificato al Registro imprese della Camera di commercio competente per territorio ed assolvere tutti gli adempimenti necessari. In questo modo il Registro delle Imprese è divenuto il “centro nevralgico” per comunicare con le amministrazioni competenti. Queste ultime sono costituite dai seguenti enti: Registro delle imprese, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate.

Il processo della Comunicazione Unica è divenuto canale obbligatorio per chi decide di aprire un’impresa, dal 31 marzo 2010. Tale sistema infine è utilizzato dagli imprenditori anche per comunicare modifiche o cessazioni delle attività.

Partire dalla partita IVA

Prima di aprire un’attività è necessario aprire una partita IVA: esistono ad oggi differenti regimi fiscali agevolati, per esser certi di possedere i requisiti di accesso e per eventuali difficoltà a districarvi in questo delicato ambito della burocrazia fiscale, vi consigliamo di chiedere un supporto ad un commercialista oppure all'Agenzia delle Entrate. E' bene però essere prudenti e soprattutto informati prima di diventare liberi professionisti.

Società a Responsabilità limitata

La società a responsabilità limitata (Srl, mentre in Svizzera è Sagl – Società a garanzia limitata) ha una propria personalità giuridica ha un suo patrimonio e dei propri capitali; è infatti un tipo di società di capitali.

Per aprire un’attività Srl è necessario infatti stipulare il relativo atto costitutivo che dovrà contenere: il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ogni singolo socio; la denominazione sociale, sottolineando l'intendo di istituire una società semplificata a responsabilità limitata; scrivere il Comune della sede e anche quello di eventuali e future sedi secondarie; l'ammontare del capitale sociale non deve essere al di sotto di 10.000 euro per poter aprire una Srl tradizionale e di 1 euro per poter aprire una Srl definita “ad un euro” oppure “Srls” che arriva ad un massimo, però, di 10.000 euro; in entrambi i casi il capitale va versato prima della stesura dell’atto. Inoltre, il Consiglio Nazionale del Notariato non è obbligato a vigilare sulla tipologia di Srl in questione.

Per aprire un’attività Srl sono altresì necessari: controllo notarile ;versamento di almeno il 25% del denaro presso un istituto di credito, da sostituire anche con una polizza assicurativa o una fideiussione bancaria. Per quanto riguarda il notaio, questo, nel caso delle Srl può avere un costo pari a circa 1000 euro ma si consiglia, comunque, di richiedere diversi preventivi prima di scegliere, mentre nel caso delle Srls i servizi sono forniti gratuitamente e occorre pagare le sole spese di iscrizione al registro che, in entrambi i casi, deve essere effettuata entro 20 giorni. Inoltre, se si supera la cifra di 120.000 euro sarà necessario nominare un collegio sindacale. Anche nel caso delle Srls si è obbligati a versare almeno un quinto dei guadagni netti al fine di raggiungere il tetto minimo di 10.000 euro.

Tra gli altri costi abbiamo:

  • L’acquisto, la vidimazione e la bollatura dei libri sociali obbligatori di circa 100 euro; 

Una volta aperta la Srl, vi sono dei costi fissi annuali:

  • La Camera di Commercio (200 euro)
  • Diritti per deposito bilancio (150 euro)
  • Commercialista o spese simili per la tenuta della contabilità. (costo variabile)
  • Contributi per i lavoratori (dipende dal numero di soci e/o impiegati)

I nuovi articolo introdotti dalla Riforma

Tutto quello che concerne aprire un’attività Srl è regolato dall'articolo 2463 del Codice civile. Con la Riforma Monti è stato inoltre introdotto l'articolo 2463 bis (Società semplificata a responsabilità limitata). Viene dunque a formarsi la società semplificata a responsabilità limitata che può essere avviata esclusivamente da persone fisiche che hanno un'età che non superi i trentacinque anni d'età.

Come aprire una ditta individuale

Per aprire una ditta individuale, è necessario:

  • fare la denuncia all'Agenzia delle Entrate per l'attribuzione della partita IVA o codice fiscale, entro trenta giorni dall'inizio dell'attività;
  • iscriversi al Registro delle imprese della Camera di Commercio della provincia in cui la ditta ha sede legale;
  • iscriversi all'INAIL;
  • iscriversi all'INPS.

Vantaggi fiscali e burocratici

E' altresì semplice e veloce da costruire a livello burocratico e fiscale e, per il suo scioglimento, non è necessario il pagamento di nessuna tassa di concessione.

Svantaggi dell'impresa individuale

Inoltre, esistono degli svantaggi di natura fiscale, perché, rispetto ad altre forme d'impresa, le spese che si possono dedurre dal reddito IRPEF sono inferiori. Ne caso in cui si realizzino utili ingenti, essi verranno dunque inseriti all'interno del reddito del proprietario, con il conseguente pagamento di tasse piuttosto cospicue.

Essere imprenditore: sai come si fa?

Aprire una ditta individuale

Economicità di un'impresa

Conseguenza di una strategia di successo è il raggiungimento della cosiddetta "economicità", la quale si persegue attraverso:

  • l’Efficacia Strategica, ovvero la capacità di individuare e raggiungere obiettivi vincenti;

L'imprenditore e il fattore rischio

Tra le considerazioni che deve fare un imprenditore assennato vi è quella del "fattore rischio": esso non nasce con l’impresa (come spesso si è portati a pensare) ma successivamente, quando si avvia il processo produttivo.
Questo fenomeno deriva da 2 elementi ineliminabili:

  • incertezza dell’ambiente;

Autore: Laura Perconti

Immagine di Laura Perconti

Laureata in lingue nella società dell’informazione presso l'Università di Roma Tor Vergata, Laura Perconti segue successivamente un Corso in Gestione di Impresa presso l'Università Mercatorum e un Master di I livello in economia e gestione della comunicazione e dei nuovi media presso l'Università di Roma Tor Vergata.